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Maggio 2010-maggio 2020: quanti ricordi, non basterebbe un libro (st. 1, ep. 16)

| 16 commenti

(ma no dai, in realtà uno basta)

Stagione 1, episodio 16

(città del nord capoluogo di provincia, Fase 2, splende il sole, le nutrie si crogiolano nei fossi)

(continua)

Beh, quindi parliamo del 16 maggio 2010.

Parliamone, altrochè.

Tipo: come ti sentivi?

Alla vigilia, sereno. In fondo andavamo a giocare la partita-scudetto sul campo di una squadra già retrocessa. Di tutte le partite di quel maggio, come dire, sembrava la più facile.

Ricordiamole, le partite.

Nel maggio 2010 giocammo cinque partite (Lazio, Roma, Chievo, Siena, Bayern), di cui solo una a San Siro. Avevamo vinto la Coppa Italia sul campo della Roma avvelenata, dovevamo ancora andare a Madrid a giocarci la Storia. Quindi Siena sembrava giusto una tappa. Questo, alla vigilia.

Poi?

Poi passai un giorno d’inferno. Sentivo salire la tensione e mi chiedevo: se sono teso io che non ho un cazzo da fare se non accendere la tv, quanto saranno tesi loro? Col passare delle ore mi si palesavano scenari sempre più angosciosi. Tipo chessò, che Milito faceva autogol con un passaggio indietro di 80 metri mentre Julio Cesar era andato un attimo in bagno.

Dove l’hai vista?

Il primo tempo a casa, il secondo al giornale. La cosa, scaramanticamente, mi tranquillizzò. Anche la partita scudetto di Siena del 2007, doppietta di Materazzi, e sempre la Roma al secondo posto, la vidi al giornale. Che sfiga.

In che senso?

Ma no, io a quei tempi la domenica non lavoravo mai. Il mio giornale non usciva il lunedì. Quindi la domenica ero sempre a casa, sempre. Ma quel giorno, cazzo!, lavoravo.

E perchè mai, amico mio?

C’era il Papa in visita a Pavia. Si può? Il Papa. Edizione straordinaria, ovvio. L’Inter gioca una partita scudetto dopo 18 anni e io, che non lavoro mai di domenica, proprio quella domenica lì lavoro. L’ho presa come una penitenza. Per aspera ad astra.

E tre anni dopo?

Nel frattempo l’editore decide che il giornale, dopo quasi 140 anni di storia, deve uscire anche il lunedì. Quindi dal 2009 lavoriamo normalmente anche la domenica. E quindi il 16 maggio 2010, come il 22 aprile 2007, sono al giornale. Scaramanticamente, dicevo, mi sento meglio.

E “normalmente”?

Non sto nella pelle. Abbiamo preso un paio di rischi atroci, di cui uno a partita appena iniziata. Poi abbiamo avuto dieci palle gol. Niente, non entra mai. Curci le prende tutte, qualcosa sbagliamo noi, Supermario prende una traversa in rovesciata che urla vendetta.

Poi arrivi al giornale, inizia il secondo tempo…

… e la palla non entra lo stesso. Fino a quando la decidono due argentini. Combinazione Milito-Zanetti-Milito, una ruba fulminea, un micro-arrembaggio. Tic-tac. Gol.

Gol?

No. In effetti: gaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

E poi?

Ho aspettato la fine, in piedi, davanti al televisore. Io ho tirato un sospirone e bòn, ho iniziato a lavorare. A Siena, in campo, invece piangevano tutti. Era un’altra fetta di tensione – la tensione di mesi – che si poteva liberare, finalmente.

Era il compleanno di Moratti.

Gli voglio molto bene. Sono stato contento più per lui che per me, in quei giorni meravigliosi.

E il libro, scusa?

Questo guasto nell’algoritmo di Ibs.it mi sta dando grandi soddisfazioni.

E quindi?

Boh, niente, me la tiro. Aspetto che mi chiamino dal premio Strega. E io risponderò: no, mi spiace, la sera non voglio rotture di coglioni.

(16 – continua)

COMUNICAZIONI DELL’AUTORE. Le foto dei lettori che mostrano al mondo il prezioso volumetto arrivano copiose. Questa proviene dalla zona costiera della Toscana più toscaneggiante (non voglio identificare troppo la persona: diciamo che alla città in questione non sta particolarmente simpatica Pisa) ed è assolutamente a tema, visto che oggi di ricordi toscani si parla. L’amico G. – interista intellettuale alto di gamma – si nasconde dietro il capitolo dedicato a Chelsea-Inter, scelta casuale ma molto evocativa. Se volete anche voi partecipare a questa simpatica iniziativa, mandate la vostra foto a r.torti@gmail.com e tutta una filiera in crisi per questa merda di virus cinese vi ringrazierà. Ok, ora le info di servizio. Nella sua versione cartacea il libro è presente in libreria a Pavia e Voghera, le due città più importanti del mio piccolo mondo, ed è in vendita on line su Ibs.it e ora anche su Libreria Universitaria. Poi c’è la versione eBook che è disponibile tipo su Ibs, Amazon, Mondadori Store, Kobo, Libreria Universitaria, Librerie.Coop, Hoepli, Il Libraccio, Rizzoli e siti del genere o, se volete acquistare in lingua inglese, nientemeno che su Barnes&Noble, se volete acquistare in lingua spagnola BajaLibros.com e se volete acquistare in lingua portoghese Fnac.pt (cioè, se mi arriva un ordine da Setubal muoio felice). Infine, se proprio non ce la fate (e io vi capisco, anzi, vi ammiro per la vostra resistenza: ma lasciatevi andare, vivaddio!) potete scrivere direttamente all’editore, all’indirizzo mail giorgio.macellari@alice.it , e ricevere soddisfazione: nel senso che Giorgio vi spiega la rava e la fava e il libro cartaceo ve lo spedisce anche (dietro pagamento, immagino. Ma non sono affari miei, io scrivo e basta, tutto il resto è noia).

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16 commenti

  1. Ho anche letto.

  2. Grazie. Grazie. Grazie. Davvero.

    “interista intellettuale alto di gamma”, però…è un ritratto TROOOOOOPPO lusinghiero… Non sum dignus…
    Quasi-quasi compro altre copie, come umile segno di ringraziamento…

    p.s. : ricordo ( a me stesso, perché sono CERTO che sia indelebilmente scolpito nella memoria collettiva ) che papa Ratzinger fu però citato anche nel 2008. Rammento ancora la sorpresa bellissima e divertita che provai nel vedere srotolare – a fine partita – lo striscione “Benedetto sedicesimo” 🙂

  3. ci sonooooooooooooooooo:-)))))

  4. In quel 16 Maggio 2010 mi trovavo a Canelli per acquistare del buon vino in una cantina cooperativa vecchio stampo.

    Al fischio finale telefonai a mia figlia, a casa, dicendole di scrivere, su foglio formato A3, “E 2” ( E 1 l’avevo già scritto per la coppa Italia).

    Questo perché, il mio dirimpettaio di allora, era un gobbo senza vergogna.

    Credo possiate ben immaginare la faccia di quel gobbo quando scrissi “E 3” al fischio finale di Madrid.

    Godo ancora adesso.

  5. Piacere di averti intra-visto carissimo Giorgio, e a te, Grigio 47, complimenti per il fegato, hai letto l’art. mettendo a rischio il Primo posto il giorno del XVIII anniversario..
    Buon compleanno a Massimo Moratti,
    sarà per sempre il nostro mega presidente!!
    Infine una domanda a chi ha già ottenuto il libro del Sig. Torti 😉
    Su che sito lo avete ordinato?
    A me tocca aspettarlo 3 settimane si IBS :-/////

    • Ohilà, Lothar ! Oggi scriverei “ohilà” a ripetizione, dopo la foto sul blog che – come ho scritto a Settore – rappresenta un po’ un triplete personale 🙂
      Io il libro l’ho avuto per posta, pagando un piccolo supplemento per le spese di spedizione. L’onestissimo ( e con quel nome di battesimo…mi fidavo a prescindere 🙂 ) Giorgio Macellari, al quale avevo scritto in e-mail, mi ha cortesemente e prontamente risposto, ho effettuato un bonifico e…in 4 giorni l’ho avuto.
      Considera che ho persino avuto il fortunato privilegio di vedermi spedire la ricevuta n. 22. No, dico…22, come il 22 Maggio 🙂

  6. Anche io in nervosa attesa ( libro acquistato su Amazon, 1 cent meno in Brianza fa differenza 🙂 ). Oggi sarà sempre un grande giorno.

  7. Ohilà Giorgio carissimo,
    avevo davvero pensato di fare come te ,
    ma per non voler fare troppo l’acrobarico ho alla fine preferito il primo canale suggerito dal padrone del vapore,
    mannaggia a me!!!!
    Ho avuto davvero tutti i torti (fuorché quello con la t maiuscola..),
    pazienza, mi godrò intanto le vostre di foto, buon anniversario a tutti

  8. Ma solo a me Giorgio non ha risposto?..ho gyardato anche in spam.. adesso attivo un IP a Setubal e lo faccio cadere dalla sedia:-)

    • 🙂
      No, aspetta… Provato dalle maratone ( e ancor più dal comportamento LIEVEMENTE incostante della Beneamata per tutta la sua storia )… se poi ci rimane secco…restiamo tutti orfani.
      Lascia perdere. Scrivigli di nuovo ( da notare la levità con cui ho digitato “scrivigli”, nonostante la poca eufonia della obbligata doppia consonante finale…Miiiihhhh ! Dovrei smetterla con tutte queste minchiate da pseudo-letterato…! ), va’.
      Con me è stato di una gentilezza che non credevo… Cioè : un giornalista-scrittore, idolo dei social…che risponde con celerità e cortesia ad un anonimo che fa impazzire i pirlometri quando ci passa vicino… Non me lo sarei aspettato.

  9. Il 16 maggio 2010 ero a Palermo ed era il giorno della prima comunione di mio nipote: interista in erba, allora, ma giusto quel pomeriggio emotivamente impegnato con il padre nel supportare il Palermo, che inseguiva la qualificazione in Europa.
    Così, alle 14.30, mentre il resto dei convitati accendeva la tv sul canale sky dedicato alla partita dei rosanero, sgattaiolai via per andare a vedere Siena-Inter dal mio fratello di fede Cipe64.
    La tensione era al massimo: anch’io temevo la buccia di banana, tanto più perché, dopo la partita, avevo anche un appuntamento telefonico con quelli di RadioDue, che volevano intervistarmi in quanto autore dell’appena apparso Interismo-leninismo.
    Durante l’intervallo, uscii sul balcone di casa di Cipe64 per fumare una sigaretta. La Roma era avanti 2-0 sul Chievo e di un punto in classifica; noi al palo, anzi alla traversa di Balotelli. Mi dissi e dissi al dio del pallone (ma secondo Brera trattasi di una dea: Eupalla, e Brera di pallone ne capiva) che non poteva finire così.
    Rientrai e dopo 12′ dal fischio d’inizio del secondo tempo, Milito illuminò quel pomeriggio palermitano assai più del sole che pure splendeva caldo e forte.
    Esultammo con Cipe64, attendemmo trepidanti il fischio finale, brindammo e quindi mi precipitai a casa, per l’intervista più goduriosa che abbia mai rilasciato in vita mia. Poi indossai la maglia nerazzurra col numero 3 e tornai trionfante a casa di mia sorella, dove mi abbracciai coi miei nipoti più grandetti (uno l’interista in erba e fresco di comunione, l’altra, la sorella più grande, che già allora era simpatizzante nerazzurra) e vidi la più piccina, tre anni appena, che sorrideva raggiante di fronte allo zio con la maglia nerazzurra.
    Dieci anni dopo, nonostante la madre juventina, sono tutti e tre interisti di ferro. Ci può essere un triplete più bello?

  10. Che bellissima storia, grazie Interista-leninista, tra l’altro conosco Cipe 64 (soltanto di lettura, un grande supporter!).
    Buona Domenica e Fase Due a tutti

    • Grazie a te, fratello Lothar, e buona domenica e fase due anche da parte mia!
      Arrivederci un giorno a San Siro e, naturalmente, forza Inter!

  11. Buongiorno.
    Anche io ho appena ordinato il libro e IBS, gentilmente, mi dice che…….prima o poi arriverà!

    Pazienza. Tanto, in questo periodo, aspettare qualcosa è diventata un’abitudine.

    A M A L A

  12. Interista-leninista?

    Ed io che ero convinto esistessero solo “Interisti Stalinisti”!

    Buona fase 2 a tutti.

    AMALA….anche se non gioca!

    • Gli stalinisti, storicamente, vengono sempre dopo i leninisti, caro neroazzurro-rosso! 😉

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