Settore Inter blog

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Like a pijama (l’ha detto lui)

Quando, all’interno dell’aeroporto in cui vagavo da ore, ho visto il football corner (per i poco pratici con l’inglese, la traduzione non è calcio d’angolo del calcio ma luogo dove vendono magliette di squadre di calcio a prezzi da cravattaro), mi sono travestito da turista e sono entrato. Come un rabdomante, mi sono diretto in automatico verso il punto dove le magliette erano più scure (un tuffo dove il mare è più blu) e, con le farfalle nello stomaco, l’ho vista. Ho osservato un attimo di raccoglimento, poi ho praticato trenta secondi di training autogeno (“ce la posso fare, ce la posso fare, ce la posso fare”) e ho iniziato a tendere la mano verso l’omino, l’ometto, la gruccia o come cazzo si chiama quel coso a cui si appendono i cosi, come si chiamano?, i vestiti, le giacche, le magliette, insomma, ci siamo capiti no? E che cazzo (il solo ricordare quei momenti mi rende nervoso).

Il tutto sotto gli occhi del tizio, il gestore del corner, un incrocio tra Luis Figo e Massimo Ceccherini. Diciamo 33,3% Figo e 66,6% Ceccherini. La conversazione si svolgerà completamente in inglese, particolare che la renderà più drammatica e sincera.

“May I…”

“Yes!”

mi fa lui, nella speranza di vendere una maglietta. Io la tiro fuori, la guardo, la giro, la rigiro. Luis Ceccherini mi guarda, sempre nella speranza di vendere la suddetta maglietta e ignaro del rimestamento gastrointestinale che la medesima ha immediatamente innestato nel mio già provato corpicino.

“It’s… it’s…”

“Inter Milan!”

mi fa lui, con l’indice destro già pronto a battere lo scontrino e la mano sinistra già intenta a cercare il Pos.

“…it’s… terrible!”

“Don’t you like it?”

mi fa lui, con la faccia di uno a cui una grandinata ha gibollato la macchina ritirata due giorni prima in concessionaria.

“I’m an Inter fan, you know… but… this shirt…”, dico io, trattenendo il pianto.

Luis Ceccherini mi guarda. Lo vedo interessato. Scende dal trespolo della cassa. Ha dimenticato il Pos e lo scontrino. Mi osserva. Ora sembra un etologo che ha appena visto un gatto pisciare come un cane, una cosa così. Una cosa interessante.

“A lot of people like it”, mi dice forse per farmi passare lo choc.

“I mean…” dico io, che aspettavo da anni di dire “I mean” a un venditore di magliette. “I mean… it’s a beautiful shirt…”

“Yes, absolutely”, dice Luis, che con la coda dell’occhio guarda dove ha lasciato il Pos.

“… but it’s a shirt for going to Carrefour, or going to have a walk with my girlfriend…”

(ormai stavi improvvisando, tipo Renzi)

(going to have a walk)

“…or going to the cinema, or…”

“Ah!”, dice Luis Ceccherini, sinceramente interessato al mio caso umano, agevolato dal fatto che ero il suo unico non-cliente, e anche per fermare la serie degli esempi che ero pronto a protrarre all’infinito. Riprendo, cambiando tono:

“But where are the stripes? Inter Milan: black and blue stripes, ok? So: where are the stripes?”

Mi rendo conto in quel momento che sto chiedendo a Luis Ceccherini cose che dovrei chiedere a Thohir, Ausilio, Fassone, Angelo Mario Moratti o a mister Nike. Ma Luis è sempre più interessato. Continuo, alla Renzi.

“You see?”

Sono lanciatissimo: afferro la maglia dello scorso anno e la mostro a Luis.

“You see? The shirt of last season. I didn’t like it, this blue is too dark…”

“I agree”, dice Luis, che sta valutando l’ipotesi di farmi entrare socio nel suo fottuto corner.

“…but these are stripes! These!”

“Yes”, dice Luis, incerto se chiamare la vigilanza. Forse per paura mi dice: “It is like a pijama, doesn’t it?”

“Yes, a pijama!” faccio io, reprimendo l’istinto di abbracciarlo e di offrirgli una birra nell’attiguo beer corner.

Luis, usando parole che non comprendo appieno, torna in sè e mi dice che la tendenza di quest’anno sono queste righine del cazzo, verticali, orizzontali (mi mostra la maglia del Chelsea), diagonali, eccentriche, concentriche, disambigue, irregolari, fantasy e vaffanculo.

“May I take a foto?”

“Yes”, mi dice un Luis deluso e affranto. Il Pos ci osserva, inattivo.

“Thank you, viva Inter, Juve merda”, gli dico congedandomi.

Per farmi andare giù questa merda di maglia servirà l’Idraulico liquido, o uno scudetto. Astenersi perditempo.

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45 commenti

  1. Primo????

    Minchia proprio adessoche il Brasile prende 7 gol in casa e la maglia della squadra che ho sempre amato da quando ho coscienza di esistere non è più la stessa.

    Dov’è finito il calcio?

  2. sei stato troppo tenero con questa maglia, roberto.

    madonna che schifo.

  3. a me interessa di più la qualità dei soggetti che la indosseranno, quella maglia…

  4. probabilmente la venderanno ma sono straconvinto che pochi bambini diventeranno tifosi dell’inter a causa di questa maglia. non è riconoscibile. l’azzurro non si vede bene

  5. a parte che non ci ho capito un tubo dei dialoghi forse sono il primo per mancanza di avversari.

    riguardo alla maglia state mettendo giu un casino che meta basta ma ha fruttato un nuovo divertente, presumo, post di Settore per cui va bene cosi per quelli che lo potranno capire senza l interprete.

    da parte mia posso dire, allo stesso modo del barista di quell albergo a ore, non le vedo piu nemmeno con gli occhiali, tanto ci sono abituato a vederle diverse da quando le leggi del marketing sono diventate piu importanti della mia squadra.

    per cui non me ne frega un tubo, l importante che non abbinino il nero con il bianco o il rosso, altrimenti li bombardo.

  6. FA CAGARE !!!!

    E con questo augurante primo ingresso nel blog di Settore dopo qualche secolo di attesa,ben ritrovati a tutti.

    • Intervincit

      ho reclamato la tua presenza proprio oggi in risposta a Jair nel post precedente

      mi hai sentito punto di domanda che non so come fare uscire con questa tastiera non mia…

      ad ogni modo bentornato

      era ora….

  7. “Like a pijama”: mi sto ancora pisciando sotto dalle risate!

    P.S.: Thoir vattene, non abbiamo bisogno dei …miliardari con le pezze al culo!!!

  8. Ora anche la maglia, la prima maglia, son riusciti a farci detestare.
    Ad ogni modo è vero. Solo uno scudetto potrebbe farci mandar giù il boccone amaro della maglia molto nera e poco azzurra. E non considero il piagnarri.

  9. Ho visto la “nostra” maglia indossata nella corsa dei tori di Pamplona, sugli spalti della semifinale Argentina-Olanda (gli argentini sono un pò interisti e viceversa), sul Kronplatz (maglia molto larga per stare sopra la giacca a vento… per la cronaca era il 7 di Van Der Meyde) indossata da un soccorritore di padre e figlio usciti dopo 40 anni dalla jungla del Vietnam, etc.etc.

    Ma voi li vedreste i ragazzini del Ciapas mascherati col fazzoletto con la nuova maglia da fighetto? http://www.inter.it/it/news/65455

    La maglia sembra una cazzata, ma in fondo è, come direbbe Strama, “Tanta roba”.

  10. Bentornato a Intervincit! Corso, anche secondo me prima o poi tornano tutti a casina appena inizia il campionato. In quanto alla maglia, è sicuramente un po’ fighetta, mi pare una roba da golf club o da gita rotariana sul lago. Fosse per me tornerei alle strisce nerazzurre grosse e grezze dei settanta, una rivendicazione di appartenenza, inequivocabile. ‘Sta cosa modaiola e fru fru mi sa di incontinenza stilistica.

  11. una maglia di merda è una maglia di merda è una maglia di merda, e diciamolo

  12. COncordo con tutto il cucuzzaro, è una maglia di MERDA, peccato che anche gli ominidi che la indosseranno il venerdì, Sabato, Domenica, Lunedì e Giovedì non saranno a meno.
    PovraInter, Giuve MERDA per antonomasia.

  13. L’Inter veste, da sempre, i colori del cielo e della notte. Questa maglia fa cagare, non è la maglia dell’Inter. Può essere la seconda, la terza, quella da allenamento ma non la prima maglia dell’Internazionale Football Club. Per chi la mena sul merchandising, il calcio inglese ecc. ecc., non me ne frega una beata cippa, non è la maglia dell’Inter. Qui ci stanno pigliando per il naso, se vogliamo chiamarlo naso.
    Forza Germania, come sempre, da sempre.

  14. Grazie Jairsinvolasullafascia e Corso ma non me ne ero accorto che era ripartito il blog di Settore,oggi casualmente su fb ho visto il faccione di Roberto con la maglia che fa abbastanza cagare ed eccomi qua.Un saluto a tutti e che la dea Eupalla ci sia propizia.Tanto per iniziare sappiate che non mi unirò al coro del Mazzarri vattene, ancora non ho letto tutti i post ma mi immagino che anche da ste parti ci sia qualche grossa cordata,con il tempo ne discuteremo spero pacificamente.

  15. Per questa stagione ho deciso di attirare karma positivo.
    Quindi dico che la maglia è perfetta e non ne abbiamo mai avuta una così bella.
    Abbiamo un allenatore che è un grande con a disposizione una rosa completa, di qualità ed eclettica.
    E quando le vittorie arriveranno a pioggia noi saremo ben vestiti.

  16. like a pijama?

    sogni d’oro fradei!

    basta che non restan sogni…

    basi & struchi

  17. http://www.laredoute.it/pigiama-a-righe-in-popeline/prod-324409716-515314.aspx?omniturecode=03twepdtit
    Non per fare la sofistica, ma che razza di pigiama avete? Normalmente i pigiama hanno righe uguali.

    Ciò detto, la polemica sulla maglia mi ha fatto riflettere e ho pensato che noi interisti, che a vario titolo abbiamo cercato un cambiamento nella gestione Moratti nel senso, anche, della modernizzazione, siamo poi i primi a non essere pronti a ciò che questo significa veramente. Ho una paura, che l’ inter non sia più nostra.
    Il problema della maglia é, per dirla alla moderna, questione di target. A chi deve piacere? Siamo consapevoli che noi, 7 milioni circa di tifosi italiani, conteremo una minchia rispetto alle decine di milioni di tifosi ( giá convertiti o da convertire ) indonesiani, cinesi, giapponesi , nord e sud americani, quelli che devono portare con tv, acquisti, appeal per gli sponsor, turismo quei 300 milioni che stanno tra noi è il fallimento. La Nike paga profumatamente, credete veramente abbia fatto scegliere la maglia aMoratti o a un focus group di Carugate? La Nike che ha appena tolta la sponsorizazione al Manchester ( al MANCHESTER) perché vende troppo poco. Avranno deciso che quel modello, andava bene per il mercato americano, o per quello giapponese…… Che sembra quella del baseball.
    Sono stata di recente al camp nou. Pieno di famigliole con annesse magliette di Messi. Non c’era uno spagnolo. Ma un caravanserraglio vomitato da Costa e Msc, storia italiana, ma proprietá statunitense. Se il progetto di Tohir va bene, é quello che ci aspetta. Noi, italiani, tifosi come me dal 1958, diventare marginali, se giá gli interisti cinesi sono 25 milioni! La scelta pare essere tra questo o diventare l’ Atalanta.
    Volevamo una nuova Inter in grado di competere con le squadre top. attento a ciò che desideri, potrebbe realizzarsi.

  18. Amici belli, ma è possibile che non va mai bene niente?! E “Mazzarri è scarso”, e “Ausilio è peggio di Branca”, e “Thohir c’ha le pezze al culo”, e ” ‘sti quattro scarsi che abbiamo non valgono niente”, e “la maglia fa schifo”, eccheccazzo vi è preso!?… Possibile che non ci sia niente di buono nell’Inter? Manco in un blog di giuvemilanisti uniti si trovano tanti insulti alla Beneamata… Un po’ di fiducia, su: ché poi arriva Chiappo a prenderci per il culo…

    • Nino va bene tutto ma quella non è la nostra maglia, ecchecazzo! Se in Cina o in Sailculochi vogliono la maglia gialla invece che nero-azzurra, chi se ne frega. L’Inter, da sempre, ha le righe nero-azzurre di misura uguale.

  19. Pagato caro affrontare un mondiale senza avere una squadra, un po’ come la nazionale italiana. Pagato la presunzione di credere di essere qualcosa che non si più da tempo. Pagato gli sgomberi forzati delle favelas, quasi come fosse naturale nascondere la polvere sotto il tappeto. Pagato caro l’arroganza e la maleducazione, di continuare a cantare l’inno senza musica. Quasi a voler intimorire ‘avversario.
    Sicuramente, anche se dovesse vincere l’Argentina, è la vittoria del calcio ragionato, studiato, pragmatico e non quello del 3-4-2- a cazzo solo perché si è “fantasia”.
    L’unica anomalia di questo mondiale ha pagato caro la sua presenza.

    • Ai brasiliani doveva apparire come una formalità, la coppa era già in bacheca a partire da quando glielo assegnarono.

      Ma il Mondiale è quasi sempre una questione di nervi e questi erano già sul lettino dello psicoanalista alla fine della partita col Cile, portata a casa ai rigori dopo la traversa all’ultimo minuto di Pinilla.

      Per stasera temo che molto dipenderà dallo stato fisico dell’Argentina, due turni ai supplementari probabilmente faranno la differenza.

      In quanto ai tedeschi, se non ci fossero Frau Blücher e la sua pruderie egemonica tiferei per loro, è un Paese che ho amato molto in passato, e non solo per via dei fantastici giocatori che ha dato all’Inter e per le affabili biondine degli ottanta che ho avuto il piacere di conoscere.

      Con il Brasile però mi è parsa la sublimazione delle reciproche arroganze.

      A me sembra che la Germania si stia via via trasformando in una nazione che fa del male agli altri con l’alibi nobile del rispetto delle regole, quasi per ferocia ideologica.

      In genere diffido di chi serba nel proprio dna una giustificazione di alto profilo per qualsiasi genere di sopraffazione, preferisco i farabutti dichiarati, quelli che non fanno mistero della propria natura perché sono prevedibili e da loro puoi difenderti.

      Senza voler attribuire al mondiale chissà quale valenza sociologica dunque, a denti stretti e senza troppe speranze, per stasera confido nella disastrata Argentina.

  20. refuso, sorry: “la coppa era già in bacheca da quando gliela assegnarono”

  21. jair sinvola sulla fascia
    luglio 13, 2014 a 10:10 am
    Bravissimo, quoto anche le virgole.

  22. io non quoto nulla

    io sono interista, se partecipo a una competizione rispetto le regole, se sbaglio pago, e sono stufo sia dei popoli interi che fanno passare per caratteri nazionali gli sbagli e i crimini dei loro governanti (“se berlusconi rappresenta l’itagliano medio metà del paese dovrebbe stare in galera?”) sia del romanticismo straccione da bohemien dei tropici, che da un lato contestano la Kirchner ma dall’altro rivogliono con slogan fascistoidi le stramaledette Falklands, che argentine non sono mai state e si guardano bene dal volerlo diventare, come messo nero su bianco in un referendum

    se nel 2014 dopo vent’anni di sogni di tolla venduti da uno, e le minchiate via internet dell’altro, stiamo ancora qua ad ammirare un Paese intero che cazzeggia di garra e orgullo per una cagata come il pallone, vuol dire che l’orchestrina del titanic s’è data al tango

  23. tagnin
    jair spiegava perchè non tifa per la germania e non perchè ( a denti stretti ) sta per l’argentina.
    Tutto è meglio di quegli strozzini ladri e guerrafondai che fanno i fenomeni grazie a tutto l’oro che hanno rubato all’europa durante la guerra.
    Dovevano dividrli in tre parti invece che in due, una alla francia una all’inghilterra e una alla russia, come era giusto dopo i casini che avevano combinato.
    Altrochè tango e falkland questi sono stati la rovina degli ultimi cento anni, hanno fatto più danni e morti della peste, e continuano a fare i prepotenti.
    Andassero affanculo loro e la loro squadra del cazzo.

  24. Strozzini? Quindi rispettare le regole significa essere strozzini? Penso che la nostra rovina non siano stati i tedeschi, che per altro abbiamo perculato due volte e non calcisticamente parlando, ma la nostra incapacità di essere consapevoli dei nostri mezzi. Sempre a cercare il pelatone di turno.

    • Certo che quasi sempre è colpa nostra.
      Questo però non ci esime dal buttare un occhio su quello che combinano i nostri virtuosi colleghi europei.
      Ogni tanto, quasi per sbaglio, potremmo accorgerci che non sono così migliori di noi, nonostante la retorica della casa comune.

      Alle volte il rispetto per le regole passa per le intenzioni pelose di chi quelle regole le ha scritte e fatte approvare.

      Niente luoghi comuni.

      Però. come ricorda Gianni, la Storia va risfogliata ogni tre per due, tanto per evitare fastidiose riproposizioni di scenari non troppo piacevoli.

  25. Il Mondiale l’ha deciso Mario Gotze.
    Classe 1992.

    Nei supplementari della finale di Coppa del Mondo, stop e tiro al volo sull’angolo opposto.

    La vera politica dei giovani è questa.

  26. Divertente questo Germania sì Germania no ma tutta questa aggressività, caro Tagnin, la dovresti destinare ai troll che ti sfottono, mica agli amici di percorso, interisti almeno quanto lo sei tu.

    Quando mai avrei intonato peana alla gloriosa storia politica dell’Albiceleste?

    L’Argentina antagonista poteva essere pure il Forlimpopoli e nell’occasione avrebbe avuto la mia preferenza.

    D’altra parte se oggi c’è qualcosa di veramente peronista in giro è proprio il populismo merkeliano. quello di chi ti mette le manette ai polsi, ti lancia nelle sabbie mobili e che poi ti rimprovera perché sei ancora lì a dibatterti nella fanghiglia.

    Ovviamente, come Gianni ha inteso benissimo, non ce l’ho con i tedeschi che vorrebbero viversi la loro vita in modo tranquillo, come tutti noi.

    Ma si potrà pure tifare per l’una o per l’altra in base a come ci girano le palle, no?

    Penso che tra le regolette di Santa Madre Teutone non vi sia ancora l’obbligo di sventolare la bandierina dei nuovi padroni e di festeggiare l’ennesimo Deutschland Uber Alles, come tanti piccoli Petain che sbavano per una cadrega nella Nuova Accademia Morale del Germanesimo egemone.

    Scherzi a parte, i ragazzini hanno meritato di vincerla ‘sta Coppa, onore a loro and so on.

    Ora però col premio partita qualche anima pietosa contribuisca ad integrare il guardaroba della frau.

    Che almeno cambi i tailleur salmonati visto che non riusciamo a farle cambiare idea sul concetto di collaborazione.

    • l’aggressività che ci vedi chiamala insofferenza alle scuse e ai clichè, dalla culona inchiavabile in giù è sempre colpa degli altri

  27. Di cielo ce n’è poco. C’è solo tanta notte. E forse è la giusta metafora per questo particolare momento storico della nostra squadra.

  28. Loro per cambiare le sorti di una partita si sono affidati a Mario Götze.
    Noi a Cassano.
    La differenza, in fondo, è tutta lì.

  29. Non va dimenticato che, in quanto a distintivi ‘caratteri nazionali’ (che pure contano, oltre alle singole malefatte dei governanti), la popolazione argentina è costitutita per buona metà da discendenti nostri, con tutte le conseguenze che ne derivano, positive e negative. E aggiungo, a corredo dell’infuocata disputa, che è proprio in Argentina, come tutti voi ben sapete, che trovarono rifugio molti criminali nazisti dopo la guerra. E furono ben custoditi e protetti.

  30. Ragazzi, il rispetto delle regole è la basa di ogni ordine sociale ed economico, senza dubbio.

    Il problema è quando queste però vengono dettate unilateralmente.
    Senza star qui ad intavolare dibattiti di politica economica, mi limito a dire che Stati UE avrebbero ceduto fette di sovranità alla CEE e non all’Anghelona.

    Ma si sa che periodicamente quelli hanno bisogno di mettere le mani sull’Europa, con un mezzo o con l’altro.

  31. La partita che ha deciso il mondiale a favore della Germania è stata Italia-Uruguay.

  32. Finale molto equilibrata, la germania ha giocato meglio, ma l’argentina ha messo 3 volte 1 uomo solo davanti alla porta (e in una di queste occasioni quell’uomo era messi…). Cmq vittoria meritata per quello che han fatto complessivamente vedere durante tutto il mondiale, è una squadra a trazione anteriore che gioca un buon calcio fatto si di possesso palla, ma anche di verticalizzazioni improvvise e con tanti giovani di talento che assicureranno ai tedeschi molte altre soddisfazioni nei prossimi anni.

  33. Giusto per capire, l’aver tifato Germania fa’ di me un antisemita?
    Perchè qui mi pare che siamo ben oltre le colpe dei padri che ricadono sui figli.

    • Fa di te uno che ha sperato nella vittoria del bel calcio.
      Va detto che ieri sera però l’Argentina si é giocata bene le sue carte.

      Personalmente è dal 2008 che sono sedotto dal loro gioco, e che aspettavo un loro successo. Inoltre è dal 2004 che ogni 2 anni ci vado, in posti sempre diversi, parlo il tedesco e spero un giorno di poterci vivere. Questo solo per sottoineare che chi non condivide una politica austera imperata su 27 paesi dai conservatori del Reichstag, non necessariamente deve diffidare dal popolo tedesco.

      D’altra parte se il trenza l’avesse insaccata ci saremmo ritrovati in casa un giocatore pienamente consacrato.inoltre da neroazzurro italiano mi sento certo più in empatia con loro che con i tedeschi.

      Motivi per cui alla fine ho simpatizzato per entrambe accettando di buongrado qualunque esito.

      Meglio tener fuori la politica dal calcio, almeno quando non è la stessa ad entrarci (chiedere ai BBgonzi).

  34. Ah, certo. L’ ho visto benissimo Klose, che ha fatto l’occhiolino alla Merkel… significava “Mercati internazionali, al mio segnale scatenate l’ inferno!”

    • “la crisi morde”, come diceva la salma della Santanchè, e a quanto pare anche Suarez non scherza

      comunque la difesa italiana era palesemente distratta dallo spread

  35. Argentina, perché i miei ragazzi erano lì (come ho tifato per Mateo. Naga, Guarin, Taider, Hernanes…)
    Per non leggere gli articoli tipo: mondiali, più nero che azzurro, (che per altro non sono d’accordo, ad esempio per me Taider ha fatto discretamente in una buona Algeria)
    Perché mi è simpatico Palacio. Perché volevo entrasse quel cavolo di pallonetto.
    Perché oggi gli juventini gongolano per il gol mangiato con tutte le p.i. manco avessero vinto la champion.
    Perché, secondo me, quello di Neur su Higuain era rigore (in solidarietà con i furiosissimi napoletani) ed espulsione e quindi Rizzoli ha deciso chi vinceva.

  36. Certi italiani riescono ad essere più ridicoli degli argentini nei loro piagnistei per conto terzi.
    Così si blatera di un rigore che non avrebbero assegnato nemmeno alla juventus, e non una parola sull’intervento assai più dubbio subito da Müller affondato nell’area sudamericana.
    “Rizzoli ha deciso chi vinceva”, sì come, no! Se solo si fosse applicato il regolamento gli argentini finivano la partita in non più di 9.