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novembre 24, 2014
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Il fattore Gio

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Abbiamo tutti sognato di giocare il jolly come a Giochi senza Frontiere: no more Mazzarri, allenatore nuovo, vincere, inculare il Milan, beh, sarebbe stato bellissimo. Ci siamo autocontagiati di un entusiasmo forse al di sopra delle nostre possibilitá, e adesso siamo qui un po’ barzotti a rimirare, tra le rossastre nubi, un risultato che non sappiamo bene come valutare, se un mezzo successo o una mezza delusione. Il ritorno del Mancio, comunque sia, qualche risultato lo ha prodotto.

1. Considerazione banale ma necessaria: che Mancini potesse stravolgere la squadra in una settinana era una pretesa bella e buona anche per dei tifosotti strapazzati e delusi e vogliosi come noi. Un anno e mezzo di Mazzarri non si cancella con un colpo di ciuffo, forse nell’atteggiamento ancor più che negli schemi.

2. Il ritorno dell’entusiasmo – nella squadra e nel popolo – è un fatto, ed è fondamentale. Faccio sommessamente notare che, se non ci fosse stata la svolta, saremmo arrivati al derby dopo due settimane di Mazzarri sotto ultimatum. Roba che ti pigliava l’ansia anche per una rimessa laterale.

3. La squadra è questa, e i problemi restano tutti. Ma qualcosa si è visto e una strada nuova è stata aperta. Il Mancio ha fatto i suoi esperimenti, non tutti riusciti (Kovacic). Ma se solo recuperasse Guarin e sistemasse la difesa, l’Inter tornerebbe in pista. Seriamente.

4. Gioia e gioco. Chiamiamolo il fattore Gio. Sono due cose che avevamo perduto, noi e la squadra. Sono le prime cose su cui Mancini ha messo mano. Con la Roma sará un test micidiale. Ma in fondo quello che ci vuole per entrare nel vivo di tutto, dei casini e delle potenzialitá represse. O preferivate i seimila passaggi laterali a partita? Il gioco si fa duro e abbiamo la testa più sgombra. Il prossimo step è diventare cinici quando c’è da metterla. Come dar torto al Mancio? Se Wando Naro faceva meno la fighetta, porca troia, forse adesso stavamo qui a masturbarci con l’effetto Mancini.

 

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