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novembre 7, 2014
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L’orgoglio di Mazzarri e il mistero Aristide

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Questo girone di Europa League – diciamolo – ha rotto le palle e quindi ogni discorso tecnico lascia il tempo che trova. Anzi, non serve nemmeno. A Saint Etienne (luogo evidentemente dove non hanno un cazzo da fare) il Calderone era sold out per assistere a un incontro di calcio tra la squadra B dell’Inter di Mazzarri e i padroni di casa reduci da tre 0-0. No, per dire. Molto più interessanti le interviste post partita, in cui si nota un mazzarrismo trasmesso alla truppa, nel senso che tutti hanno parlato di una partita che sembrano aver visto solo loro. Va bene, un discreto primo tempo, ma nel secondo c’è stato l’assalto di una squadra che non aveva ancora nè vinto nè segnato un gol in Coppa, o l’ho visto solo io? Comunque tutto è bene ciò che finisce bene e basterá un punto per qualificarsi. Mazzarri è orgoglioso della squadra e anche questo va bene. Per forza, più che per amore, giocano anche i giovani. Adesso vediamo cosa succede in campionato, perchè in Coppa è troppo facile, non c’è gusto.

Resta un interrogativo. Voglio dire: se al posto di Milito, di Diego Milito, ci avessero mandato il fratello Gaby, cosa sarebbe successo? Niente gol, niente triplete, fino a che qualcuno si sarebbe accorto dello scambio di persona. No, ecco, perchè adesso bisognerebbe avere il coraggio di controllare se sia davvero Nemanja il Vidic che ci hanno mandato, e non il misconosciuto fratello gemello Aristide, identico ma molto meno forte. Aristide Vidic ha giocato nell’ultima stagione nello Sgfryfiuvujink, serie B delle Isole Faroer, ma era finito della lista degli svincolati e si allenava con la Nazionale disoccupati della Groenlandia. Da luglio si sono perse le sue tracce e la coincidenza delle date è inquietante. Un tizio del tutto simile ai Vidic (quindi il gemello mancante) sarebbe stato visto da un turista di Manchester alle Mauritius in compagnia di quattro fighe galattiche. Alla domanda “Damn, you are Vidic, aren’t you?” avrebbe risposto “Yes” e subito dopo “No!” seguito da un enigmatico “Do your dicks, son of a bitch”.

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