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febbraio 20, 2015
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Perchè perchè / al minuto novantatrè

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Al minuto 12, prima esulto e poi eseguo la cerimonia dell’ammainaOrociok. “Stasera non mi servite” e li rimetto in dispensa. Torno sul divano con un sorriso ebete sul viso. Secondo statistiche ufficiose, l’Inter non segnava due gol in una trasferta di coppa europea nei primi 12 minuti da 74 anni. Pochi minuti dopo, cerco angosciato su Google la seconda statistica: l’Inter non prendeva due gol in un minuto in una trasferta di coppa europea passando da 2-0 a 2-2 da 158 anni. Al che sento salire prepotente il desiderio di cioccolato misto a biscotto, ma orgogliosamente resisto alla tentazione di riprendere gli Orociok ammainati e mangiare un paio di blister all’istante. Però, con un occhio al televisore, mi metto a cercare qualcos’altro come un tossico in astinenza. E trovo un cioko Milka wafer rotondo, scaduto il 25 luglio 2014. Prendo una decisione: cazzo, lo mangio. E poco dopo facciamo il 3-2. Ora, trovare gli Orociok è facilissimo, ma trovare ciockowafer scaduti da sette mesi no. Per la cabala, dico.

Vabbe’. La mia riflessione all’intervallo è: il portiere del Celtic nel primo gol ha respinto un pallone fuori un metro, nel secondo gol si è fatto passare la palla tra le gambe, nel terzo gol ha fatto l’assist a Palacio. Cioè, cosa pretendiamo di più? Se non vinciamo, calci in culo da Glasgow a Milano. Ecco. Anche perchè prendiamo un gol al 93′ come  a Napoli. Ecco.

La seconda riflessione è: se muoio nella notte per intossicazione da ciokowafer scaduto, non leggerò la Gazza di domani.

A fine partita, mi chiedo per quanto tempo ancora dovremo scontare l’impanicamento ormai cronico della nostra difesa. Ogni pallone è una sofferenza. Ranocchia ancora il simbolo: alterna interventi di grande tempismo a cazzate immani, scivolate chirurgiche ad acrobazie da festival internazionale del circo di Montecarlo. Jesus trasmette ansia. Campagnaro non si può vedere. E noi qui, come loro, sballottati tra cross e contropiedi, a sgranare il rosario in attesa che il pallone parta e – voglia il cielo – non arrivi.

Un 3-3 a Glasgow in sè è un risultato positivo, che diventa ‘na tragedia se pensi che potevi e dovevi vincerla 4-1. Io tra l’altro ho mangiato un wafer scaduto ad minchiam e potrei decedere nella notte per un cazzo, un 3-3 in trasferta, vita grama, destino gramo. La squadra c’è dal centrocampo in su, Shaqiri è un’iradiddio (ma come mai ce l’hanno venduto? Da non crederci), si lotta e si suda, ho visto un sacco di lanci bellissimi e di movimenti in sincrono, Icardi ha fatto un tot di cose deliziose, Palacio ha avuto molto culo ma se non altro è tornato reattivo, e Carrizzo ha fatto la sua porca figura.

E allora perchè, perchè / ti fai inculare al minuto novantatrè?

Inter, prima causa di stress in Lombardia. Ma è per questo che ti amiamo, e tu te ne approfitti. 10 gol nelle ultime tre partite e ora qui, con gli occhi al soffitto, ripensando alla nostra difesa, a Guidetti e alla lavanda gastrica che mi faranno, lo so, vedo giá la scena, “Cos’ha mangiato, dio santo?”, “Guardi, vincevamo 2-0 e poi non ho capito più un cazzo”.

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