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marzo 9, 2017
di settore
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Buffonite bipolare perniciosa

Caro Gigi,

“Se deve dire delle banalità, preferisce stare zitto. Ma quando apre bocca, esprime sempre concetti interessanti” è l’attacco del pezzo che  Gazza.it dedica alla tua simpatica uscita contro l’Inter e a favore di tutto il resto. Più ancora che il tuo sproloquio, sono queste due righe – un distillato di piaggeria che manco l’Istituto Luce – a far montare un moto di ribellione che, come un brivido di dispiacere, ancora percorre il mio corpo sovrappeso.

Perciò mi picco di ricondurre il tutto a una dimensione più realistica.

E quindi, caro Gigi, innanzitutto: complimenti per i riflessi. Tornare l’8 marzo su Juve-Inter del 5 febbraio è come uscire a valanga nel secondo tempo su un cross scoccato nel primo tempo. Tutto questo getta un’ombra pesante sulle tue capacitá di reazione e dovrebbe preoccupare l’intero popolo juventino, tranne Neto, ovviamente, cui potrebbero aprirsi nuove prospettive di carriera a breve termine, e Donnarumma, a lungo termine. Sono segnali tipici dell’età che avanza e di una certa pigrizia intellettuale. Sai, tipo quelli che rimuginano una cosa 34 giorni e poi realizzano e ne parlano come se fosse accaduta dieci minuti prima. “Cazzo, è morto George Michael!”. Ecco, tipo.

Resta poi un mistero concettuale, caro Gigi, l’intervista in cui, cercando di parlare un italiano forbito e con il birignao dello stand up comedian, lecchi clamorosamente il culo all’universo mondo – il Napoli (!), Sarri,  il Real, Allegri,  Bonucci – e ti presenti come lo sportivo buon padre di famiglia che ha tifato Napoli in Champions perchè ti ha fatto sentire un uomo migliore, un uomo sano, il De Coubertin del XXI secolo, speaking words of wisdom, e poi te la prendi con noi, così, alla cazzo, giusto con quei 34 giorni di ritardo.

Sono i sintomi dell’amnesia dissociativa che, leggo su Wikipedia, si presenta in cinque forme

1) amnesia sistematizzata: in cui il paziente non ha ricordi rispetto ad una persona in particolare, specifica;

tipo attaccare l’Inter per le presunte polemiche inutili, e dimenticarsi di Moggi (o di Ceccarini, o di De Sanctis, o di – seguono 100 nomi -);

2) amnesia generalizzata: il paziente sembra incapace di ricordare tutto quanto riguarda la sua intera vita;

tipo attaccare l’Inter per l’incitamento alla pagnolada e dimenticarsi del delicato motto “boia chi molla”, o del ricorso alle tabaccherie per funzioni alternative alla vendita di articoli per fumatori, o dell’incauto ma consapevole acquisto di un diploma di maturità;

3)  amnesia continuativa: il paziente non è in grado di ricordare gli eventi successivi ad uno specifico momento, sino al presente incluso;

tipo attaccare l’Inter perchè protesta e dimenticarsi  della statistica dei rigori a favore/rigori contro dell’attentato di Sarajevo ai giorni nostri;

4) amnesia selettiva: il paziente non ricorda una serie di eventi relativi ad un determinato periodo di tempo, anche se riesce a ricordarne altri compresi nello stesso periodo;

tipo dire che non puoi stimare l’Inter e al contempo dimenticare di avere espresso concetti profondi come “meglio due feriti che un morto” o “in Italia si scansano”.

5) amnesia circoscritta: il soggetto è incapace di ricordare tutti gli avvenimenti relativi ad un periodo circoscritto della propria vita, generalmente relativi alle ore successive all’evento traumatico, dal punto di vista psicologico.

Tutto questo, in un regime democratico, non impedisce di esprimere opinioni. Ma le tue, Gigi, per noi valgono zero. Sincerità per sincerità: nemmeno noi ti stimiamo, ma proprio per niente.

E sul fatto che, con cento punti di vantaggio in campionato , ai quarti in Champions e in semifinale di Coppa Italia il tuo (vostro) primo pensiero resta l’Inter, da un lato ci lusinga e dall’altro ci preoccupa umanamente. Le ossessioni sono pericolose e alla vostra per l’Inter, all’ennesima prova provata, credo sia giunto il momento di dare un nome: la Scienza si muova, ormai è roba da Nobel.

 

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maggio 16, 2016
di settore
308 commenti

Buffon, ovvero: l’insostenibile leggerezza della Gazza

buffon

Buongiorno.

(brusio)

Una équipe di…

(forte brusio, accenno di applauso)

Una équipe di…

(voce maschile dal fondo) “…scienziati dell’Università di Sassuolo”

(forte brusio, risate soffocate)

Non la caccio fuori solo perché mi sento particolarmente fragile.

(silenzio)

Una équipe di scienziati… No, debbo essere sincero. Una équipe di giornalisti della Gazzetta dello Sport…

(forte brusio)

(altra voce maschile dal fondo) “Cos’è questo brusio? La Gazza fa testo, non facciamo gli schizzinosi”

Infatti, sono d’accordo. Dicevo: una équipe di giornalisti della Gazzetta  dello Sport…

(silenzio)

ha stabilito che Gianluigi Buffon è il più forte giocatore italiano di tutti i tempi.

(maschio dalle prime file) “Ahahahahahahahahahahah, stratosferico. No, dai, non ci credo… ahahahahahahahahah, ma che sostanze hanno assunto? Ahahahahahahahah, santa madonna”

Venga.

“Mi scusi, davvero. È stato l’istinto. Non volevo, ma…”.

28 le va bene?

“Grazie, non me lo aspettavo”.

Bene. Domande?

(voce maschile) “Ma si riferisce a Sportweek di due sabati fa?”

Sì, ma non mi sono ancora dato pace. Altro?

(voce femminile dal fondo) “Lei è d’accordo con questa bizzarra tesi, professore?”

Naturalmente la trovo del tutto discutibile per non dire balzana e…

(vola un reggiseno)

Non per fare polemica, ma di solito non lo lancia a fine lezione?

“(sospiro) Volevo giuocare la carta a sorpresa”

Glielo appoggio qui, lo può riprendere alla fine. Dunque, affrontiamo l’argomento con una tecnica innovativa e costruttiva. Non limitiamoci a…

(voce maschile dal fondo) “… a dire che è una cazzata”

(brusio, risolini)

…a demolire l’impianto del ragionamento gazzettesco. No, noi dobbiamo motivare. Adesso a turno diciamo un giocatore che è meglio di Buffon. Un giocatore che è meglio di Buffon oggettivamente. Per esempio, lei.

(ripiegando “Sport & Scommesse”) “Ero distratto. Può ripetere?”

“Non puoi mancare di rispetto al professore!”

“Zitta, troia!”

(forte brusio, insulti, sedie che si spostano)

Esca.

(rumore di passi)

Venga qui. (sottovoce) Va per caso alla Snai?

(sottovoce) “Ovvio”

(sottovoce) Volevo giocare la finale di Coppa Italia delle isole Faroer.

(sottovoce) “Intende la finale di Coppa Faroer”

(sottovoce). Sì, semplificazione corretta. Ecco 5 euro. Mi giochi un combo con “primo tempo no goal” e “partita sospesa per vento”.

(sottovoce) “Ok, arrivederci”.

Dunque, dicevamo?

(maschio in prima fila) “Va bene, inizio io. Io dico Zoff. Buffon non è nemmeno il primo dei portieri, come minimo è il secondo”.

Molto bene. Altri?

(femmina nel mezzo) “Beh, io  gli metterei davanti anche i Palloni d’oro, no?”

Tesi interessante. Quindi?

“Rivera e Roberto Baggio tutta la vita. Paolo Rossi vabbe’, potremmo parlarne, però è simpatico, e fateli voi sei gol in un Mondiale. Poi c’è quel tamarro di Cannavaro”

(voce maschile poco distante) “Posso spezzare una lancia a favore di Gigi Buffon?”

Sì, ma faccia in fretta.

“Il Pallone d’Oro a Cannavaro è un po’ anche di Buffon”

Sì, anche di Zaccardo se è per quello. Rimaniamo ai fatti, vi prego. Altri?

(voce maschile dalle prime file): “No, volevo ricordare che c’è gente che di Mondiali ne ha vinti due. Minimo ci metterei Meazza. Ma minimo, eh?”

(altra voce maschile, masticando chewingum) “No, dico, e quel tizio che ha segnato centomila gol e gli hanno intitolato una fermata della metro?”

Intende Silvio Piola?

“Sì, bravo”

(voce femminile dal fondo) “Ehi, rispetta il signor professore. È mica tuo fratello”

“Taci, illusa”

“Argh! Come ti permetti?”

(forte brusio, tentativo di aggressione)

Vi prego. Altri?

(tizio con la sciarpa rossonera) “Su Sportweek stesso si dice che il giocatore italiano con più titoli è Paolo Maldini. No, dico. Se posso, ci aggiungerei Franco Baresi”

(tizio con la sciarpa nerazzurra) “Cerco di trattenermi, professore. Mi limito alla Grande Inter e ai Mondiali del Messico. Facchetti. Ci aggiungo Mazzola, visto che il collega ha aggiunto Franco Baresi”.

(tizio con la sciarpa bianconera) “Io…”

(ululati, insulti, lancio di oggetti)

“Ehi, un po’ di fair play!”

(rumori, tentativi di linciaggio, intemperanze verbali)

“Boniperti e… argh!”

Lasciatelo stare, vi prego. Altri?

(tizio con la sciarpa granata) “A quelli del Grande Torino, mi consenta, Buffon manco gli lucidava le scarpe. Dico Valentino Mazzola, come minimo. E se posso continuare nel filone non-mainstream…”

Prego.

“… Ci metto anche Totti e ovviamente Gigi Riva, che il Lesster gli fa un baffo”

(voce maschile dal fondo) “Lei-ce-ster”

“Lesster, gnuránt!”

(forte brusio, accenno di rissa)

Va bene, sta per finire l’ora. Qualcuno ha tenuto il conto?

(voce maschile dal fondo) “Quindici”.

Bene. Buffon è il sedicesimo giocatore italiano della storia. Arrivederci.

(voce femminile dal fondo) “Professore, la sua brutalità è il valore aggiunto della mia vita”

(vola un reggiseno)

No, scusi, ma lei quanti reggipetti ha?

“(sospiro) Oggi c’erano i saldi da Tezenis”

Arrivederci.

(voce maschile) “Professore, è finito il campionato: è contento?”

Sono sempre contento quando finisce il campionato.

(voce femminile dal fondo, sospirando) “E’ il segno del tempo che passa”

(voce maschile di fianco) “Che passa invano”

(accenno di rissa, subito sedato)

buffon2

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