(ma no dai, in realtà uno basta)
Stagione 1, episodio 12
(città del nord capoluogo di provincia, Fase 2, interno giorno o notte, boh, umidità al 110 per cento, le zanzare apparecchiano)

(continua)
Bene, parliamo del 12 maggio 2010. Anzi no, argomento a sorpresa: parliamo della copertina del libro.
Uh, casualmente c’è qui l’autore del disegno.
Mi prendi per il culo?
No no, te le presento. Andrea Bianchi Carnevale, disegnatore e illustratore professionista, uomo probo, interista.
ABC: molto piacere. Posso salutare a casa?
Perché ti sei prestato a questa operazione?
S: no, scusa, è il completamento di un percorso professionale.
Fai rispondere a lui, cazzo.
ABC: beh, mi fa leggere il libro in anticipo, me lo chiede in ginocchio, potevo dire di no?

Cosa dici del libro, già che ci siamo?
ABC: beh, uno potrebbe pensare al solito libro da tifoso, intriso di fanatismo. Non è così. Lo descriverei come un libro sulle “passioni” che per noi interisti – lo so, dirò una cosa scontata – è particolarmente adatto sia come “moto dell’animo verso qualcosa” sia come “patire, soffrire”. Scrivo “passioni” al plurale perché nei vari capitoli non si parla solo della passione per il calcio; c’è il racconto parallelo sull’esperienza della maratona di Tokyo e dell’essere runner, il lavoro, le amicizie, tutte narrate con la tipica ironia e autoironia del Settore style.
E quindi?
ABC: e quindi gli interisti non possono che ritrovarsi in molte situazioni e tic descritti: le attese, le speranze, le scaramanzie, il senso del “soli contro tutti”. I capitoli si susseguono prendendo avvio da dichiarazioni e citazioni e non poteva che essere così, perché di quel periodo, certo, si ricordano le azion e i gol, ma soprattutto la mitizzazione di alcuni discorsi epici, un qualcosa di abbastanza inedito per noi. Talvolta la conferenza stampa pre e post partita erano più significative della partita stessa e sono rimaste tatuate nella memoria collettiva di ogni interista.
S: cioè, è un mio amico.
Uhm. Detto questo, il disegno della copertina come lo hai pensato?
ABC: le idee erano sostanzialmente tre.
S: dai, digliele, non sta nella pelle.
ABC: una immagine tipo Instagram style con gli oggetti più significativi e di riferimento: le coppe, gli occhiali, la Provincia Pavese, il biglietto di Madrid, il badge della maratona di Tokyo. Forse troppo seria.
La due?
ABC: una dove si vede il nostro bravo scrittore-runner mentre corre con le tre coppe sotto braccio (poi usata all’interno, prima della galleria fotografica).

E invece, quella prescelta?
ABC: Sono partito dalla storica foto in cui Zanetti alza la coppa. Al posto di Cordoba, alla sua destra, spunta un certo Roberto Torti come novello Zelig o Paolini nerazzurro.
Sperando che Zanetti non si comporti da Frajese.
ABC: beh, no. Tutti con bocche deformate nello sforzo di urlare e il capitano che gira lo sguardo, vagamente interrogativo, verso questo presunto intruso, che reclama il suo meritato tocco della coppa. La somiglianza non è perfetta ma forse meglio così. In fondo, certo, è Settore, ma potrebbe essere chiunque, pure io (gli occhiali ce li ho, la pettinatura è simile, certo non corro e ho qualche chilo in più ma sta a guardà er capello), ognuno con il suo pezzetto di merito… e l’Inter non lo sa.
Scusa, che cazzo fai?
S: no, niente, mi sono commosso e mi stavo soffiando il naso e…
Sì, ma quel fazzoletto è mio.
S. Minchia, ‘sto Covid di merda ci rende tutti intrattabili.
(12 – continua)

COMUNICAZIONI DELL’AUTORE. La fase 2 di questo libro è iniziata. Come vedete nella foto, anche la seconda copia è stata venduta (grazie al Covid, non c’è bisogno di oscurare il volto del lettore, per garantirne la privacy. Si chiama C., come un grande presentatore del passato) (Ehi, chi ha detto Mike Bongiorno? Ho detto C.). Se volete anche voi partecipare a questa simpatica iniziativa, mandate la vostra foto a r.torti@gmail.com e sarete coinvolti in questo coraggioso progetto editoriale, un sostegno a una filiera in crisi per questa merda di virus cinese. Nella sua versione cartacea il libro è presente in libreria a Pavia e Voghera, le due città più importanti del mio piccolo mondo, ed è in vendita on line su Ibs. Poi c’è la versione eBook che è disponibile tipo su Ibs, Amazon, Mondadori Store, Kobo, Librerie.Coop, Hoepli, Il Libraccio e siti del genere o, se volete darvi un tocco internescional, nientemeno che su Barnes&Noble e BajaLibros.com. Se proprio non ce la fate (e io vi capisco, anzi, vi ammiro per la vostra resistenza) potete scrivere direttamente all’editore, alla mail giorgio.macellari@alice.it , e ricevere soddisfazione: nel senso che vi dà tutte le info e il libro ve lo spedisce anche (dietro pagamento, immagino. Ma non sono affari miei, io scrivo e basta, adoro queste forme di snobismo intellettuale).