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marzo 3, 2016
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Revenants

Dopo il primo rigore, e ancora più dopo il secondo, era chiaro che Carrizo non ne avrebbe mai parato uno. Quindi l’unico modo di vincere era andare ad oltranza, ed esauriti i giocatori avrebbe cominciato a tirare chiunque – Gabriel Garko, Don Livio  Falzaga, Mal dei Primitives, Uto Ughi, Pat Rafter,  Raffaele Sollecito, Gennaro Capuozzo, Bob Sinclair, Gianni Ciardo, Alessandro Cecchi Paone, Jimmy il Fenomeno, Nathan Falco Briatore, Benito Urgu, Francesco Ingravallo, Bugs Bunny, Michele Pecora, Psy, Ciccio Formaggio, Gaetano Quagliariello, Lou Castel, Tito Stagno, Engelbert Humperdinck – e Carrizo non avrebbe parato uguale, ma qualcuno poteva tirare fuori, ecco.

Che poi, ovvio, mica è colpa di Carrizo (il colpo di genio sarebbe stato mettere dentro Handa come terzo cambio, ma stavamo perdendo i pezzi), che tra l’altro aveva evitato un finale grottesco – la squadra che si distrae collettivamente al 121′ e la Juve che segna, santa madonna -. No, era solo per sottolineare uno dei tanti simbolismi di questa partita in cui hai fatto trenta ma non trentuno, che è un po’ il nostro marchio di fabbrica attuale. E la sera che ne fai tre alla Juve, la strapazzi come raramente è accaduto nella storia e provochi  milioni di riempimenti di Linidor all’unisono, ecco, niente, poi tutto sfuma così, con dei rigori tirati a porta vuota e tu che prendi la traversa non abbastanza di sguincio.

Così, sdraiato per terra davanti al televisore, dopo la più bella e tesa e sudata e passionale partita degli ultimi cinque anni e mezzo, più che altro mi sono incazzato. Perchè, rimanendo ai soli ultimi due mesi, se avessimo giocato ogni partita con la metà della voglia e del furore di questa sera chissà dove saremmo. E invece abbiamo visto cose che noi interisti umanisti ci gira il cazzo.

Perchè, amici, perchè? Bisognava giocare il ritorno di una partita partendo da tre gol sotto per tirar fuori – finalmente – i coglioni? Bisognava farsi scherzare da Juve (due volte) e Milan per trovare le motivazioni per ripartire? Bisognava far due punti in tre partite con Sassuolo, Carpi e Verona per arrivare una sera piovosa a pensare che sì, perchè non provare a inculare i gobbi?

Nel giro di tre giorni abbiamo dato il peggio e il meglio contro gli stessi avversari. Incredibile come l’Inter che quasi comicamente, domenica sera, gestiva lo svantaggio a Torino, il mercoledì abbia giocato una partita all’arrembaggio per 120 minuti. Come se la stessa compagnia di attori avesse girato “Alex l’ariete” la domenica e “Revenant” il mercoledì.

Ecco, sì: redivivi. Adesso rimanete così – vivi – per i prossimi due mesi e mezzo. Avete un po’ di nostre incazzature da purgare e un terzo posto  che, giocando così, non è impossibile. Basta volerlo davvero, tipo Inter-Juve addì 2 marzo 2016 in Milano.

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marzo 12, 2015
di settore
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Regalagli Carrizo

Drupi

(Karaoke)

Regalagli Carrizo
e sono giorni tristi
per quando farà buio
se lui non parerà

regalami se puoi
la qualificazione
la Lega dell’Europa
la mia felicità

Cazzate così grandi
da fare invidia a Melo
e l’ombra dei capelli
legati con un filo

quel filo di pensieri
bellissimi che avevo
rimettilo semmai
in panca a breve e poi

regalagli Carrizo
per le mie notti insonni
per i miei giorni tristi
se in Coppa non sarò

lo giocherò alle carte
in una mano sola
non toglierò un profeta
per metter quella sòla

regalagli Carrizo

per una volta ancora
vorrei veder l’Europa
toccare pure ferro
e poi ricominciare

vorrei segare il Wolsfburg
e andare più lontano
vorrei far tante cose
tenendoti per mano

regalagli Carrizo
gli vada di traverso
come questa sconfitta
in terra d’Aleman

come la prima volta
che ho visto il tuo bel viso
regalagli Carrizo
lo porterò per sempre
affancul

VfL Wolfsburg vs Inter Milan

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febbraio 24, 2015
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Overlook Hotel

Ho trascorso l’intervallo tra il primo e il secondo tempo a informarmi. Cerco “Podolski” su Wikipedia e in effetti trovo conferma a miei vaghi ricordi, tipo che ha giocato più di cento volte in nazionale e ha segnato un sacco di gol in carriera e che quindi, per la proprietá transitiva del sillogismo di stocazzo, ha anche tirato millemila volte. E allora perchè non tira più, perchè? Perchè non siamo in vantaggio a Cagliari dopo tutte ‘ste occasioni, perchè?

Inizia il secondo tempo e andiamo in vantaggio, bene!, con Kovacic, benissimo!, e mentre mi sto per rilassare sul divano mi ritrovo in una centrifuga. Non ci capisco più un cazzo, vedo la palla rimbalzare settecento volte davanti alla nostra porta, cross, controcross, lisciate, minchiate, Carrizo che para di tallone e sottoculo, schienate, pirlate, argh!, vado in bagno, no aspetta, altri cross, altri controcross, ma che succede? Vado in bagno, meglio, sì, un attimo solo.

Apro la porta, accendo la luce e aaaaargh!, sulla tazza c’è Cossu.

“Cazzo vuoi? Occupato”.

“Come, occupato? E’ il mio bagno, e tu dovresti essere a Cagliari”.

“Noi siamo dappertutto, e tu devi soffrire”.

“Soffro sì, dovrei pure mingere”.

“Aspetta, sto facendo forcing intestinale”.

Torno sul divano. Mi sento come Jack Nicholson all’Overlook Hotel, ma vedo che il risultato è ancora miracolosamente sull’1-0 e” poi vedo addirittura il gol del 2-0, un gol della madonna del capocannoniere del campionato (sará un’allucinazione? Fammi vedere su Livescore). Mi sento improvvisamente meglio, ma poi tornano le allucinazioni, naso nuca piede orecchio schiena, 2-1, ed è di nuovo un fraccassar di sensazioni, cross e controcross, diagonali e madornali,  “Cambia Mancio, fai un cambio, ti prego, ti scongiuro, chiunque con chiunque, ma fallo, fallo!”, sono in piedi come un bambino a saltellare davanti al televisore perchè il Cagliari pressa e io tra l’altro ho la voglia di pisciare di cui sopra. Torno in bagno di corsa, accendo la luce e aaaaaaaargh! sulla tazza c’è M’Poku.

“Occupato!”

“Sì, ma che cazzo, non ce l’avete un bagno al Sant’Elia?”

“E’ in ristrutturazione”.

“Ah, scusa”.

Torno sul divano, anzi no, in piedi davanti alla tv dove vedo gente in maglia bianca rinviare in fallo laterale e cercare angoli e chiamare “Tempo!”. Vedo addirittura Hernanes colpire una traversa. Maledette allucinazioni. Triplice fischio. Sará finita davvero? Anzi, l’avranno giocata davvero?

Ora però vado in bagno. Accendo la luce con circospezione. Sulla tazza c’è Daniele Conti. Ma vaffanculo va’.

“Occupato. Com’è finita?”

“In teoria 2-1 per noi, ma non ne sono sicuro. Non mi sento bene”.

“Aho, non vincevate tre partite di fila in campionato da due anni e mezzo. Ti spiace uscire? Mi debbo concentrare in raccoglimento sennò non defeco”.

Mentre vado a pisciare in cortile, dico tra me e me che fino a maggio in queste condizioni, e a queste condizioni, non ci posso arrivare. No no.

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