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settembre 11, 2017
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Se il trucchetto del dubbio non funziona più

Breve storia vera. Anche se ho la ragionevole sensazione che non ve ne fregherà un cazzo, vi debbo raccontare che due settimane fa mi sono trovato in una drammatica situazione: avevo urgente bisogno di un reggilibri. No, ma mica uno a caso: ne volevo uno carino, tipo quelli visti in vacanza in cento diversi negozi di stronzate alto di gamma, acquisti sempre abortiti nell’ineluttabile evidenza di non poter farcelo far stare, il reggilibri, nel già stipato trolley a misura di Easy Jet. Ho così trascorso due giorni a macerarmi: dove posso trovare in Italia, vicino a me, negozi di stronzate alto di gamma forniti di reggilibri carini tipo quelli là? Finchè – perchè non ci ho pensato prima? – ho fatto la cosa più ovvia: ho digitato “reggilibri” su Amazon e mi si è aperto un mondo. E per l’ennesima volta nel corso degli ultimi dieci-dodici anni almeno, relativamente a qualsiasi questione in cui internet e derivati c’entrassero almeno di sguincio,  ho fatto tra me e me la stessa considerazione: quanta fatica inutile si faceva, prima?

Cioè: tipo il Var. No?

Quanta fatica inutile ha fatto l’Inter, prima del Var? E’ una domanda che oggi possiamo fare serenamente, senza complottismi e pianginismi, guardando semplicemente alla Storia e alle prime tre giornate di questo campionato, in cui con il Var ci sono stati assegnati due rigori che gli arbitri non ci avevano dato. Due rigori decisivi, perchè entrambi hanno sbloccato il risultato. Chissà se avremmo 9 punti senza il Var? Boh, forse sì, forse no.

Si tratta, sia chiaro, di due tipici rigori “da Var”. Non due clamorosi errori dell’arbitro, ma due rigori oggettivamente difficili da vedere, border line, quasi superiori all’umana percezione (come essere sicuri al 100% e in una frazione di secondo del contatto ai danni di Icardi, o dell’esatto punto del fallo su Joao Mario a cavallo della riga?). Più che legittimo pensare che l’arbitro non fosse in grado di prendere la giusta decisione. Addirittura, che l’arbitro proprio non li potesse vedere correttamente.  E quindi? Ora c’è il Var, prima non c’era. Bene, fine discussione?

No, per niente. Il punto è proprio lì, in quella zona grigia che sta tra la percezione e la decisione dell’arbitro. Chiamiamolo “dubbio”. Ecco, nel dubbio, all’Inter i due rigori non erano stati dati. E non è una questione da poco, questa. Non è prendere una decisione sbagliata, ma non prendere una decisione corretta. La sfumatura è importante, ma l’effetto è uguale. Quante centinaia di partite, quante decine di campionati sono stati determinati o condizionati pesantemente dai dubbi? Da rigori, per esempio, che “nel dubbio” non hanno dato a noi, a volte sistematicamente (nel 2013/14 un solo rigore nell’intero campionato, 21 rigori in tutto negli ultimi 5)? O da rigori che, nel dubbio, non sono stati dati contro la Juve -tanto per fare nomi e cognomi -? O, nel dubbio,  a suo favore?

Tre partite non sono nulla in confronto all’eternità. Ma due rigori a favore dell’Inter nelle prime tre giornate di campionato sono un fatto epocale, e due rigori contro la Juve sono un fatto apocalittico. Lo si capisce dalle reazioni scomposte dell’emisfero gobbo nei confronti del Var, una lesa maestà di cui faticano ancora a capacitarsi. Reazioni scomposte che arrivano mentre la Juve ha 9 punti in tre partite: cioè ha sempre vinto, ha rimediato al Var con la sua forza, così, semplicemente segnando più gol dei rigori contro. Certo, si è presa qualche piccolo, relativissimo spavento e ha fatto un pochino di fatica in più. Il giocare ad armi pari ti fa pagare qualche prezzo.

Con tutti i suoi attuali (e provvisori, si spera) difetti, il Var può arrivare a un risultato immane: eliminare la zona grigia del dubbio con una oggettività inoppugnabile. Eliminare i rigori dati o non dati così, una po’ alla cazzo di cane, tipo i falli di confusione, approfittando della vaghezza della situazione. Tenendo la media di queste prime tre giornate, alla fine potrebbero ballare diverse decine di gol, tra rigori dati e non dati a ragion veduta. Certo che la Juve è nervosa: lo sarei anch’io se sapessi che la distanza dagli inseguitori un pochino si accorcia, e che sono finiti i chiodi da spargere sulla strada.

Il Var non risolverà il campionato (la Juve, ribadisco, è a punteggio pienissimo nonostante il Var), ma da subito sistema un po’ di cose. Mette tutti sullo stesso piano e rasserena gli animi (non avremo più “dubbi” su cui incancrenirci per semestri). Il resto, tranquilli, è tutto come prima: la palla è rotonda, bisogna segnare dei gol, possibilmente uno in più degli altri. Ma il sistema dell’aiutino è già tutto crepato, e quello degli alibi pure. Eggià, sarà meno frustrante anche perdere, a volte: senza il dubbio che sarebbe potuta andare diversamente se (segue lamentela), si potranno mandare affanculo anche i propri beniamini con una soddisfazione e una serenità che per decenni a noi tifosotti è stata negata.

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agosto 23, 2017
di settore
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Generatore di titoli sul Var per la Gazza (e Tuttosport)

rigorejuve

Le sconvolgenti novità della prima giornata di campionato (rigore contro la Juve, rigore a favore dell’Inter dopo 3 minuti e mezzo di gioco invece che dopo 3 mesi se va bene) portano a pensare che, dopo appena 90 minuti di calcio giocato, l’unica cosa su cui valga davvero la pena soffermarsi sia il Var. E sull’argomento si soffermeranno per settimane (e più probabilmente per mesi o anni) i quotidiani sportivi, in un climax giornalistico che necessiterà di uno speciale apporto creativo e umanistico sui contenuti. Ecco, dunque, una serie di titoli che consiglio a titolo gratuito a due quotidiani sportivi che certamente ne avranno bisogno – di titoli, dico – e per i quali provo tecnicamente e professionalmente compassione (in senso letterale).

E NAUFRAGAR M’E’ DOLCE IN QUESTO VAR. Titolo che sottintende una generale soddisfazione degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica per il nuovo dispositivo tecnologico: è molto bello ed esprime una sua rasserenante positività, ma è da usare prudentemente dopo un numero congruo di giornate e nella certezza di un saldo positivo tra decisioni corrette ed errate.

VAR WEST. Titolo da usarsi in una situazione opposto rispetto al precedente, allorquando l’applicazione del nuovo dispositivo si riveli spesso fallace o foriera di polemiche, e quando di conseguenza nell’opinione pubblica inizi a montare il dubbio che il Var sia una sòla epocale e prevalga un diffuso sentimento di confusione.

VAR BASTEN. Ideale per l’mmancabile l’intervista al campione del passato perchè esprima un parere importante sul nuovo dispositivo. Di particolare effetto anche i possibili giuochi di parole con Van der Sar , Van der Vaart e Van Gaal. Interessante anche l’applicazione nel ciclismo e nella pittura. E anche nella musica, per quanto si presenti piuttosto arduo chiedere un parere sulla moviola in campo a Van Morrison, ai Van Halen o a Ornella Vanoni. Ma la Gazza non si ferma davanti a nulla.

VAR CONDICIO. Titolo ideale quando le statistiche inizieranno a farsi attendibili e ogni squadra potrà fare i conti tra decisioni favorevoli e sfavorevoli. Ottimo anche per un’intervista a un giurista sportivo o a un ex magistrato appassionato di pallone.

VARCAMENARSI. Titolo che esprime un ampio scetticismo sull’applicazione pratica del Var. Non è una bocciatura, ma una critica profonda, uno schierarsi pronunciato verso un possibile futuro no.

VAR MORTO. Questa invece è una bocciatura immediata e senza sconti. Ottimo titolo per commenti e opinioni di direttori, editorialisti ed espertoni, oppure per una prima pagina di impatto dedicata a una qualsiasi partita (meglio se di una squadra importante) il cui risultato è stato erroneamente determinato dal Var e per cui si ritiene che bòn, l’Italia ne ha avuto abbastanza.

RICORSO AL VAR. Vedasi “Var condicio”, titolo sottilmente legato a una visione pedante e leguleia della questione, ideale a corredo di un’articolessa di una grande firma o anche per una prima pagina sulla decisione di particolare impatto su un tal partita. Oppure, ottimo per un paginone storico e analitico sui primi dieci interventi del Var.

VAR DI NECESSITA’ VIRTU’. Titolo adatto a colonnino in prima pagina con commento del direttore o di una prima firma. Esprime fiducia e sconforto allo stesso tempo, un titolo democristiano dove ognuno legge ciò che vuole e niente, si arriva alla giornata successiva con normalità.

VARDALAND. Titolone di grande effetto da usarsi quando il Var sia stato usato con risvolti e conseguenze spettacolari: chessò, 10 ricorsi al Var in una stessa partita con conseguenti 25 minuti di recupero, oppure 5 ricorsi al Var tutti a favore di una stessa squadra che vince 8-0 in 11 contro 7, ecco, cose così.

SPECIALE TUTTOSPORT

Ci sono poi titoli che la pur caciarona Gazza non può permettersi di usare, ma un Tuttosport sì. Siccome sono generoso, tre consigli anche al nemico:

VARGOGNA! Titolo da usare in concomitanza con la prima sconfitta della Juve causata dall’applicazione del Var (cioè, presto).

VARFANCULO! Titolo da usare in concomitanza con la prima serie di sconfitte della Juve causate dalle applicazioni del Var (cioè, presto).

SCUDETTO DI VARTONE! Titolo da usare in concomitanza con il primo campionato perso dalla Juve dopo tot consecutivi, in circostanze direttamente ricollegabili a una lettura faziosa del Var nelle precedent 38 giornate (cioè, presto).

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