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Novembre 26, 2020
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Triste, solitario (non final)

Nel giorno in cui muore Maradona, cioè il calcio, era dura immaginarsi qualcosa che potesse competere in tristezza, ma noi ci siamo impegnati e ce l’abbiamo fatta. Non c’è paragone tra i due lutti, per carità, ma forse (perché non c’è nulla di meno definitivo del calcio giocato e da giocare) stasera è morta anche l’Inter di Conte, quella che doveva essere la non-pazza Inter (perchè volerci snaturare fino a quel punto?) e oggi, per rimanere alle patologie mentali, è una depressa Inter, prigioniera degli schemi e delle paturnie del suo allenatore, soprattutto della sua tristezza attuale, una palese infelicità, in questo legame senza senso tra datore di lavoro e strapagato dipendente che si regge solo sui soldi, una questione di vil denaro e di pelosa convenienza contabile di cui a noi non frega un cazzo – tranne il fatto di esserci dentro fino al collo.

Non c’entra la gobbitudine (qui scrive uno zuzzurellone che sin dall’inizio ha dichiarato che non sarebbe stata un problema, di fronte a un bene e a una missione superiore), c’entra che ormai è tutto piuttosto e drammaticamente chiaro: siamo nel gorgo di un allenatore che non prende più decisioni giuste manco per sbaglio e di una squadra che moralmente ha smesso di seguirlo.

Una squadra che si mette a giocare se va sotto di due gol o se rimane in dieci, perchè prima, secondo i piani prestabiliti, nessuno ha più voglia di metterci testa, gambe e palle di default. E un allenatore che ha smesso di stare antipatico, ha smesso di rompere i coglioni, ha smesso di trasfigurarsi, ha smesso di spremere rape. Un allenatore ha cercato di farsi esonerare due volte, non riuscendoci. E che ha cercato di transare, non riuscendoci. E’ ormai da qualche mese l’allenatore reluctant della non-pazza Inter. E’ un disastro, amici miei.

Conte non è più sopportabile così. E’ uno che si è ridotto a fare entrare Eriksen all’88esimo, come fosse un Pinamonti o un Esposito, perchè gli sta sul cazzo dal primo giorno che gli hanno detto che sarebbe arrivato, tanto da non essersi mai preoccupato di utilizzarlo al meglio. E’ stata una cosa da sfigato, queste ripicchette tra milionari fanno stracagare, queste umiliazioni in Eurovisione non sono accettabili. Certamente è arrivato all’88esimo con le palle girate, Conte, nella serata del tradimento definitivo di Vidal, l’uomo che ha inseguito per due mercati e guarda te cosa gli (ci) combina. Ma tra uomini di sport bisogna essere più seri nei momenti difficili. Hai il quinto cambio, all’88esimo di una partita irrimediabile? Piuttosto metti Padelli al posto di Lukaku, non Eriksen. Ma perché, cosa ti ha fatto?

E per quanto andremo avanti? Suning ha le sue ragioni, i soldi per l’esonero più oneroso della storia non ce li mettiamo noi ma loro. Ma io a uno così – così com’è oggi, che manco si fa più la barba – gli minerei l’autostima, cacciandolo e richiamando Spalletti, già a libro paga, una roba un po’ alla Preziosi, un po’ da squadretta pericolante, ma che liberazione sarebbe per tutti (anche per lui, così attaccato all’orgoglio e alla buonuscita). Invece siamo qui, nè carne nè pesce, in bilico tra duemila dubbi in una stagione in cui sarebbe bastato essere l’Inter dell’anno scorso. Siamo qui a sperare in un miracolo in Champions, se vinciamo le prossime due. Solo che purtroppo in Champions abbiamo perso 7 delle ultime 14 partite, un’altra statistica che ci inchioda e che ci dice che no, non siamo propriamente una grande squadra.

Ci vorrebbe un’altra situazione, un’altra motivazione, un’altra immagine di questa Inter. Ci vorrebbero occhi di tigre invece di questi sguardi smarriti. Era meglio pazzi che impanicati. Invece eccoci qui, ognuno ad aspettare che si muova qualcosa. Ma se Conte non lascia libera la sua sedia è probabile che non accada niente che (sospiro) ci cambi davvero la vita.

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Ottobre 31, 2020
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Vita in campagna (sequel)

“Vita in campagna” (traduzione un po’ così dell’originale “Them thar hills”) è un cortometraggio del 1934. Una comica, come si diceva ai tempi. Una comica – forse, per me, LA comica – di Stanlio e Ollio. Debbo qui svelare un particolare molto intimo. Quando guardo “Vita in campagna”, una comica di 86 anni fa, rido come un bambino che la vede per la prima volta (un bambino oggi riderebbe per una comica? Boh). Solo che l’avrò vista, non so, minimo 75 volte. Cioè, facciamo due conti: l’avrò vista 20 volte da bambino. Poi, con l’avvento dell’internet e l’invenzione di YouTube, l’avrò vista un altro tot di volte, decine. Quando sono proprio giù di morale apro YouTube e guardo principalmente tre cose: il secondo gol di Milito a Madrid ripreso dagli spalti col telefonino da 20 angolazioni diverse, gli ultimi 10 minuti di Inter-Samp del 2005 oppure “Vita in campagna”. Oppure tutte e tre. Dopo, mi sento molto meglio.

“Vita in campagna” è quella comica in cui Stanlio e Ollio fanno una gita in roulotte perchè Ollio ha la gotta e deve riposarsi fuori città. Si accampano vicino a un pozzo da cui attingono l’acqua. In questo pozzo alcuni contrabbandieri avevano appena versato ettolitri di acquavite prodotta illegalmente. Stanlio e Ollio bevono col mestolo dal secchio e trovano l’acqua “ferruginosa”. Dopodichè, con loro che progressivamente si ubriacano, ne succede di ogni (e ogni volta rido anche so tutto a memoria). L’acqua ferruginosa, cazzo, che due geni quei due.

Ecco, riguardo a questo strano inizio di stagione dell’Inter, io ho una ipotesi tutta mia. Una notte di settembre, un gruppo di contrabbandieri braccato dalla finanza ha versato alcuni ettolitri di benzodiazepine prodotte illegamente in un pozzo vicino al Centro Suning di Appiano Gentile. Per qualche settimana, dai rubinetti di Appiano è scesa acqua “ferruginosa”, che rasserenava gli animi. Poi dev’essere successo qualcosa. Perchè oggi la squadra e lo staff dirigenziale hanno evidentemente bevuto da due brocche diverse.

La squadra è ancora sotto l’effetto dell’acqua ferruginosa. Svagata in attacco, dove non segni manco un’azione ogni 20, perchè con questa media oggi avremmo vinto 3-2 minimo. Svagata in difesa, dove contro un Parma senza pretese prendi due gol su due tiri, ti fai prendere alla sprovvista (mica dal Liverpool, dal Parma) e trac!, va tutto a culo. Con serenità tieni palla, fai medie mostruose di possesso, ti porti a casa il pallone e stop: nel mezzo, perchè sbattersi a tirare? Perchè incaponirsi a provare a metterla dentro? Perchè mettere gambe e polpacci e teste a repentaglio in quel casino dell’area di rigore? Poteri dell’acqua ferruginosa. Decisioni giuste? Quasi mai. L’acqua ferruginosa ti toglie la cazzimma.

Lo staff tecnico e dirigenziale, invece, da qualche giorno deve essere passato all’acqua minerale in bottiglia. Oggi Marotta (negli slot in cui solitamente i dirigenti si esibiscono in quattro banalità e via) si è concesso una doppia intervista da paura: prima della partita, ha detto che si è rotto i coglioni di dare i giocatori alle nazionali, si gioca troppo, ci si infortuna, basta, parliamone; dopo la partita, ha detto che va bene tutto, ma se non ci danno rigori come quello su Perisic allora se ne andassero affanculo gli arbitri, il Var, la Lega, la Figc, l’Uefa, la Fifa e i nazisti dell’Illinois.

Bum!

Dopodichè arriva Conte. Sapete, quel tizio cordiale che ci allena, quello che ultimamente rideva sempre, diceva che andava tutto bene, i ragazzi crescono, le mamme imbiancano, eccetera. Stavolta è incazzato. Risponde male. Dice che è stufo di vedere la squadra dominare le partite epperò i gol li segnano gli altri, noi pochi, quasi niente. Che l’attacco è molle, che serve cattiveria, che così non va bene. “Scusa, ma a proposito di cattiveria, come mai per un’ora hai tenuto in panca Vidal, Brozo e il Ninja?”. Uh, è già incazzato, lasciamo stare.

E quindi, al netto di una partita per qualche tratto inguardabile, in generale molto ferruginosa, dove si vedere una squadra – la nostra – che palleggia senza fretta e senza un’idea brillante che sia una e l’altra assiste che annoiata e poi respinge e poi si ricomincia, vuoi vedere che almeno concettualmente è iniziata oggi la vera stagione dell’Inter? Quella in cui si ricomincia a essere ruvidi e ad accantonare il buonismo del volemose bene anche se non ci piacciamo più? Se la società si scuote dal torpore e se l’allenatore – dentro o fuori dal progetto, chissà, ma con il pedigree del competitivo – decide di sporcarsi un po’ le mani in attesa di trovare migliore sistemazione, resterebbe da risolvere il problema dell’acqua ferruginosa. Se vedete un furgoncino con le casse di minerale, ditegli di andare in viale dello Sport, 22070 Appiano Gentile (CO). Quanto agli arbitri, magari prima o poi la ruota gira (risolini in sottofondo, qualche risata, alcune bestemmie).

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