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Il Triplete è (anche) merito mio / 6

di GORNI

Non vi snocciolerò tabellini, quelli li trovate in qualsiasi archivio. Vi voglio invece raccontare le emozioni e le sensazioni vissute in quei giorni da me e dai miei amici interisti con i quali le ho condivise.

Per rivivere bene lo stato d’animo bisogna tornare al pareggio di campionato a Firenze, dove per la prima volta dopo anni nella fase finale del campionato abbiamo perso la testa della classifica. La Roma ci aveva superato e ci siamo trovati a non essere più padroni del nostro destino. Roma-Sampdoria diventa l’ultima spiaggia per la via dello scudetto. Accade quello che speravamo. La Roma viaggia in riserva, va in vantaggio ma poi perde. Pazzini, che avevamo insultato in Inter-Doria per il suo atteggiamento in campo, diventa il nuovo eroe per gli interisti. Siamo di nuovo primi in classifica e da lì in poi le vinceremo tutte.

La partita-scudetto io e Cristi la vediamo in TV a casa mia (ribattezzata da Stefano la casa degli Spiriti, perchè sostiene porti sfiga). Stefano la vede a casa sua e anche Andrea. E’ un continuo contatto telefonico per commentare azioni, rischi, occasioni mancate. Finalmente arriva lo squillo di Milito e con esso il 18mo scudetto! La stagione però non finisce lì e, contrariamente agli ultimi anni, decidiamo per un festeggiamento più sobrio a casa mia (Costa di Mezzate, Bergamo) invece di recarci al Duomo. Ci manca l’ultimo obbiettivo, il più importante. E qui parte la caccia al biglietto, perchè sia chiaro: noi vogliamo esserci a Madrid.

Io attivo tutti i miei canali possibili, mentre quelli di Max e Andrea si rivelano un bluff. L’ultima chance è data dall’Inter Club di Fara d’Adda al quale siamo iscritti: grazie alla perseveranza di Stefano (chissà quanto avrà rotto i coglioni al responsabile) si apre una possibilità e accade l’insperabile. Riusciamo ad ottenere 3 pacchetti (volo + aereo) per 720 euro cadauno che ci prendiamo io, Stefano e Cristi, visto che Andrea e Max seguono ancora la strada a fondo chiuso… Ma a 3 giorni dalla partenza Andrea ottiene una dritta da padre Roberto (ex cappellano dell’Inter) che gli fornisce il numero di telefono della Jakala perché ci sono ancora pacchetti in vendita. Andrea chiama e, miracolo!, ottiene 2 pacchetti da 800 euro (volo + biglietto in una posizione migliore della nostra).

Io, Cristi e Stefano partiamo alle 3 di mattina del sabato, Andrea e Max alle 11,30. Durante il viaggio mi becco una congestione e rischio più volte lo svenimento. Fortunatamente appena atterrati tutto sparisce e riprendo le mie energie. Praticamente alle 5 di mattina siamo giù fuori dallo stadio Bernabeu, è ancora buio e non ci hanno dato ancora i biglietti. Allora andiamo all’Inter Fan e sostiamo un po’ lì in attesa che sorga il sole e cominci a svegliarsi la città. Madrid è una città bellissima e imponente. La rete del metrò è comodissima per spostarsi in città. Per le strade vediamo tanti tifosi. I colori nerazzurri e biancorossi si mischiano e per le strade regna un clima di simpatia, amicizia e cameratismo.

Decidiamo di andare al Parque del Retiro. Lì è stata allestita una zona apposta per la Champions dove vendono gadget, è allestito un museo della Champions e soprattutto espongono la Coppa originale per poterci fare una foto. Arriviamo proprio nel momento in cui stanno portando in un baule la coppa. Ci dicono di aspettare perchè verrà esposta a minuti. La vediamo: è lì e speriamo che la sera venga sollevata dal capitano! Ma intanto ci mettiamo in posa e la prendiamo noi per le orecchie: che sensazione!

Poi prendiamo il metrò e andiamo alla Fan Zone per ritirare – non senza qualche altra peripezia – gli agognati biglietti! A questo punto prendiamo un taxi (Cristi ci teneva…) e andiamo a Plaza Mayor. Il centro è pieno di tifosi, la piazza è bellissima. Sentiamo telefonicamente Andrea e Max. Il volo tarda e li troveremo intorno alle 16,30 nella Fan Zone. Intanto verso Porta del Sol e cerchiamo un ristorante per mangiare. Dopo averne scartati un bel po’, ci siamo ridotti a fermarci al primo che troviamo. Mangiamo da cani. Addirittura Cristi e Stefano si sono beccati una paella con gli spaghetti, e una Sangria obbrobriosa.

Più tardi, in zona stadio, finalmente contattiamo Andrea e Max che sono arrivati allo stadio. Ci incontriamo a un bar di una traversa. Panini e birre e foto ricordo per i posteri! Aspettiamo che il grosso (non sono io…) entri allo stadio e verso le 18,30 facciamo ingresso nel Bernabeu che potrebbe diventare il nostro tempio oppure la nostra tomba…

Lo stadio è ancora semivuoto ma si va riempiendo velocemente. Siamo piazzato al terzo (o quarto??) anello ma la visuale è buona. Rispetto a S. Siro gli spalti sono più verticali, comunque è comodo. Bagni puliti, accesso alle rampe con scala mobile, bar che servono panini e birra a volontà. Ogni spicchio di curva ha i suoi capotifo.

Parte l’inno dell’Inter, che tutta la curva la canta a squarciagola, da pelle d’oca. Poi proiettano le immagini della Coppa dei Campioni del 1965 con Angelo Moratti che alza il trofeo e io lì comincio a piangere a singhiozzo. Sarà l’emozione, sarà che aspetto questo momento da una vita, sarà l’ambiente dello stadio e il traguardo ambizioso, fatto sta che in questa magica serata piangerò come non mi è mai successo in vita mia.

Partita, tensione a mille. Quando segna Milito sappiamo che manca un’ora, panico!, ma le sensazioni sono buone. Fine del primo tempo. Gli ultras della Nord distribuiscono delle bandierine a tutta la curva. Appena i giocatori entrano è tutto uno sventolio unico di bandierine. Tutta la curva è una cornice gialla e nerazzurra. Vi prego non deludeteci… Quando dopo un quarto d’ora Mourinho sostituisce Chivu con Stankovic e riporta a terzino destro il Capitano, da quel momento Robben, l’unico vero loro pericolo, non combinerà più niente. Il tempo scorre e finalmente Milito mette anche il secondo. Andrea mi dirà che l’ha vista come il gol di Mattheus in Inter-Como (e noi c’eravamo!). Altre lacrime a singhiozzo. Abbraccio e bacio tutti, anche chi non conosco. Non ce la faccio più!

Scandiamo il tempo che manca alla fine, fino al triplice fischio: Campioni d’Europa! Gioia, tripudio, abbracci, baci e lacrime quante lacrime… mi sento un po’ frignone ma poi ho visto le riprese a casa da Sky, ero in buona compagnia! Non piangevo così da quando ho visto il Re Leone. Godiamo nel vedere i giocatori e lo Special One sul campo a gioire e piangere pure loro… lo stadio vive una situazione unica, surreale, emozionante!

Dopo quasi un’ora, dove non ci rendiamo conto di essere Campioni d’Europa e di aver vinto il Triplete, primi in Italia, dobbiamo recarci di corsa all’aeroporto per prendere il volo che ci riporterà in Italia. I miei cugini Andrea e Max, avendo il volo alle 8, possono recarsi nella Inter Fan Zone e con la presenza degli sportivissimi tifosi del Bayern festeggiano la vittoria fino alle 3 di mattina. Noi alle 5 invece siamo a Malpensa. Stanchi, rinunciamo ad andare a S. Siro a salutare i giocatori. Noi l’abbiamo vissuta in diretta, questa cosa. Siamo Campioni d’Europa! Amala!

COMUNICAZIONI DI SETTORE. Tra un po’ si ricomincia, pare. In attesa del calcio asettico e silenzioso che ci aspetta, se volete far durare l’anniversario del Triplete un po’ di più, continuate pure a mandarmi le foto e la storia del vostro Triplete, del vostro 22 maggio, robe così, tra amici. Non temete se non vi ritenete all’altezza del Nobel per la Letteratura: se vi fidate sistemo io. E se volete sottoporvi alla gogna mediatica della rubrichetta di successo “Foto dei lettori alla ricerca di facile notorietà sfoggiando il simpatico volumetto sfornato da Settore”, fotografatevi o fatevi fotografare. Poi mandate il tutto a r.torti@gmail.com e sarete esposti al pubblico ludibrio, con la riconoscenza di tutti.

MILANO (NEW!). Agli amici e alle amiche di Milano, che nelle scorse settimane hanno intasato la mia mail (non è vero: mi ha scritto uno) e il mio telefono (non è vero: mi hanno whatsappato due, forse tre) non spiegandosi perché mai il libro non fosse in vendita a Milano, la capitale morale del Paese, ecco, sono lieto di annunciare che il libro è stato fisicamente spedito e dovrebbe essere arrivato alla Libreria dello Sport di via Carducci. Per evitare inutili assembramenti, non metteteti in fila già ora (tipo quando esce il nuovo iPhone): magari date un colpo di telefono, ecco.

INFORMAZIONI DI SERVIZIO. Sto scrivendo a palla come non mi capitava da decenni, e in calce ogni volta ho messo tutte le info, ma qualcuno continua a chiedermi: scusa, dove cazzo trovo ‘sto libercolo? E quindi lo ripeto per la settecentesima volta. Nella sua versione cartacea il libro è presente in libreria a Pavia e Voghera, le due città più importanti del mio piccolo mondo, ed è in vendita on line su Ibs.it e anche su Libreria Universitaria, LaFeltrinelli e Unilibro. Su Ibs. it c’è scritto “disponibile in tre settimane”: in realtà, è ormai accertato da numerose segnalazioni che arriva molto ma molto prima. Poi c’è la versione eBook che è disponibile tipo su Ibs, Amazon, Mondadori Store, Kobo, Libreria Universitaria, Librerie.Coop, Hoepli, Il Libraccio, LaFeltrinelli, Rizzoli e siti del genere. Infine, se proprio non ce la fate, potete fare una cosa simpaticamente old style: scrivere direttamente all’editore, giorgio.macellari@alice.it , e ricevere soddisfazione. Nel senso che Giorgio – uomo efficiente, onesto e ovviamente interista – il libro cartaceo ve lo spedisce anche in un batter d’occhio direttamente al vostro domicilio (dietro pagamento, immagino. E’ il mercato, direbbe Keynes).

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5 commenti

  1. Sarò mica il primo di nuovo? E ho letto…

  2. Minc.. Grigio, applausi doppi allora!!

  3. E Gorni, mitico, non ho potuto essere a Madrid ma leggere il tuo racconto da davvero l’impressione di esserci stati.
    Grazie!! 🙂

  4. Giorgio, spero di non averti sconvolto con la mia richiesta nel precedente post riguardo ad un tuo passato calcistico, ma mi era sembrato da qualche tua allusione che la tua esperienza fosse stata di buon livello.
    Napoli Inter -4
    (e 2 fisso!!)

    • No, figuraTi…quel che mi sconvolge è che devo far l’analisi del documento di Colao e di un’altra cosa… 🙁
      Il buon livello c’era “in partenza”, poi a 16 anni e mezzo mi son fatto male, son stato fermo parecchio e…sono stato accusato di essere assenteista. A quel punto ho fatto quel che faccio di solito, con il mio carattere accomodante : ho restituito tutto il materiale. ho girato i tacchi e me ne sono andato. Sine verbis.
      Peccato. Cioè : specialmente per il calcio italiano e internazionale, ecco… 🙂
      Inutile…non riesco MAI a star serio per due minuti di fila…