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Settembre 22, 2019
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L’importanza di incontrare Fabio

Ho un amico che si chiama Fabio ed è milanista. Siamo stati (parlo di podismo) compagni di squadra (parlo di differenti profili: lui non dico un Messi, ma un bel Lewandowski; io, un Gabigol con la mononucleosi). Ci siamo incontrati più volte a Pavia e dintorni per le gare o, in maniera del tutto casuale, durante allenamenti in strada o al parco, in pista o sull’alzaia. E ci siamo accorti di una cosa: quando ci siamo visti prima di un derby, ha sempre vinto l’Inter. Dopo le prime due o tre volte che ‘sta cosa si è verificata, prima di un Inter-Milan io ho cercato sempre di allenarmi in zona Fabio, sperando di incontrarlo. E mi piaceva pensare che lui, nei giorni pre-derby, uscisse a correre rasente i muri e con le mani sui coglioni.

Poi Fabio, per lavoro, qualche anno fa è andato ad abitare in Svizzera, e ciao.

Venerdì mattina, alle 10, esco per una corsetta e mi inoltro nel parchetto d’ordinanza. Dopo un quarto d’ora, in fondo a un rettilineo, vedo venirmi incontro – a un ritmo molto superiore al mio, savasandìr – una sagoma amica. E’ Fabio. Ci abbracciamo istintivamente, poi facciamo mente locale. Io esulto come un bambino dell’asilo, lui mi guarda affranto come avesse visto la sua macchina nuova appiattita da un rullo tipo i cartoni di Wile Coyote. Poi abbiamo parlato del più e del meno come due che non si vedevano da un po’, ma è chiaro che la frittata era fatta. Se uno, milanista, che vive in Svizzera, torna a Pavia nel weekend del derby, esce a correre e trova me, beh, si potrebbe anche non giocare.

A quel punto per me i problemi erano solo due, di ordine esoterico e morale.

Scaramanzia. Non potevo dire a nessuno che avevo incontrato Fabio e che quindi la vittoria era certa, per non rompere l’incantesimo.

Onestà intellettuale e lotta all’insider trading. Non potevo rivelare al mondo che l’Inter avrebbe vinto il derby per non mandare in bancarotta società di scommesse legali o bookmaker clandestini.

A dire la verità, non ero nemmeno tanto convinto di scrivere questo post, pensando ai derby dei prossimi vent’anni almeno. Ma la possibilità di trovare Fabio prima di un derby è ormai ridotta al lumicino: non solo lui vive in Svizzera, ma col cazzo che la prossima volta tornerà a trovare i suoi prima di un Milan-Inter. Quindi bòn, ho scritto.

Quanto alla partita, non c’è nulla da dire. Era scritto che avremmo vinto, non voglio fare il fenomeno nè infierire su quei barboni dei cacciaviti. Saluto la capolista e vado a dormire. Ah, solo una cosa: Juve merda.

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