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aprile 6, 2016
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Chi tutor e chi no

Due premesse, altrettanto sincere: 1) la Juventus vincerà lo scudetto, secondo un legittimo verdetto sportivo, al di là delle partite in più giocate da Bonucci e da quelle saltate da Higuain; 2) la somma di certi indizi costituisce una prova e, più in generale, fa girare i coglioni.

Ok, detto questo. Mi ero già arcistufato di ragionare sulla testa di Bonucci e sulle mani di Higuain – machemmefrega?, ho già i miei cazzi con Santon e Nagatomo e nella quotidiana conta dei punti di distacco – quando ieri, sul fare del pomeriggio, ho letto la dichiarazione di Rizzoli:

“Bonucci non mi ha dato nessuna testata. Sono stato io a spingerlo, per allontanarlo dal giudice di linea. Il giocatore ha semplicemente esagerato nelle proteste. Non c’è stata testa contro testa, le immagini non danno il senso vero di quel che è successo. Ci fosse stata la testata, non mi sarei limitato al cartellino giallo”.

Che non è una dichiarazione: è una confessione. Non solo sua, ma della classe arbitrale e del sistema calcio.

Nel contesto di una serie di considerazioni oggettive e giuste (è ovvio che la testata non c’è stata: ci fosse stata, sarebbe stato come se Materazzi avesse chiesto scusa a Zidane per averlo importunato a colpi di zigomo), la puntualizzazione Sono stato io a spingerlo, per allontanarlo dal giudice di linea è di una enormità clamorosa. Cioè, praticamente Bonucci ha un tutor e gli altri no.

Higuain (comportamento oggettivamente grave nei confronti di un arbitro) viene sanzionato con il tariffario in mano. Bonucci ha il tutor che lo allontana dal giudice di linea perchè non ecceda con le proteste. Praticamente Rizzoli, l’arbitro, ha fatto quello che doveva fare Buffon, il capitano. Che umanamente e sportivamente è anche una cosa carina – dai, sù, non esagerare, sennò sono cazzi -, ma che nella realtà dei fatti non esiste proprio.

Facciamo un paragone terra terra. E’ come se Higuain avesse parcheggiato in divieto di sosta, proprio sotto il cartello. Passa il vigile e gli fa la multa. Beh, giustissimo, c’è pure il cartello grosso così. Poi però gli dice: mi accenda un po’ i fari, uh, lo stop a sinistra non funziona. Dia un colpo al gas? Uh, che fumo nero. Tergicristalli? Cos’è, quattro o cinque anni che non li cambiamo? Favorisca il libretto, vediamo un po’ la revisione… E sono quattro giornate.

Ora è Bonucci che parcheggia in divieto di sosta, proprio sotto il cartello. Passa il vigile e ha già in mano il blocchetto ma gli fa: guarda, amico mio, meglio che la sposti. Bonucci lo guarda male, e allora il vigile gli fa: cià, vabbe’, dammi le chiavi che te la sposto io.

A me l’arbitro-tutor teoricamente mica dispiace, eh? Sarebbe un discreto passo di umanizzazione del calcio, un tentativo di insegnare il galateo a questa banda di imbecilli con le pettinature creative e le braccia istoriate. Ma il problema non è questo. Il problema è che gli arbitri facciano tutti la stessa cosa: o il vigile stronzo, o il tutor comprensivo. La stessa cosa e sempre, per 38 giornate, uguale uguale. O stronzi o tutor.

Il giocatore ha semplicemente esagerato nelle proteste. Questa è una frase da tutor, da vecchio zio comprensivo (so’ ragazzi). Esagerare semplicemente nelle protesta significa essere spinti via dall’arbitro (dall’arbitro!) prima di “aggredire” il giudice di linea e poi, non pago, mettersi a brutto muso con l’arbitro stesso? Se questo semplicemente, cos’è complicatamente? Mettere degli elettrodi ai testicoli dell’arbitro mentre gli fai waterboarding?

Se per Higuain sono state giustamente – giustamente, lo sottolineo – applicate  le norme, è evidente che con Bonucci c’è stato un atteggiamento diverso. Con un tutor, forse Higuain non avrebbe fatto la scenata a Irrati, che non poteva che costargli l’espulsione. Con un tutor, forse Sarri non sarebbe stato espulso per aver detto un’opinione (“stai arbitrando male”!), laddove spesso – qualche volte sì, qualche volta no – non si sanzionano i vaffanculo e le teste spianate a pochi centimetri dalla tua.

fallo_bonucci

Quanto a Irrati, io sono favorevole. A cosa? A Irrati. Cioè, mi piacciono un casino queste storie. Mi ricordano il tenente Colombo quando alla fine tira le fila del caso, elenca stranezze e coincidenze, si gratta la testa e ti smonta il delitto perfetto. Irrati è contemporaneamente l’arbitro di Higuain espulso, l’arbitro di Bonucci non espulso per un’entrata indifendibile su Destro, e il giudice di linea da cui Rizzoli distoglie Bonucci. Non è fantastico? Irrati tutta la vita.

Bonucci non fu espulso in Bologna-Juve (o almeno ammonito, che già era un mezzo favore) per il fallo su Destro, quindi giocò la partita successiva con l’Inter e in quella partita segnò. Anche l’Inter non ha il tutor, ma questa è una storia vecchia come il mondo. Chissà, magari Allegri avrebbe fatto giocare Rugani e Rugani in trance agonistica avrebbe fatto una tripletta. O magari no. Perchè le conseguenze di certe cose devi anche vederle in prospettiva, e magari relazionarle, sommarle, o moltiplicarle. Sono gli indizi e le prove che, come dicevo all’inizio, alla lunga fanno girare i coglioni. E benchè l’abitudine ci anestetizzi, è eticamente e civilmente giusto non reprimere ma lasciare che girino.

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novembre 30, 2015
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A star is born

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Nella stagione dei paradossi – brutti e ohibò, davanti a tutti – e degli 1-0 a nastro, l’Inter diventa grande nella serata in cui trova una squadra davvero più forte, con l’attaccante più fottutamente in forma del mondo, e perde la partita e perde pure il primato. L’Inter diventa una grande squadra perdendo, non avendocela fatta del tutto a diventarla vincendo. C’è stata più densitá, c’è stato più cuore, c’è stato più gioco – il gioco! – nel secondo tempo di Napoli, giocato in 10 e dopo un frustrantissimo gol del 2-0 che avrebbe ammazzato un bisonte, che in tutto il resto del campionato. Se esiste una legge di compensazione, abbiamo purgato tutto il culo di 13 giornate con due pali presi nei minuti di recupero. E se in altre occasioni avrei sfasciato la casa e poi, non pago, avrei aperto le finestre per urlare

aaaaaaaaaaaaaarghhhh!!!!

alla luna e ai condòmini strappandomi i vestiti come Hulk, o come Pozzecco, stavolta resto incredulo ed esausto e penso a quando ho visto l’ultima volta l’Inter giocare come nel secondo tempo di Napoli e no, non mi viene in mente.  Aspetta, provo a ripensarci. No, niente.

Grazie ragazzi. Grazie per non esservi fermati alle apparenze. Gol a freddo (ditemi voi a quale altro giocatore sarebbe venuto in mente di fare un tiro del genere) più espulsione (ridicola, Callejon ha simulato, Allan sfiorato con le scapole): sembrava la replica di Inter-Fiorentina e sareste stati giustificati. E invece no. Non siamo spariti. Non abbiamo rinunciato. Ce la siamo giocata fino al 94′, in uno stadio in preda all’effetto Euchessina.

Bravi tutti. Bravo il Mancio nei cambi (fuori Icardi, impietoso il confronto con Higuain, e partita ribaltata in 10 contro 11), bravo il Mancio dopo la partita (su Premium ha mandato affanculo una intera generazione di commentatori), fantastici Ljajic e Perisic, ma bravi tutti, tutti. Perdendo, abbiamo dato il più impetuoso segno di vita dall’inizio dell’era Thohir. Perdendo, abbiamo dato un clamoroso perchè alle 13 partite precedenti: se facevamo schifo ed eravamo primi, adesso dove possiamo arrivare?

Comunque sia, e comunque vada, grazie Inter: ci sono altre 24 partite e non è cambiato nulla. Ma sei cambiata tu.

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