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Febbraio 12, 2020
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La punizione di Eriksen (l’avesse tirata Ronaldo)

Se la punizione di Eriksen nel derby l’avesse tirata Cristiano Ronaldo, alla Gazzetta sarebbe successo questo:

FASE 1. ALLARME ROSSO

Il caporedattore convoca la task force CR7 composta da un titolista, uno statistico, un fisico, un laureato in scienze motorie, un aedo (in caso di assenza/ferie, un rapsode), un esperto di gossip. La task force agisce nell’immediato e imposta anche il lavoro per i due giorni a venire. Il caporedattore assegna il tema: “CR7 ha preso l’incrocio dei pali (brusio di disapprovazione) ma è stato il più bell’incrocio dei pali di sempre (applausi)“. Ok, al lavoro!

FASE 2. IL TITOLO

Per la Gazza è il momento più delicato della serata, perchè d’intesa con il grafico si deve disegnare immediatamente la prima pagina cercando di non ripetersi con le circa 500 prime pagine già dedicate a Cristiano Ronaldo dal luglio 2018 a oggi. Il caporedattore mette una mano sulla spalla del titolista che sta cercando la miglior concentrazione. “Dunque, CR7, la punizione, l’incrocio dei pali, fammi pensare…” Il titolo gli viene subito: “CR AL SETTE”. Il caporedattore lo bacia in fronte, il grafico inizia a elaborare la prima: CR7 vestito da uomo cannone si protende verso l’incrocio dei pali, raffigurato come una capitello corinzio che si sgretola.

FASE 3. L’AEDO (o il RAPSODE, all’occorrenza)

La cronaca della partita passa in secondo piano di fronte alla nuova impresa di CR7, l’incrocio dei pali più bello di sempre. In 30 righe, impaginate a parte, il cantore descrive il gesto del campione: “Il muscolo guizza quando il cervello dà l’impulso, dal garretto tornito e bronzeo si sprigiona la potenza e il dardo è scoccato…” (il trucco del mestiere del cantore è: sparala più grossa che puoi, ma usa un italiano desueto e ogni dieci parole infilaci un “guizza”, “bronzeo”, “dardo”, robe così)

FASE 4. L’ESPERTO DI GOSSIP

L’esperto di gossip può agire nell’immediato o anche il giorno successivo, scrive cose superflue che saranno tra le più lette, e nessuno le contesterà mai se saranno simpatiche e positive. Ergo: chiama la sua fonte – l’amministratore di condominio del fruttivendolo del cugino dell’agente di CR7 -, si fa dire due parole e scrive con perizia cose inconfutabili, del tipo “Georgina ha esultato dal divano di casa, mandando baci verso il televisore” e “CR7 junior, palleggiando sul tappeto, ha urlato Siuuuuuuu papà!”. Con un abile ritaglio, l’esperto di gossip ricava da una foto di famiglia del Natale 2018 un particolare dello stipite della porta del soggiorno di casa CR7, “l’incrocio dei pali sotto il quale spesso si bacia con Georgina”.

FASE 5. LO STATISTICO

E’ il compito più difficile e ingrato. Lo statistico ha davanti solo una ventina di ore per trovare quale nuovo record può avere infranto stavolta CR7, operazione che spesso richiede una notte insonne con cui verrà ricompensato con due giorni di riposo, come gli infermieri professionali. Il lavoro porta quasi sempre a molteplici spunti, alcuni da usare subito e altri da tenere disposizione in caso di nuove imprese (quindi per la partita successiva). Nel caso in esame, lo statistico partorisce le seguenti opzioni (miglior incrocio dei pali mai colpito da un giocatore portoghese nella settimana del suo compleanno; miglior punizione non vincente di un giocatore europeo nato in un isola ma residente in una città senza sbocco al mare; miglior tiro da lontano di CR7 con la nuova pettinatura) da sottoporre all’ufficio centrale.

FASE 6: IL FISICO

Il fisico trascorre la notte davanti al pc per scomporre il movimento di CR7 e trovarne ogni sintomo di perfezione. In ossequio alla serietà e alla fatica dei suoi studi, il fisico vorrebbe parametrare il tiro di CR7 in base al principio di uguaglianza tra lavoro ed energia, “la potenza misura la quantità di energia scambiata nell’unità di tempo, in un qualunque processo di trasformazione”, poi – sarà il cinquantesimo gol di Ronaldo che gli chiedono di interpretare secondo le leggi della fisica – si rompe il cazzo e va a dormire. Il mattino seguente prepara una relazione in cui, in buon italiano, stende un testo da inframmezzare con tre formulette da terza liceo e da qualche aggettivo a sensazione, “sovrumano”, “impressionante”, robe così, e spedisce. Il caporedattore su Whatsapp gli manda un cuoricino e un pollice alzato.

FASE 7. IL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE

Come fa Ronaldo a tirare così? Quanto bisogna essere seri professionisti per colpire un incrocio dei pali del genere? Come si arriva a 35 anni in queste condizioni? Quanto, come, dove e perchè ci si deve allenare per poter colpire gli incroci dei pali con tale perfezione? Il laureato in scienze motorie (per gli over 45, leggasi “professore di ginnastica”), amico del caporedattore, si presta da tempo con vari pseudonimi a brevi interviste sull’argomento e tiene pronti alcuni schemi che, opportunamente adattati, consentono di rispondere a tono nel giro di pochi minuti, con successo. L’importante è non dimenticare aggettivi del tipo “professionale”, “fantastico”, “meraviglioso” e concetti del tipo “talento innato” e “capacità immense”. Solo una volta, sbagliando file, il laureato in scienze motorie aveva rischiato di creare un grosso casino. Il caporedattore lo aveva richiamato con tono interrogativo: “Scusa, cosa vuole dire che non deve uscire nelle ore calde e deve bere molto?”. “Perdonami, ti ho spedito le risposte sul caldo killer”.

Comunque, la punizione l’ha tirata Eriksen e la reazione è stata questa: “Wow che mina! (sbadiglio) Oh, questo non segna mai. Ci facciamo una birra?”

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Agosto 23, 2017
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Generatore di titoli sul Var per la Gazza (e Tuttosport)

rigorejuve

Le sconvolgenti novità della prima giornata di campionato (rigore contro la Juve, rigore a favore dell’Inter dopo 3 minuti e mezzo di gioco invece che dopo 3 mesi se va bene) portano a pensare che, dopo appena 90 minuti di calcio giocato, l’unica cosa su cui valga davvero la pena soffermarsi sia il Var. E sull’argomento si soffermeranno per settimane (e più probabilmente per mesi o anni) i quotidiani sportivi, in un climax giornalistico che necessiterà di uno speciale apporto creativo e umanistico sui contenuti. Ecco, dunque, una serie di titoli che consiglio a titolo gratuito a due quotidiani sportivi che certamente ne avranno bisogno – di titoli, dico – e per i quali provo tecnicamente e professionalmente compassione (in senso letterale).

E NAUFRAGAR M’E’ DOLCE IN QUESTO VAR. Titolo che sottintende una generale soddisfazione degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica per il nuovo dispositivo tecnologico: è molto bello ed esprime una sua rasserenante positività, ma è da usare prudentemente dopo un numero congruo di giornate e nella certezza di un saldo positivo tra decisioni corrette ed errate.

VAR WEST. Titolo da usarsi in una situazione opposto rispetto al precedente, allorquando l’applicazione del nuovo dispositivo si riveli spesso fallace o foriera di polemiche, e quando di conseguenza nell’opinione pubblica inizi a montare il dubbio che il Var sia una sòla epocale e prevalga un diffuso sentimento di confusione.

VAR BASTEN. Ideale per l’mmancabile l’intervista al campione del passato perchè esprima un parere importante sul nuovo dispositivo. Di particolare effetto anche i possibili giuochi di parole con Van der Sar , Van der Vaart e Van Gaal. Interessante anche l’applicazione nel ciclismo e nella pittura. E anche nella musica, per quanto si presenti piuttosto arduo chiedere un parere sulla moviola in campo a Van Morrison, ai Van Halen o a Ornella Vanoni. Ma la Gazza non si ferma davanti a nulla.

VAR CONDICIO. Titolo ideale quando le statistiche inizieranno a farsi attendibili e ogni squadra potrà fare i conti tra decisioni favorevoli e sfavorevoli. Ottimo anche per un’intervista a un giurista sportivo o a un ex magistrato appassionato di pallone.

VARCAMENARSI. Titolo che esprime un ampio scetticismo sull’applicazione pratica del Var. Non è una bocciatura, ma una critica profonda, uno schierarsi pronunciato verso un possibile futuro no.

VAR MORTO. Questa invece è una bocciatura immediata e senza sconti. Ottimo titolo per commenti e opinioni di direttori, editorialisti ed espertoni, oppure per una prima pagina di impatto dedicata a una qualsiasi partita (meglio se di una squadra importante) il cui risultato è stato erroneamente determinato dal Var e per cui si ritiene che bòn, l’Italia ne ha avuto abbastanza.

RICORSO AL VAR. Vedasi “Var condicio”, titolo sottilmente legato a una visione pedante e leguleia della questione, ideale a corredo di un’articolessa di una grande firma o anche per una prima pagina sulla decisione di particolare impatto su un tal partita. Oppure, ottimo per un paginone storico e analitico sui primi dieci interventi del Var.

VAR DI NECESSITA’ VIRTU’. Titolo adatto a colonnino in prima pagina con commento del direttore o di una prima firma. Esprime fiducia e sconforto allo stesso tempo, un titolo democristiano dove ognuno legge ciò che vuole e niente, si arriva alla giornata successiva con normalità.

VARDALAND. Titolone di grande effetto da usarsi quando il Var sia stato usato con risvolti e conseguenze spettacolari: chessò, 10 ricorsi al Var in una stessa partita con conseguenti 25 minuti di recupero, oppure 5 ricorsi al Var tutti a favore di una stessa squadra che vince 8-0 in 11 contro 7, ecco, cose così.

SPECIALE TUTTOSPORT

Ci sono poi titoli che la pur caciarona Gazza non può permettersi di usare, ma un Tuttosport sì. Siccome sono generoso, tre consigli anche al nemico:

VARGOGNA! Titolo da usare in concomitanza con la prima sconfitta della Juve causata dall’applicazione del Var (cioè, presto).

VARFANCULO! Titolo da usare in concomitanza con la prima serie di sconfitte della Juve causate dalle applicazioni del Var (cioè, presto).

SCUDETTO DI VARTONE! Titolo da usare in concomitanza con il primo campionato perso dalla Juve dopo tot consecutivi, in circostanze direttamente ricollegabili a una lettura faziosa del Var nelle precedent 38 giornate (cioè, presto).

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Ottobre 24, 2016
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Generatore di titoli su De Boer per la Gazzetta dello Sport

gazze-2

(scritto per Il Nero e l’Azzurro)

Con “De Burrone” anche la Gazza, insieme al nostro caro Frank, è ormai arrivata sull’orlo del precipizio. Non pago di “Pokemon Juve”, “Wu compra”, “Pog va, Higua in” , e “Inter pfiuuuu”, il titolista di via Solferino ha imboccato il proficuo filone del gioco di parole con De Boer. Il problema è che il filone potrebbe durare due o tre giorni, e nella redazione della rosea si è già scatenato il panico da foglio bianco.

Grazie a una talpa, siamo venuti in possesso dei titoli già pronti sull’Inter. Titoli che probabilmente non vedremo mai, ma che testimoniamo la perfidia e la scarsa onestà intellettuale con cui alla Gazza trattano le cose nerazzurre. Ecco lo scottante documento.

DE BOERdanti!

Titolo nel cassetto nel caso (molto marginale, secondo i maggiori analisti) di vittoria per 5-0 sul Torino mercoledì sera.

DE BOERkina Faso

Troppo intellettuale il riferimento al significato in dialetto bambara, “la terra degli uomini integri”: più terra terra, il titolista della Gazza si riferisce alla drammatica fame di punti dell’Inter.

DE BOERdisso

Titolo nel cassetto per la partita con il Genoa, utilizzabile nel caso di gol/autogol dell’ex o di analisi sui problemi difensivi dell’Inter.

DE BOERlone

Difficile che si arrivi all’intervistone prenatalizio in cui De Boer si rivelerà una persona simpaticissima, che fa gli scherzi nello spogliatoio e ha sempre la battuta pronta.

DE BOERbero

Difficile che si arrivi all’intervistone prenatalizio in cui De Boer si rivelerà una persona molto seria, sempre concentrata sul suo lavoro e asciutto nei rapporti umani.

La porta di BranDEBOERgo

Titolo molto bello ma utilizzabile solo in caso di sorteggio con l’Herta Berlino nei sedicesimi di Europa League.

DE BOERghy

Titolo simpatico per sottolineare elegantemente i problemi di linea del nostro Frank: a corredo del pezzo, una scheda sugli alimenti da evitare in inverno e un estratto dal libro del dottor Mozzi.

DE BOERrata

Alternativa a DE BOERghy.

DE BOERberry

Titolo molto a rischio, perchè non gradito allo sponsor tecnico dell’Inter che fornisce la divisa sociale. Il titolista della Gazza vorrebbe più innocentemente sottolineare che il clima di merda della Pianura padana in autunno assomiglia a quello di Amsterdam e potrebbe favorire l’ambientamento di Frank.

DE BOERp!

Titolo che si riferisce al fatto che il gioco dell’Inter fa vomitare e/o blocca la digestione (ideale per le partite che si giocano domenica alle 15, ma anche alle 12,30).

DE BOERriello

Titolo non usato in occasione di Inter-Cagliari: purtroppo per la Gazza, a farci il culo è stato Melchiorri. Il titolista aveva prontamente proposto MelchiorrInter, ma è stato messo in ferie per due settimane da Monti in persona.

DE BOERqa

Titolo di forte impatto: l’Inter fa così schifo – sostiene il titolista – che bisogna stendere un velo. Accompagnato da una grafica accattivante: testa di donna con gli occhi di De Boer.

DE BOERino

Titolo non usato in occasione di Roma-Inter.

Fozza InDE BOER

Titolo da usare in caso di fiducia confermata da parte dei vertici Suning.

DE BOERraco

Titolo da usare in caso di esonero: a Frank la Gazza suggerisce così, elegantemente, di cambiare sport.

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Settembre 30, 2016
di settore
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La Gazza ha un problema con l’Inter

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(scritto per Il Nero e L’Azzurro)

Ora, ci sono premesse doverose da fare, e pensiamo siano condivise di default anche dai più irragionevoli tra gli interisti: ieri sera a Praga l’Inter ha fatto schifo e, tornando a 15 giorni prima con gli sconosciuti israeliani, in Europa League abbiamo fatto schifo due volte su due, che è oggettivamente una pessima media. Dopo due partite così risulta anche difficile prefigurarsi un cammino improvvisamente virtuoso che ci rimetta in bolla per la qualificazione al turno successivo. Questa è la triste realtà e nessuno la vuole negare.

Una triste realtà che mette di per sè parecchia carne al fuoco per la stampa sportiva, che di temi da approfondire ne avrebbe a bizzeffe senza scendere però sul piano della Gazza – l’organo sportivo principe, la madre di tutte le testate – e di quel godurioso sadismo che già da ieri sera permea il suo sito e che oggi rimbalza garrulo tra carta e web. Chiedere tronfi “agli oltre 1.600.000 follower di Twitter” di fare il titolo della partita (spacciandolo poi come “sondaggio”, ahahahah, ma come gli viene in mente?) equivale a scrivere “Ehi ragazzi, scarichiamo un po’ di merda sull’Inter, vi va?”.

follower

Del resto, qualche giorno fa, un articolone su Gazza.it era stato dedicato a Zaza e al pallido avvio di campionato suo e del West Ham. Il titolo era “Zaza fuori dopo 45 minuti, i tifosi del West Ham lo insultano”. Mi leggo il pezzo e scopro che il tutto era basato su due (2) tweet di tifosi del West Ham che deridevano Zaza (che, sostituto nell’intervallo, allo stadio non era stato insultato da nessuno). Proseguo nella lettura e scopro che non tutti sono d’accordo, per la Bbc (la Bbc) non è colpa sua, è troppo isolato. Quindi, riassumendo: 2 tweet, Zaza è una merda. Commento tecnico della Bbc: in fondo al pezzo così, en passant, perchè Zaza è una merda.

Alla Gazza deve piacere un casino Twitter e quindi ieri sera – c’è qualcosa di più comodo? – serve l’assist ai suoi 1.600.000 amici annoiati dalla contemporanee partite a senso unico di Roma e Fiorentina: dai, su, prendiamo l’Inter per il culo. E non così a caso, no: ripartendo dal titolo di 15 giorni prima “Inter, ma non ti vergogni?” dando per scontato che non si potesse far altro che rincarare la dose.

“Sondaggio”: ahahahahah, ma dove il prendono? Le parole sono importanti.

Vabbe’, torniamo ab ovo. L’Inter ha fatto schifo, tre pere e a casa. La triste, dura realtà. “Eurocrac Inter” è il titolo, e va bene (per me andava bene anche quello di 15 giorni fa, chi non si è un po’ vergognato, in effetti?). Le pagelle sono pessime, e va bene, la partita l’abbiamo vista tutti (purtroppo). In un angolino c’è addirittura “Fuorigioco sull’1-0”, abbiamo talmente fatto cagare che manco me n’ero accorto. E poi, però, c’è anche l’editoriale di Sebastiano Vernazza che parte dalla prima e gira dentro.

Il primo capoverso è dedicato agli “esegeti dei sociali”, ai “cari puristi di Facebook e Twitter” che avevano criticato l’uso del concetto di vergogna applicato 15 giorni prima alla figuraccia. E qui va fatto il primo contropelo alla Gazza: quindi, se abbiamo capito, va bene invitare 1.600.000 follower a perculare l’Inter, ma non va bene se qualcuno ti dice che stai esagerando con i titoli? Già i social sono difficili da maneggiare, già andrebbero fatte diecimila tare a quello che vomita ogni minuto il popolo dei social: se poi però usiamo il flusso nell’unica direzione che ci fa comodo, allora l’affare si complica.

Il secondo capoverso è sostanzialmente dedicato a distruggere Ranocchia (“insistere su di lui è accanimento terapeutico, si consiglia di far cambiare aria a lui e a diversa altra gente”) e De Boer (colpevole di non allenare situazioni come quella del secondo gol, come se al mondo si fossero allenatori che ogni settimana dedicano una seduta a “oh ragazzi, quando c’è una punizione in una zona minimamente pericolosa – ma minimamente, eh? -, vi dico una cosa sensazionale che facciamo noi in Olanda – ne approfitto per dirvelo ora, rimanga tra noi -: uno facendo finta di niente vada a rompere i coglioni sul pallone e gli altri – tutti, eh? – non si facciano i cazzi propri guardando altrove come belle fighe sul lungomare in attesa del ganzo! Davvero, funziona!”).

Per chiudere poi con un illuminante appunto tecnico: che l’Inter tutto sommato ha giocato con una formazione che per sei (6) undicesimi ricalcava quella contro la Juve e “Praga certifica la dipendenza da Miranda, Joao Mario (non in lista Uefa), Icardi e Perisic”.

Sei undicesimi, cioè aveva fuori mezza squadra. Per bizzarra coincidenza, tutti i migliori. Che voglia dire qualcosa? No, per dire: se alla Juve oggi togliessi Bonucci, Alex Sandro, Pjanic, Dybala e Higuain (cinque a caso, ma non troppo), qualche problemino non l’avrebbe anche lei?

Che poi si finisce sempre a parlare di Juve. Ma non c’è qualche piccola disparità di trattamento? D’accordo, noi in Europa abbiamo fatto schifo, ma dopo Juve-Siviglia (no, ne vogliamo parlare?) si era verificata – fatte le debite proporzioni, per carità – una tale mobilitazione, un tale coro di preoccupazione per l’onore del calcio italiano e per il coefficiente Uefa? E i social, cosa avranno mai detto quel giorno? Boh, non si sa. I social. Boh.

Ma non è una novità. Del resto, Allegri è stato lasciato libero per una settimana di far passare il concetto che Inter-Juve era stata la partita più brutta degli ultimi 30 anni. Per poi prendere la parola nelle interviste del dopo-match successivo (visto su Mediaset Premium) e dire: “No, volevo precisare che è stata una brutta partita nel suo complesso, per entrambe, non solo dell’Inter”. Ah, grazie della magnanima precisazione. Noi – noi interisti, ma magari anche qualcun altro, chissà, sui social si poteva controllare – abbiamo visto una squadra fare un culo così all’altra (può capitare, a noi capita ogni giovedì sera) epperò è stata una partita di merda. A Zagabria calcio champagne, giusto. C’è ancora un problema tecnico che impedisce a De Boer di reagire in tempo reale: in questi due mesi è stato l’unico momento in cui mi è mancato il Mancio, una bella rispostina sarcastica e bòn.

Intanto leggo e rileggo i pezzi di oggi, ma non vedo sottolineature sul fatto che in Europa League abbiamo giocato alla vigilia di Inter-Juve e di Roma-Inter, e che De Boer non ha in lista Joao Mario, Kondogbia e Gabigol, ha in cella di rigore Brozovic e i più buoni non li rischia. Questo ci costerà l’Europa? Probabile. Però diciamolo. O che almeno lo dica qualcosa sui social, così la Gazza lo riprende.

E invece apro Gazza.it e la notizia della partita è corredata da questo delicato fotomontaggio (un carretto cinese buttato giù dal secondo anello) sicuramente raccattato sui social – i social! -. Ma tu, Gazza, sei la Gazza. E se rilanci la merda hai le tue belle responsabilità.

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