Settore Inter blog

Il sito non ufficiale dell'interismo moderno

Giugno 11, 2020
di settore
11 commenti

Cari amici vi scrivo

No, niente. Mi infilo tra un vostro racconto e una vostra sfilza di foto – che continueranno ancora per un po’ – per ringraziarvi.

La vita di questo piccolo libro – lo dico con leggerezza, così com’è leggero lui, il libro – sta risultando molto più movimentata del previsto. L’approdo di oggi sul Corriere.it, come il giocoso attacco al podio della classifica dei libri di sport di Ibs.it, sono cose che non mi aspettavo. Forse perchè non mi aspettavo niente di che in assoluto.

A un certo punto, tre mesi e mezzo fa, tutti ci siamo trovati a pensare ad altro. Prima noi lombardi, poi tutta Italia, poi tutto il mondo. Mondo che, da settimane e settimane, non fa che rinviare cose, accantonarne altre, ridimensionarne altre ancora. Figurarsi un piccolo editore e un piccolo autore con il loro piccolo libro (lombardo, pavese, vogherese). E se l’amico Giorgio, chessò, a fine marzo, nel pieno della negatività e dopo un mese ad aspettare inutilmente almeno una luce in fondo al tunnel, mi avesse detto “oh, pazienza, che ci vuoi fare, è andata così”, io gli avrei detto “Vabbe’, grazie lo stesso, ci abbiamo provato, maledetto Covid”.

E invece no, proprio nel momento più drammatico del lockdown questo libro ha iniziato la sua personalissima Fase 2: il relax. L’avevo scritto, riletto, sistemato, agghindato per le feste (il lockdown ha consentito ad Andrea di prendersi più tempo per la copertina). Bòn, basta, quel che dovevo fare l’avevo fatto. Relax. E intanto con Giorgio – tra continui annunci e smentite in generale sulla riapertura e, in particolare, sulla riapertura delle librerie – ogni tanto ci si sentiva e si pianificava, buttando lì qualche data per le uscite, seguita dall’immancabile “più o meno”. Non è rilassante?

Esce l’ebook, poi esce il cartaceo, con le frontiere ancora chiuse e quindi confinato in provincia di Pavia. Per il resto, “solo” piattaforme on line e un servizio vecchio stile in cui tu scrivi all’editore e lui ti manda il libro con quelle ricevute con la carta carbone, you know? Riprendo in mano il blog, scrivo a raffica come non facevo da un po’ – cosa saranno stati? Tipo dieci anni? -. Una promozione a costo zero, a chilometro zero, tra blog e social, al limite un po’ di usura ai polpastrelli. No, dico: non è rilassante?

Per tutto il resto, da lì in avanti, non posso che ringraziare voi, perchè io non ho fatto più nulla di speciale. Sì, vabbe’, ok, a parte fare il campo centrale tipo “Tutto il calcio” e giocare un po’ con tutti, ormai da un mesetto e mezzo, sul filo dei ricordi e del presente. Ma questa Fase 3 l’ho trovata divertente, molto, anche perchè mi sono rilassato a scrivere cose e rilassato a leggere le vostre. Con quel rito nato assolutamente per caso dello scambiarci foto e del raccontarci i nostri 22 maggi, tutti così uguali eppure strepitosamente diversi, come se ogni giorno verso sera ci ritrovassimo a bere una birra e a dirci cose nerazzurre, una seduta di Interisti (poco) Anonimi, “Ciao, sono X e sono sobrio da sempre”.

Ed è successa una cosa che quando la raccontano gli scrittori veri mi è sempre venuto il dubbio che fosse una cazzata, e invece mai come questa volta ho scoperto che ha il suo perchè. E forse è vera. Il libro ormai non è più mio, è vostro. Al limite nostro, ma non più mio. Ed è davvero una cosa bella. Anche questa, non me l’aspettavo.

share on facebook share on twitter