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Maggio 2010-maggio 2020: quanti ricordi, non basterebbe un libro (st. 1, ep. 20)

(ma no dai, in realtà uno basta)

Stagione 1, episodio 20

(città del nord capoluogo di provincia, Fase 2, interno notte, giornata estiva, la zanzare si dispongono sulla pit lane)

(continua)

Hai altre storie romantiche, carrambate, incontri a sorpresa, unioni civili, imprese sovrumane?

No. Ma non capisco come fai a essere così cinico in questi momenti (sospiro). Ti racconto di un amore nerazzurro e tu…

Va bene. 20 maggio. 20 maggio 2010.

L’istituto privato “J. Craig Venture Institute” ha annunciato di aver creato la prima cellula sintetica capace di vivere e di riprodursi.

Puoi per cortesia non guardare la fottuta Wikipedia ogni volta che ti propongo una cazzo di data?

Scusa.

Scommetto, peraltro, che il 20 maggio 2010 dedicasti la giornata al commento di questa notizia di importante valenza scientifica.

Il 20 gennaio 2010 cercavo disperatamente una maglia dell’Inter – la maglia di Milito, in particolare – da portarmi a Madrid. Dalla finestra dell’ufficio in cui presto quotidianamente la mia opera regolarmente retribuito…

Dove lavori, cioè.

Ok, sì. Dalla finestra dell’ufficio dove lavoro io vedevo – c’è ancora ma è chiuso, e questo mi fa pensare al tempo che passa – un chiosco che vendeva bandiere, magliette e gadget vari. Era tutto il mese che stormiva di cose nerazzurre, traboccava di Inter, una gioia per gli occhi e per il cuore. Quel giorno lì, era un giovedì, mi dico: cià, scendo e compro una bella maglia tarocca da sfoggiare al Bernabeu.

E quindi?

Mi affaccio e vedo che è chiuso.

Come chiuso?

Chiuso. Di giovedì? Boh. Noto, appeso alla porta d’entrata, un foglio A4 che sventola. Scendo a leggerlo.

Cosa c’era scritto?

“Merce Inter esaurita in tutta Italia. Vado a Como a cercarla”.

Cos’hai pensato?

Ho tirato giù alcuni santi, intanto. Poi ho pensato a come facesse a sapere che la merce Inter era esaurita in tutta Italia, tutta Italia, capisci? Poi ho pensato: ma che cazzo ci sarà a Como? Che luogo paradisiaco ci sarà mai, laggiù, pieno di cose nerazzurre stoccate e in attesa di essere distribuite a gente speranzosa come me?

Vabbe’, e quindi?

Quindi era giovedì, la finale era sabato e io ero senza maglia.

Vuoi spoilerarmi il finale o te lo giochi nei prossimi giorni?

Me lo giuoco nei prossimi giorni, gringo.

E l’Inter?

L’Inter era arrivata la notte prima a Madrid. Il 20 maggio 2010 alle 17 si allenava nel centro sportivo Valdebebas di proprietà del Real Madrid, a porte chiuse.

Beh, gentili.

Chi, il Madrid? Gentili un cazzo. Ci stavano fottendo l’allenatore.

E tu?

Io aspettavo la mail di Jakala. Era il 20 maggio e non sapevo ancora l’ora dell’aereo del 22. Non si giuoca così con i sentimenti.

La pianti di dire “giuoca”?

Dio mio, che spaccacoglioni.

(20 – continua)

COMUNICAZIONI DELL’AUTORE. La rubrica “Foto dei lettori che mostrano al mondo il prezioso volumetto e arrivano copiose in redazione (cioè alla mia mail)” mi sta sfuggendo di mano. Questa è stata scattata al Bernabeu. Maddai, pazzesco, mi sono detto. Quello a sinistra, F., che mi ha scritto, precisa: “Al Bernabeu il 22 maggio 2010!”. E io: maddai, grandi! Poi ho cominciato a nutrire dubbi sulla veridicità dell’immagine (che ora, tra l’altro, può costituire un precedente e apre scenari e prospettive inquietanti per questa rubrica). F., che con gli altri due impostori R. e L. era al Bernabeu più o meno nello stesso posto dove io ho assistito al secondo tempo (forse ero un pelo più in basso), mi rivela che come me è anche un reduce del 5 maggio 2002 e che, comunque, il libro lo hanno ordinato davvero. A questo proposito, mi ha allegato ricevuta, Cud 2019 e tessera dell’Inter club San Vittore. Sicuramente ne hanno comprata una copia e se la passeranno tra di loro, e forse poi venderanno le fotocopie all’autogrill di Lainate. Se volete anche voi partecipare a questa simpatica iniziativa, mandate la vostra foto a r.torti@gmail.com e tutta una filiera in crisi per questa merda di virus cinese vi ringrazierà. Ok, ora le info di servizio. Nella sua versione cartacea il libro è presente in libreria a Pavia e Voghera, le due città più importanti del mio piccolo mondo, ed è in vendita on line su Ibs.it e ora anche su Libreria Universitaria, LaFeltrinelli e Unilibro. Poi c’è la versione eBook che è disponibile tipo su Ibs, Amazon, Mondadori Store, Kobo, Libreria Universitaria, Librerie.Coop, Hoepli, Il Libraccio, LaFeltrinelli, Rizzoli e siti del genere o, se volete acquistare in lingua inglese, nientemeno che su Barnes&Noble, se volete acquistare in lingua spagnola BajaLibros.com e se volete acquistare in lingua portoghese Fnac.pt (cioè, se mi arriva un ordine da Setubal muoio felice). Infine, se proprio non ce la fate (e io vi capisco, anzi, vi ammiro per la vostra resistenza: ma lasciatevi andare, vivaddio!, si vive una volta sola) potete scrivere direttamente all’editore, giorgio.macellari@alice.it , e ricevere soddisfazione: nel senso che Giorgio vi spiega la rava e la fava e il libro cartaceo ve lo spedisce anche in un batter d’occhio (dietro pagamento, immagino. Ma non sono affari miei, io scrivo e basta, tutto il resto è noia).

(“Ehi, come va il libro?” Boh, non se lo incula nessuno)

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6 commenti

  1. Che forti quei tre col fotomontaggio del libro (che pazientemente ancora aspetto..).
    Volevo poi dire a Giorgio che trovo fichissima l’idea de l’ equipment de table dei crucchi, dai, vuoi mettere? Troppo simpatico tovagliare di Inter un bar di una piazza europea

  2. Sì, ok, per la prima volta ho deciso di leggere un libro in forma insolita.

    In questo caso si tratta del libro “Il triplete è merito mio” del nostro amico Roberto Torti.

    La frenesia e l’emozione di rivivere quel giorno indimenticabile era lì che mi attanagliava, tant’è che preso da una insana follia, ho aperto il libro ed ho cominciato a leggere a partire subito dalla pagina 158 e fino alla 174.

    Bene, adesso parto dalla copertina (giuro!).

  3. Lo attendo con trepidazione…..

  4. Dalla Gazzetta :

    “Il Meazza non presenta interesse culturale”: può essere abbattuto, assist per il nuovo stadio

    Senza polemica, serenamente, c’è qualcuno per farore che mi aggiorna sul concetto di CULTURA?

    Nel caso di San Siro, e ribadisco SAN SIRO, forse si intende l’architettura, il manufatto?