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Giugno 30, 2020
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E con lo zigo zago / tu m’hai rotto l’ago / m’hai ferito il cuore / mi farai morir

MILANO – FC Internazionale Milano e Nike presentano la nuova divisa Home del club. Il kit per la stagione 2020-21 si ispira agli elementi chiave della cultura e dei valori della città di Milano, attraverso una particolare reinterpretazione dello stile tradizionale del club. L’unicità dell’Inter è radicata nelle sue origini e si rispecchia anche nello spirito innovativo della città. Prendendo ispirazione dal movimento artistico degli anni ’80, la nuova divisa Home dell’Inter celebra la città di Milano attraverso un’estetica che simboleggia l’identità condivisa dal club e dalle persone che rappresenta. Il kit è ‘Made of Milano’ volendo rappresentare il senso di unità con il capoluogo lombardo e con le persone, parte di una grande community che condivide il senso di orgoglio per la città e il desiderio di innovazione. Il design della maglia riprende forme e colori caratteristici dello stile tribal-pop e reinterpreta le iconiche righe nerazzurre con onde e zig-zag. Sviluppandosi dalla parte superiore a quella inferiore della maglia, le spesse righe a zig-zag nerazzurre riprendono anche il Biscione, storico simbolo del club. La nuova maglia girocollo dell’Inter è caratterizzata da bande nere sui fianchi, con il logo del club e lo swoosh bianco posizionati sul petto. Pantaloncini neri e calze blu completano il kit, mentre la parola “Inter” è inserita sulle calze e all’interno della maglia. “Siamo sempre al lavoro per reinterpretare l’identità a strisce del club. Questa volta lo abbiamo fatto prendendo ispirazione da una delle principali correnti artistiche di Milano“ ha affermato Scott Munson, VP di Nike Football Apparel. “La grafica a zig-zag è alla base del design post-modernista ed è anche un richiamo al Biscione. Il risultato è un kit sorprendente che ben si combina con l’unicità del club.”
(comunicato Inter.it)

traduzione di Settore: “Ciao a tutti! Siete pronti? Siete caldi?? Come sapete, noi della Nike dobbiamo creare una maglia nuova ogni anno, così voi ve le comprate a nastro: si chiama marketing. Lo facciamo anche con le altre squadre, sure!, non ce l’abbiamo con voi! Però non è che con le strisce verticali nerazzurre possiamo inventarci chissà cosa, abbiate pazienza. Quest’anno vi prendete lo zig zag che simboleggia il senso di unità del (risa soffocate) in uno stile tribal-pop (risa ancora più soffocate) che muhahahahahahahah, no, scusate, ma buttare giù un comunicato credibile è quasi più difficile che disegnare una maglia. Vabbe’, tranquilli: nei prossimi anni alterneremo il disegno classico che vi piace tanto a qualche altro design post-modernista, tipo scacchi o righe diagonali o la maglia della Juve di quest’anno, ahahah, non vedo l’ora, voi no?? Del resto, siamo sempre al lavoro per reintepretare l’identità a strisce del club! (pernacchia dal fondo) Ehi, fuckin’ hell, chi è stato?”

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Maggio 17, 2014
di settore
49 commenti

Gessati

nuova-maglia-inter-1Ne scrivo, inutilmente. Lo so e procedo comunque. L’inutilità di scrivere qualcosa sulla presunta nuova maglia dell’Inter – ne sono consapevole – è clamorosa. 1) Le anteprime che circolano in queste ore potrebbero essere un fake, o potrebbero essere solo un test, o potrebbero essere una versione provvisoria; 2) Comunque, che cazzo gliene frega alla Nike se a me non piacciono? 3) Che cazzo gliene frega alla Nike se anche – per assurdo – non piacessero a nessuno? Per una affascinante e imprescrutabile legge del marketing e della psicologia criminale umana, più una maglia è – non diciamo brutta – anomala, più la vendono. L’orripilante (per me) maglia camouflage del Napoli è stata venduta a carrettate. Giusto per fare un esempio. E che dire delle seconde maglie creative del Barcellona, con colori che non esistono in natura? Due estati fa ero a Barcellona e continuavo a incontrare bambini e presunti adulti vestiti con il completo fluo del Lecce. Minchia ‘sti leccesi, dicevo tra me e me, sono dappertutto. Poi sono andato al Camp Nou e mi sono reso conto che il completo fluo del Lecce era la seconda maglia del Barcellona presentata tre giorni prima, e la gente  era in coda alle casse per prendersi quella. E che dire, per tornare a casa nostra, della terza maglia cinese rossa? “Sacrilegio”, tuonammo tutti. Solo 15 giorni dopo ero circordato da gente possibilista (“Sai che non è male?”), per poi scoprire nei mesi successivi che anche molti amici – gente che pensavo avesse anche le mutande nerazzurre – l’avevano presa (“Sai che in fondo è bella?”) e ci avevano fatto anche degli investimenti (“Sai che ne ho prese due ufficiali e 17 tarocche?”).

Quindi, perchè cazzo me la prendo se gira sui siti una presenta prima maglia dell’Inter che sembra un gessato di Al Capone, una tenuta tempo libero dei Godfellas, una maglietta Fila di Bjorn Borg in negativo? In sè è mica brutta. Anzi, forse è bella. Fosse vero, fosse davvero vero, ecco, il problema è che questa bella maglietta della Nike che ci spaccerranno a 80 euri a botta

non è una maglia dell’Inter.

Stop, punto. Non ha “strisce regolari nere e azzurre”. Peggio: non ha le strisce. Non ha le strisce! E sarebbe la seconda maglia opinabile dopo quella di quest’anno, che non aveva l’azzurro ma un blu beccamorto che con il sudore diventava un accrocchio scuro e cangiante che non si poteva vedere, dai, ammettiamolo. Passiamo dal macchione blu a un gessatino da fighetto che non ha senso, non ha storia, non ha Inter. A me non importa una sega se il Milan indosserà un codice a barre rossonero, che mi importa di fare un confronto con l’abbigliamento dei cacciaviti? A me piacciono le maglie normali. Voglio le strisce. Allargale, smilzale, fanne ciò che vuoi. Ma il gessato no, ti prego. E voglio l’azzurro, quel colore un po’ accesso, sapete, ricordate? Nero e azzurro. In strisce regolari.

Vabbe’, ma alla Nike (vedi punto 2) che cazzo gliene frega se a me non piacciono?

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