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febbraio 6, 2015
di settore
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De ranocchitudo interistorum

ranocchia

Che poi il problema, è chiaro, non è Ranocchia in sè. Il problema, purtroppo, è il ranocchismo dell’Inter intera. Dove il centro della questione continua a non essere  il povero Andrea Ranocchia, che in un’Inter diversa (metti con Samuel o Lucio 2009/2010 al fianco, con davanti Zanetti Cambiasso e Stankovic, per dire) avrebbe fatto probabilmente faville, ma il ranocchiamento di una rosa che in questo momento (voglio sperare che ci sarà un momento diverso, ecco) esprime quello che è. Una squadra che poteva capitalizzare – a livello di fiducia, di consapevolezza – le due partite con Juve e Genoa e invece ha fatto un punto nelle ultime quattro, perdendo due volte a tempo scaduto (una volta su calcio d’angolo, una volta da fallo laterale) (oratorio level). Una squadra che ha il possesso palla per due terzi di partita, e che di quella palla non sa letteralmente cosa farsene, visto che segna poco, tira poco, crea poco. E allora, ecco il punto, Ranocchia può inciampare al 93mo minuto nell’intervento più comico del decennio, ma quanti Ranocchia dobbiamo ringraziare per questo spaesamento che comincia a non avere più alcuna giustificazione?

Ranocchia capitano è il perfetto simbolo dell’Inter post triplete. Il cognome non aiuta (non so, prendi un John Terry, ti comunica un altro tipo di sensazione), ma questa è solo una battuta. L’Inter ha un Ranocchia capitano, questa invece è la realtà. Non Andrea Ranocchia in sè, ma un tipo come lui. Abituati a Zanetti, abituati a un’Inter che contemporanemante sfornava a nastro capitani in pectore – era un capitanificio, Zanetti, Cordoba, Cambiasso, Stankovic, Samuel etc. -, ora siamo a un capitan Ranocchia che dice tutto. Bravo ragazzo, buon giocatore, persona seria, e fin qui ci siamo e lo ringraziamo: ma poi? Oggi, al trentesimo inciampo, costretto a giocare su un infortunio, minato nella sua sicurezza, è tutto tranne che un capitano coraggioso. Scelta opinabile dall’inizio, dare la fascia a lui, e adesso quasi scaduta nel ridicolo: un peccato, per l’importanza della figura del capitano e per l’onore e l’onorabilità di Andrea Ranocchia stesso, che non merita di diventare il contro-idolo degli interisti nè il capro espiatorio di colpe non sue, al netto di una gigantesca puttanata al minuto 93, cioè oggettivamente non rimediabile. Comunque questo abbiamo e questo ci teniamo, degradarlo sarebbe una umiliazione che Ranocchia non merita.

Beh, si poteva fare qualcun altro da principio, no? Ecco il punto: chi?

A livello di atleti seri – questo è un requisito di base – non saremmo mica messi male. Anche Handanovic sarebbe stato un buon capitano (parla anche un italiano perfetto), ma anch’io sono tra quelli che pensa che il capitano non debba essere il portiere, soprattutto in una squadra che ha la personalità di un bambino dell’asilo. Uh, ma ce ne sono altri. Per esempio: Hernanes e Palacio sono due giocatori di profilo internazionale. Ma – eccoci al punto – non sono il Ranocchia del centrocampo e il Ranocchia dell’attacco, due giocatori bravi e forti finchè si vuole ma senza carisma. Vidic poteva essere una scelta di immagine, ma è una sciagura, un Ranocchia al quadrato, o forse al cubo. Lasciamo perdere Nagatomo (serve parlare italiano) e Juan Jesus (il Ranocchia brasileiro). Diamola a un giovane? Beh, non a Kovacic, il Ranocchia dei Balcani, eccelso giocatore e personalità ancora non pervenuta, uno che diventerà una grande giocatore lontano da Milano, incastonato in una squadra un po’ più strutturata, non in questa Inter così poco propensa – ma perchè, poi? perchè? – a tirare fuori i coglioni.

Rimarrebbe Icardi, uno che ha appena dato dei pezzi di merda ai suoi tifosi, non esattamente un comportamento da capitano. Perchè lui, peraltro, a conti fatti il miglior interista della stagione, la fascia la meriterebbe, se non altro a scopo terapeutico. Come a Guarin, un altro personaggio borderline cui una responsabilità vera non potrebbe fare che bene. Ma qui, forse, ormai siamo ai confini con la fantascienza. Se rimane, il capitano un giorno sarà Shaqiri: il miglior rapporto qualità/zebedei  è già suo, anche se nel febbraio 2015 all’Inter sarebbe facile primeggiare. Forse ce la farei anch’io, uno zuzzurellone se ce n’è uno.

 

 

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