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marzo 30, 2015
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Gold (tata-tata tata-tata)

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La stagione 1984-85 è stata una vera merda, a tutti i livelli. Juve e Milan facevano ca-ca-re e potevamo vincere il campionato con una gamba sola. Chi ce li aveva davanti Spillo e Kalle, santa madonna, chi? Arriviamo a Natale che siamo lì per dare il colpo di grazia, ma dopo le vacanze andiamo in pappa. Una bella serie positiva di 9 partite, sì, però con 7 pareggi. Gli altri corrono e noi sembriamo sul rullo. Nel mentre, non bastasse l’Inter, a fine febbraio – porca troia – , parto per il militare. Mi ricordo ancora la prima domenica in caserma, 0-0 a Como, una roba che non saprei descrivere, cioè, non è che fossi al settimo cielo, e questi pareggiano 0-0 a Como e fanno vincere il campionato al Verona?

In effetti andò così.

Non pago, durante la primavera 1985, con lo scudetto che svaniva e col Real che ci eliminava in Uefa, comprai un lp degli Spandau Ballet, Parade, ed è stato per festeggiare questo trentennale (30 anni!) (cazzo!) che mi sono recato nei giorni scorsi al Forum di Assago per assistere al concerto dei suddetti, che qualche anno fa – dopo essersi odiati e fatti causa e massacrati e spolpati per un quindicennio – si sono rimessi insieme. Vabbe’, ci sono andato anche per amore, perchè non è che sono un balùba che legge la Gazza e canta Pazza Inter e si gratta il culo in pubblico. Cioè, ho dei sentimenti.

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A cui mi aggrappo quando esco dal casello e mi infilo in una fottuta coda di due km per 40 minuti di percorrenza, manco fosse la finale di Champion, e no, era il concerto degli Spandau, ma io dico, arrivate tutti all’unisono? Ma siccome non sono un balùba, ero partito con  largo anticipo e così  entro al Forum tanto rilassato e in una tale serenità (manca mezz’ora all’inizio) che prendo una decisione saggia e lungimirante:

“Cara, mi attarderei un momento a mingere”.

Mi fiondo così al cesso. Non so se siete pratici del Forum, ma voi uscite dagli spalti e andate nell’anello centrale e lo percorrete per chilometri e trovate una teoria di cessi. Cesso uomo, cesso donna, cesso uomo, cesso donna. Fuori c’è l’insegna con l’uomo per il cesso uomo, e l’uomo con la gonna per il cesso donna. Funziona così dappertutto, anche al Forum.Però  vedo che dovunque – cesso uomo e cesso donna – in coda ci sono solo donne.

“Scusi – faccio a uno steward – dove cazzo di budda sono i cessi uomo? Io vedo solo donne, anche davanti al cesso uomo. Sono disorientato, e tra l’altro mi scappa da pisciare”.

Al che lo steward, una specie di tossico in giacca e cravatta, mi guarda e mi fa:

“Amico mio, non vedi quanta figa c’è a questa merda di concerto dei Duran Pallett? Alle donne non bastano i cessi donna, quindi possono mettersi in coda anche ai cessi uomo. E’ la legge dei grandi numeri”.

“Grazie. Quindi, ricapitolando, dove posso orinare?”

“Nel cesso uomo, ma troverai anche donne. L’importante è che non caghi il cazzo?”

“Alle donne?”

“No, a me”.

Mi metto in coda quindi a un cesso uomo con diverse donne in coda davanti a me e ad altri uomini perplessi. Non so se siete pratici del Forum, ma i cessi uomo sono composti da due cessi chiusi e da cinque o sei orinatoi (standing pissing). A un certo punto tre donne bloccano la fila, aspettando che si liberino i due cessi chiusi. Nel frattempo la fila si ingrossa allo stesso ritmo della vescica di alcuni uomini poco pazienti che si chiedono perchè cazzo quelle tre beghine sono lì a chiacchierare sulla porta e bloccano venti uomi desiderosi di liberarsi di liquido organico.

Si aprono i cessi chiusi, le donne entrano e i maschi scalano. Davanti a me ho un ragioniere molto polite che esita a entrare, al che io mi affaccio e vedo sei pisciatoi liberi.

“Scusa amico, ma sono rotti?”.

“Mah, veramente io…”

“Ma cazzo, ma c’erano diciotto pisciatoi liberi!”, fa uno dietro di me. E un altro, che entra slacciandosi la patta: “Donne di merda!”

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Espletato il bisognino, mi assiepo sugli spalti. E’ un pubblico bellissimo, composto per il 70% da donne tra i 40 e i 55, per il 29% da uomini che accompagnano le suddette e per un 1% da alcune giovanissime, alcuni bambini, alcune settantenni e da Paolo Di Canio, che mi passa a un metro e io vorrei stringerli la mano nonostante le sue idee politiche a destra di Pol Pot, ma ha in mano birra e pop corn e manco glielo chiedo, peccato, io un selfie con Di Canio l’avrei fatto.

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Inizia il concerto tra gridolini di estasi. Il primo pezzo è seminuovo, il secondo invece è dei vecchi tempi, Higly Strung,  e si cominciano a vedere scene impressionanti, madri di famiglie e donne con incarichi importanti che cadono in deliquio e urlano come assatanate

“Taaaaaaaaaanyyyyyyyyyyyyyyyyyyy”

nonostante Tony pesi 40 kg più dei magici anni Ottanta. Il concerto scivola via  piacevole, gli Spandau sono invecchiati ma non sono scoppiati. Provo un momento di delusione quando Tony e Gary fanno una breve versione acustica di Gold, e io tra me e me dico: “Ma che cazzo, io volevo sentire la versione vera, Gold! ta-ta ta-ta ta-ta ta-ta, Steve Norman che suona i bonghi, e che cazzo Tony, cos’è questa mosceria, non sono mica una ex-sciacquetta come queste qui, non mi puoi abbindolare, ho addirittura difeso il cesso uomo da decine di donne per essere qui”.

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Il climax sale, a ogni pezzo dei vecchi tempi viene giù il Forum e dagli spalti cadono oggetti inquietanti: reggiseni, kit per il trucco, kit per il botox, un test di gravidanza e un referto di una ecografia transvaginale. Il reggiseno, dopo alcuni passaggi, arriva a Tony che lo appende alla batteria di quel bifolco di cui non ricordo mai il nome. Quando cantano True, i loro volti appaiono sul maxischermo e sono volti rilassati, compiaciuti, contenti. Anvedi, gli Spandau sono diventati simpatici con l’età, e questi inglesotti avviati alla sessantina fanno il loro lavoro con onestà e passione, sembrano quei vecchi campioni che hanno perso lo scatto ma non la tecnica, e nemmeno la voce, Tony, però fai un fioretto, mangia meno, bevi meno, qui siamo tutti preoccupati per te. E prima della fine mi fanno anche la vera Gold, ta-ta ta-ta ta-ta ta-ta, grazie, c’ero rimasto così male, evvvvaaaai, uhhhhhhhhh, Taaaaaaaaaaanyyyyy.

“Non stai bene?”

“No scusa, ho avuto un attimo di debolezza”.

Poi tornano per i bis, Through the barricades, uhhhhhhhhhhh, alla fine hanno suonato due ore piene, no, per dire, le fregature le ho prese in altre occasioni, mica dai miei amiconi Spandau. Fine, applausi, arrivederci e grazie. Mi reco al parcheggio sotto una leggera pioggia e immerso in un serpentone di gente serena. Ah, c’era coda ai cessi anche dopo il concerto: quando c’è molta figa e molta gente di una certa età bisogna rinforzare i cessi, io spero che al Forum abbiano  preso nota. E’ così che ci presentiamo all’Expo?

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