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ottobre 31, 2016
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Fermate il mondo, voglio esonerare

BERGAMO, ITALY - OCTOBER 23: FC Internazionale Milano coach Frank de Boer looks on before the Serie A match between Atalanta BC and FC Internazionale at Stadio Atleti Azzurri d'Italia on October 23, 2016 in Bergamo, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Sempre più dissociato, come il centrocampo dell’Inter. Non so bene cosa scrivere di una squadra che – continuo a leggere – ha già esonerato l’allenatore pur non avendolo ancora esonerato. Lo so, è complicato. Concentriamoci, o almeno proviamoci.

Io, per esempio, che ho un cervellino medio-basso da tifosotto da divano, non ci capisco più una sega. Per dire, tipo ieri sera: non potevo scrivere nulla della partita avendo il terrore che, nella notte, l’avrebbero cacciato. Cazzo scrivo?, mi sono ripetuto per ore. Alla fine non ho scritto.

Stamattina mi sveglio e leggo che lo cacceranno dopo la partita infrasettimanale (dove e quando l’ho già letta questa cosa?),  e quindi l’affare si è aggrovigliato. Non è facile tifare per questa squadra, figuriamoci gestirla, strafiguriamoci esonerare un allenatore. E’ un casino.

La verità è che si gioca troppo spesso per potere esonerare un allenatore in santa pace.
Torniamo alla settimana scorsa. Metti di essere un uomo Suning, o un Thohir, o un Ausilio, o uno a caso (cioè uno dei precedenti tre). Tu dopo Atalanta-Inter dovresti esonerare l’allenatore, e bòn, ci sta. Ma mercoledì si gioca con il Torino. E intanto che ci pensi, perdi l’attimo. Dovevi esonerarlo domenica entro il tg delle 20, lunedì annunciare quello nuovo e via. Non l’hai fatto e bòn, devi aspettare perchè ormai non c’è più tempo.

Arrivi a mercoledì con le palle girate e mercoledì l’Inter, toh, vince. Che fai, cacci l’allenatore tipo quella volta che avevamo vinto col Real eccetera eccetera? No, non lo cacci. Poi venerdì c’era il cda. Attenzione, qui c’è un colpo di scena, una complicazione tipo Breaking Bad. Diciamolo, non lo puoi cacciare dopo una vittoria e prima di un cda. E’ un giovedì interlocutorio, a cavallo tra il barzottismo da vittoria e il daffarismo da cda. Cè fermento. Il venerdì, subito dopo il cda, forse per l’effetto di qualche champagnino, nessuno esonera nessuno: addirittura tutti dicono che l’allenatore non si tocca, siamo contentissimi, avanti così, vavavùma!

Domenica, l’Inter perde.

Ora, tu la domenica prendi l’allenatore e lo esoneri. Ma sono già le 23. L’allenatore è ancora lì in sala stampa, sono cose che potrebbe fare uno Zamparini, per dire. Quindi bòn, la domenica è fottuta. Però pace, potresti esonerarlo il lunedì.

No.

Il problema è che giovedì c’è la Coppa. No, guarda, è un inferno, non c’è il tempo di fare un cazzo. Io non ho ancora fatto il cambio dell’armadio, per dire,  perchè mi perdo a leggere notizie sull’Inter. Domani sarà martedì, ma se il lunedì nessuno smentisce che lo esonerai venerdì,  si va tutti insieme a Southlcazzo giovedì così da porterlo esonerare con comodo il venerdì. Chiaro.

E se vince in Inghilterra? Mettiamo che vince. Cosa fai? No, mettiti una mano sulla coscienza.

E se perde in Inghilterra? Mettiamo che perde. Bòn, lo esoneri. Sì, ok, ma è già venerdì. Domenica si gioca. C’è poco tempo. Non so se è il caso, oggettivamente.

Comunque vaffanculo, se rinasco faccio la segretaria di Caprotti oppure seguo il curling e solo il curling: regole precise, niente arbitri, stagioni brevi. Due scopettate e via, bocci la tua stone e la serata è fatta. Gli impegni non si accavallano e la dirigenza non si stressa. Seguire l’Inter è troppo impegnativo e io ho dieci anni più di Zanetti, sono cotto e bollito, non posso andare avanti così, mi dispiace, Juve merda.

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febbraio 21, 2016
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La sera dei distinguo

Nella serata dei distinguo – Mourinho dio, Ronaldo uomo di merda – bisogna farne uno in più: quella con la Samp era una partita pericolosa ma non seria. Non seria perchè la Samp, reduce da una striscia davvero demmerda (9 punti nelle ultime 14 partite), è da un paio di mesi almeno la peggior squadra del campionato. Pericolosa, appunto, proprio per questo: perchè scialare punti anche con la Samp, con questa Samp, poteva essere il colpo di grazia.

Non è accaduto. Oddio, finchè D’Ambrosio non l’ha messa non c’è stato modo di stare tranquilli un nanosecondo, ma poi tutto si è sistemato. E quindi facciamone un altro, di distinguo: dal punto di vista tecnico una vittoria che vale un emerito cazzo (si giocava contro una squadra che schierava contemporaneamente Alvarez, Ranocchia e Dodò), dal punto di vista emozionale una vittoria che vale abbastanza, o forse parecchio. Se non altro, per una domenica non saremo lì col pallottoliere a fare il conto dei punti che recuperano le altre.

No, ecco, perchè vincere è meglio che pareggiare o perdere. Segnare tre gol è meglio che prenderne tre. Non perdere terreno è meglio che sprofondare. Tocca ricordare questi semplici concetti base ai nostri beniamini dopo due mesi trascorsi a fare la Sampdoria più che l’Inter. Adesso abbiamo due partite con i gobbi. Ah, se invece di calcio fosse podismo. È come allenarsi in salita per poi tornare sul piano: in teoria, comunque vada l’allenamento, dopo dovresti andare un po’ più forte.

E andare un po’ più forte è la sola cosa che ci serve nei tre mesi che restano. Ormai chi c’è c’è, e quel che siamo siamo. Equivoci e dubbi ce li terremo fino a maggio. Diciamo che si noteranno meno facendo qualche gol in più e, senza avere l’impressione di sprecarci troppo, tirando fuori i coglioni, almeno un po’.

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ottobre 5, 2015
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Il Mancese del Grillo

E’ pieno di marchesi del Grillo, nowadays. Calderoli lo ha citato alla lettera in Senato, parlando di Grasso, e Mancini lo ha di fatto evocato in conferenza stampa, parlando di se stesso: loro sono loro, e gli altri non sono un cazzo. Il Mancio è stato chiaro: si è strarotto i coglioni di gente attorno che critica le sue scelte, la sue formazioni, la sue bizzarre pensate: tutta gente – oh, ha detto proprio così – che non capisce una fava di calcio, compresi gli ex calciatori. Io, in qualitá di ex casellante, potrei al limite scrivere dei post su quanto è cara l’autostrada in Val d’Aosta, o su quanto cavolo ci stanno mettendo ad allargare il raccordo di Bereguardo. Sul centrocampo dell’Inter posso tuttalpiù esprimere un’opinione, rassegnandomi al fatto che possa essere condivisa o meno dal volgo, ma che – secondo il teorema del Mancio – è una cagata a prescindere.

No, cioè, mi ha messo in soggezione. Quindi cosa cazzo scrivo? Oppure me ne fotto: scrivo cose che so essere a perdere, o che vanno a incasellarsi direttamente tra le minchiate, e non mi offendo. Massì, farò così. Quindi ci metto il disclaimer: tutto quanto segue è frutto dell’opinione personale di uno che non è nato a Jesi, non ha il ciuffo sale e pepe con riflessi dorati e non ha mai giocato in serie A. Ergo: uno che non capisce un cazzo.

Vabbe’, senza offesa, dico che siamo tornati nella normalitá. Come concetto positivo, voglio dire. Considerato in linea teorica, un pareggio a Genova con la Samp è un risultato che ci sta. Per cui, su sette partite l’unica vera toppata resta quella di sette giorni prima, per sanguinosa che possa essere stata. A Genova, piuttosto, non mi è piaciuta l’oretta di Subbuteo a cui ho assistito: se giochi trotterellando come i trentatrè trentini, gli altri è facile che ti inculino (parere rozzo e personale, del resto faccio parte dei 59.999.999 che ci capiscono poco). L’unico che sembra avere un’idea anche atletica del calcio (del tipo: rincorro per 60 metri l’avversario senza chiedere un premio ad hoc tramite il procuratore) è Perisic, e quindi sono contento che abbia segnato.

Lassù qualcuno ci ama: non vedevo un essere umano sbagliare un gol giá fatto dai tempi del campetto, quando un mio amico tirò alto da mezzo mezzo metro a porta vuota tra lo sconcerto generale. Grazie Correa per questo dejavù. Forse l’Inter brutta e cinica delle prime cinque giornate ne avrebbe approfittato per vincere – era un segno divino, diciamolo -, mentre l’Inter brutta e cinica di oggi (diciamo così perchè non capiamo) non ha approfittato della congiuntura positivissima e il gol lo ha preso.

Comunque abbiamo rimediato e portato a Milano il culo ancora discretamente tonico. Siamo secondi, ma per il resto d’Italia siamo giá scomparsi da tutto – classifica, pronostici -, non esistiamo più – si parla solo di Fiorentina, Napoli e Roma, e di una Juventus risorta e rilanciata (io la vedo sempre a destra in classifica, ma forse non ci vedo un cazzo) – e pur non capendoci un cazzo mi sento di dire: cazzo, meglio così.

(mi scuso vivamente per l’eccessivo ricorso a ‘sto cazzo)

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marzo 23, 2015
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M’affossi

No, perchè poi nel conto devi mettere anche partite così, che non meriti di perdere e forse neanche di pareggiare,  partite in cui giochi, sprechi, hai una discreta sfiga, l’arbitro nemmeno contempla la possibilitá di darti un rigore e niente, prendi un gol su punizione e tutti a casa. Sconfitte che ti dovrebbero fare arrabbiare se non fosse che c’è un pregresso di vittorie che in campionato non arrivano da un pezzo,  di uscite da tutte le coppe possibili, di punti regalati e di partite devolute a chiunque, e allora nel mucchio metti anche questa e amen, manco reagisci più. Le partite così le devi mettere nel conto e al massimo puoi notare come le si elabora se si è primi, secondi, terzi, quinti oppure noni. Ecco, da noni quasi non te ne frega niente. Da noni è solo un apostrofo rosa tra le parole m’affossi.

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ottobre 30, 2014
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Sliding door

Fossi stato lá, non avrei fischiato. Nel primo tempo, confesso, mi sarei un po’ rotto i coglioni e con il mio vicino di posto all’intervallo avrei imbastito un discorso del tipo “ma dove vuoi mai che andiamo” eccetera eccetera. Ma poi no, ho visto una partita migliore di molte altre, ma molto migliore (no dico, volete rivedere – non dico Cagliari – Fiorentina, Saint Etienne, Palermo eccetera? No, ditemelo che vi faccio arrivare a casa i dvd). Non giocavamo contro nessuno (seconda partita su 9 con squadre della classifica di sinistra) e abbiamo creato un tot di occasioni. Mazzarri mi ha fatto pena, sinceramente. Anche il laser in faccia, santa madonna. Che colpa gli possiamo dare se Palacio si mangia tre gol, se Kuzmanovic ne divora un altro, se arriviamo in zona tiro e non tiriamo? Purtroppo siamo arrivati a un punto di non ritorno: Mazzarri è scarso e ci sta sul culo, stop. Ma nel secondo tempo mi è venuto più logico prendermela con i piedi a banana che non con il mangiatori di bottigliette. È una deriva fastidiosa, come quel laser. Lasciamole fare ai napoletani ‘ste tamarrate e concentriamoci sulle

(a questo punto, mentre scrivevo il post di Inter-Samp 0-0, l’arbitro ha fischiato il rigore e abbiamo vinto. Poi la Juve inculata nel recupero, poi la lettura di una classifica ridiventata interessante… Beh, allora non butto via il post, ecco)

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