Settore Inter blog

Il sito non ufficiale dell'interismo moderno

aprile 29, 2018
di settore
691 commenti

Inculati al Cuadrado

Record di pubblico, record d’incasso, record in tv, record alla radio, record sull’internet. Ma magari qualcuno non l’ha vista e questo blog – che resta un blog di servizio e di divulgazione – vi offre gratuitamente una telecronaca postuma di Inter-Juventus, valida per la 35esima giornata del campionato italiano di giuoco calcio.

1°. Orsato fischia l’inizio, Pjanic con un riflesso pavloviano urla “Non sono stato io”.

5°. Cuadrado stende Perisic e viene ammonito. Orsato gli dice: “Vabbe’, tranqui, ci siamo tolti il pensiero”.

12°. Cross da destra, l’Inter fa una grossa cagata difensiva, Matuidi non ne approfitta. Bòn.

13°.  Cross da destra, l’Inter fa una grossa cagata difensiva, Douglas Costa ne approfitta. 0-1.

16°. Intervento alla cazzo di Vecino sulla tibia di Mandzukic. Nel 1940 in Uruguay gli avrebbero dato le chiavi della città, nel 1960 in Inghilterra avrebbero applaudito a scena aperta per cinque minuti, ma Orsato (Italia, 2018) opta per una più reazionaria ammonizione. Dal Var gli fanno notare che l’entrata dritta sulla tibia a un più concreto riesame della situazione configura apparentemente una fattispecie che eventualmente nel caso potrebbe – vabbe’, espulso, dopo soli 12 minuti di consulto serviti anche a rimettere in piedi Mandzukic scongiurando l’amputazione sul posto tipo Master and Commander.

21°. Ammonito Pjanic. Per proteste. Riletta a fine partita, questa decisione ricorda la condanna di Al Capone per evasione fiscale.

25°. Pjanic piscia a bordo campo, lato primo arancio, contro il cartellone pubblicitario della Estintori Meteor. Orsato lascia correre.

29°. Candreva, che non segna da quattro anni, tira da settanta metri una bomba spaventosa e sfiora l’incrocio. Buffon non la sfiora nemmeno, ma pur di far bella figura dice che è angolo, che ha quarant’anni e che è un atleta esemplare.

34°. Pjanic interviene a piedi uniti: Orsato fischia la punizione, poi non gli cagassero il cazzo, è lui che comanda, si ammonisce solo a ragion veduta.

40°. Ammonito Barzagli per fallo su Icardi. La Juve presenta una formale protesta al Tribunale dell’Aja, che la respinge in via d’urgenza in quanto inviata da Nedved con WhatsApp.

45°. Orsato concede 25 minuti di recupero.

48°. Cross da destra, l’Inter fa una grossa cagata difensiva, Matuidi ne approfitta, gol. Orsato convalida, nonostante Matuidi appaia in fuorigioco di 7-8 metri e anche un bambino dell’asilo l’avrebbe annullato senza rompere i coglioni al Var. Mentre aspetto il Var, busso alla porta del mio vicino di casa, che ha un bambino che va all’asilo. “Scusa, cosa dice tuo figlio?” “Tesoro, com’era?” (voce dal soggiorno) “Fuorigioco netto, papi”. E allora dico al mio vicino? “E tu cosa dici?” “Boh, io stavo guardando Peppa Pig. Quanto stanno?”.

Riposo

Secondo tempo.

6°. Ammonito Mandzukic per fallo su Skriniar. Orsato tranquillizza Buffon: “E’ funzionale a un mio percorso di arbitraggio”.

7°. Pjanic mette una puntina da disegno sulla poltrona di Spalletti: Orsato lascia correre.

8°. Cross da destra, la Juve fa una grossa cagata difensiva, Icardi la incorna da dio: 1-1.

14°. Pjanic entra a bomba su Rafinha tipo Andrè the Giant su Hulk Hogan a Inglewood nel 1984. Orsato ammonisce D’Ambrosio per proteste (no, perchè sembra una battuta, ma è proprio così. Cioè, tipo che sono qua che rileggo e rido da solo).

18°. Higuain si incula un gol mica da ridere.

20°. Perisic salta Cuadrado come un birillo, la mette in mezzo un po’ troppo lunga per Icardi ma perfetta per Barzagli. tiè, 2-1.

25°. Douglas Costa prova i riflessi di Handanovic, che in effetti la mette in angolo.

30°. Punizione della madonna di Dybala, parata della madonna di Handanovic che in volo alza in angolo e ricadendo a terra pensa: “Vabbe’, ormai è fatta”.

32°. Candreva fa un cross bello – rumore di tuoni – e comunque non abbastanza, Icardi si protende ma non ci arriva. Tipo il derby, ma meno.

33°. Ammonito Alex Sandro. La Juve cerca il record mondiale di ammonizioni, stabilito nel 1974 dal Botafogo, e ottiene in cambio da Orsato l’impegno a non ammonire due volte lo stesso giocatore, circostanza non valida ai fini del record.

34°. Pjanic posta una foto su Instagram, bestemmia il Signore e mischia le provette dell’antidoping: Orsato lascia correre.

35°. Allegri sostituisce con Betancur il nervoso Pjanic: “Cazzo, non vorrei mai che ti sbatteressero fuori e rimaniamo in dieci”. Pjanic non la prende bene e consegna il passaporto diplomatico al massaggiatore.

40°. Spalletti inizia la girandola dei cambi. Perisic si trascina dolorante, Candreva vaga senza meta, ma il mister opta per una tattica più lungimirante: “Tolgo i migliori per risparmiarli in vista dell’impegnativa trasferta di Udine”. Fuori Rafinha, dentro Borja Valero. Fuori Icardi, dentro Santon.

41°. “No scusa, come hai detto? Fuori Icardi, dentro Santon?”. Sì.

42°. Azione incasinata della Juve, Dybala la tocca per Cuadrado che sullo scatto brucia uno spossato Santon, a 4 cm dalla linea di fondo la tira alla cazzo sfiorando uno stinco di Skriniar e il pallone si insacca non si sa come dall’altra parte. Handanovic, ammirato da tanta varietà balistica, si scansa leggermente, si sa mai che la respingi a caso con una spalla non è bello a livello di autostima. 2-2.

44°. Punizione da sinistra di Dybala, sfiga vuole che il pallone vada dritto sulla testa di Higuain. Handanovic, ammirato da tanta geometria, non si muove dalla linea di porta.  La sensazione è che avrebbe segnato anche mio cugino. Squilla il telefono, è mio cugino: “Santiddio, lo segnavo anch’io”. 2-3. Espulso Allegri, che entra in campo a cancellare le prove biologiche dei falli di Pjanic.

45°. Spalletti prova a ribaltarla. Chiama il cambio: dentro Karamoh, che lo stadio invocava da appena 25 minuti al posto di Candreva, e fuori D’Ambrosio.

45°. Orsato chiama 5 minuti di recupero. Spalletti urla “Figata!” e prepara altri cambi: Pinamonti per Miranda, Lisandro Lopez per Perisic e Padelli per Brozovic.

48°. Occasione per Perisic, di testa. Non fosse stato morto da venti minuti, avrebbe staccato un po’ meglio. Santon, esausto, si accascia a terra. Spalletti fa scaldare Eder e Dalbert.

Fine.

 

 

 

share on facebook share on twitter

gennaio 28, 2018
di settore
789 commenti

Spal Ferrara-Gioaimari Milano 1-1

Handao Mario: 5. A parte un’uscita a vuoto tipo labirintite fulminante, vigila bene la porta per quasi novanta minuti fino all’azione del pareggio: sta per offrire il suo corpo alla scienza, poi pensa a chi glielo fa fare e si limita a sperare che Paloschi la tocchi male. Ottimista.

Dambrao Mario: 5. Al rientro cerca di tenere il campo con sicurezza e di non stressare il ginocchio. Gli riesce bene soprattutto la seconda cosa. Dalla sua parte Betty Kurtic fa un po’ troppo volume per poterlo assolvere.

Joao Marianda: 5. E’ tra i migliori, o i meno peggiori (la Crusca chiuda un occhio), ma è coinvolto nel disastro finale come un correntista di Banca Etruria: non ha colpe ma lo prende in quel posto.

Milao Skririo: 5. Lo Skriniar di due mesi fa nell’azione del pareggio sarebbe uscito da solo dall’area a testa bassa svellendo 15 spallini e involandosi in contropiede triangolando con se stesso e segnando il 2-0. Ma due mesi fa erano due mesi fa.

Joao Marielo Cancelao: 5. Vedi alla voce Miranda, oggi il 5 è il voto migliore che si può dare anche a chi si è guadagnato onestamente la pagnotta. E’ un mistero vivente: schierato a sinistra, gioca per 55 minuti col solo piede destro. Al primo cross di sinistro è gol. Questo incasinerà ulteriormente Spalletti, quindi 5.

Joao Borjao Valerio: 4. Facciamo volentieri alcune eccezioni al 5. Borja non può giocare male, non ce lo possiamo permettere. Infatti il nostro centrocampo sembrava la spiaggia di Dunkirk prima che arrivassero le barche civili e Tom Hardy.

Vecinao Mario: 5. Serenamente: lo stiamo rovinando. Lui non è Iniesta, ok, e quelli intorno a lui fanno ca-ca-re, roba che alla prossima partita gli viene l’attacco di panico mentre esce dal tunnel con il bambino per mano. E fa giocare il bambino.

Marceo Brozorio: 5. L’Inter ha fatto talmente schifo che lui sembrava interessato alle sorti della partita, quasi sbattersi. Ha scosso la testa il 24,2% in meno rispetto alla media delle partite precedenti.

Candrevao Mario: 4. E’ l’Hamsik dell’Inter, nel senso che ormai lo sostituiscono sempre per fare spazio a chiunque. La differenza è che nei 60-70 minuti in cui gioca Hamsik incide, segna, controlla, domina, penetra, difende (seguono altri 17 versi di intonazione positiva).

Ivanao Perio: 4. Ne azzeccasse una, santa madonna. Amnesty International ha chiesto alla Croazia se per caso sia stato maltrattato.

Maurao Icardario: 4. Il Capitano vive in un mondo tutto suo: cioè, gioca come se Candreva e Perisic fossero in gran forma, aspettando palle che non arriveranno mai. Non arrivano, si intristisce, triplice fischio, pullman, casa, Instagram, dormire.

Ederao Citadins Martirio: 5. Perfetta media tra la buona volontà (6), la simpatia (6), l’educazione (6), i risultati (4) e il profilo tecnico (3). Al campetto quelli come lui facevano furore. Ok, Ferrara è un campetto, ma non in quel senso.

Robertao Gaglialdirio: 4. E’ arrivato da un anno, da nove mesi tentiamo di recuperarlo da un leggero infortunio e da uno spaesamento senza confini. Uomo decisivo, per la Spal.

Rafinhao Rafinhario: s.v. Ha tre giorni per tornare al Barcellona, una clausola tipo Amazon che potrebbe risparmiargli un pessimo semestre.

share on facebook share on twitter