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Maggio 5, 2020
di settore
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Maggio 2010-maggio 2020: quanti ricordi, non basterebbe un libro (st. 1, ep. 5)

(ma no dai, in realtà uno basta)

Stagione 1, episodio 5

(città del nord capoluogo di provincia, Fase 2 everywhere, interno giorno, distanziati)

(continua)

E’ il 5 maggio. Quindi, parliamo del 5 maggio.

Quale? 1821, 1986, 2002 o 2010?

1986?

Leggo su Wikipedia che il 5 maggio 1986 è andato in onda in tv l’ultimo episodio di Love Boat. Boh. Vedi, la cosa di Napoleone ha ammazzato questo giorno, non è più successo un cazzo di veramente rilevante per secoli. Quando ti muore un Napoleone e un Manzoni ti ci scrive una poesia, il giorno è bruciato, non c’è più spazio per altro. I nati eccellenti del 5 maggio sono Marcello Giannini, Serse Cosmi, Enzo Miccio, Emanuele Giaccherini e Adele. Cioè, manco uno statista, un premio Nobel, un condottiero. Poi succedono cose importanti di calcio, e manco le citano. E vabbe’.

Sfioriamo un attimo l’argomento 2002, di cui sei uno dei massimi esperti mondiali.

Sì, sfioriamolo un attimo. Guarda, quella del 5 maggio 2002 fu in fondo la giornata più regolare di quel finale di stagione, dopo una serie di ruberie che avevano quasi consentito alla Juve di raggiungere l’Inter più miracolosa degli ultimi anni, una squadra che stava per vincere il campionato avendone giocato un terzo con Ventola e Kallon invece che con Ronaldo e Vieri. Ce l’avevano quasi fatta, perchè noi nonostante tutto eravamo ancora un punto avanti. Non avere vinto quella partita – come potevamo fare con una gamba sola, non fosse che il nostro equilibrio psico-fisico era ormai al lumicino – sarebbe stato bello solo per potergli dire: “Ce l’avete messa tutta, ma prrrrrrrrrrrrrr”. Ogni tanto sui social ufficiali della società postano “Buon 5 maggio!”, quanto bronzo su quelle facce.

Ti è rimasto qui, diciamo.

Beh, a parte il fatto di essere andato a Roma, di aver visto quello sfacelo e – non avendo trovato un treno per il ritorno – di aver passato la notte con il mio amico Gigi in un albergo a ore, direi che ho superato il trauma. Settore4cFila72Posto35 – il biglietto di quel giorno – è il nome originario del mio blog, che avevo aperto giusto un annetto dopo. Settore, senza il 5 maggio, non esisterebbe proprio. Tu staresti intervistando, chessò, Serse Cosmi o Enzo Miccio. E in fondo, almeno io, posso dire di aver colto il meglio da quella catastrofe. Da allora l’Inter, oltre che una passione, è diventata una missione. Come la resistenza sportiva e civile alla Juve.

Passiamo al 5 maggio 2010, dieci anni fa oggi.

Come ti dicevo, siamo stati a un passo dallo zero tituli e in un paio di settimane abbiamo incredibilmente risistemato tutto. Non mancava che vincere 4 partite (due di campionato). La prima era questa.

Il meno luccicante dei tre trofei.

Sì, ma fu una vittoria fondamentale, sofferta e liberatoria. Era l’ennesima sfida importante con la Roma degli ultimi 5 anni (ci metto anche la Coppa Italia del 2005), loro ci arrivavano con la bava alla bocca dopo averci rimontato l’impossibile in campionato e aver perso in casa con la Samp, per poi subire la beffa dell’Ohnoooo laziale. Menarono come fabbri per tutta la partita, una roba vergognosa, in mondovisione e sotto lo sguardo annoiato dell’arbitro. Milito segnò un gol meraviglioso, nel loro stadio, nel primo tempo. Secondo tempo: caccia all’uomo, nervi saldi (noi). Sipario. Coppa. E andatevene tutti affanculo.

Beh, aspetta. E il calcione di Totti e Balotelli?

Una delle cose più mostruose che abbia mai visto, rapportata al valore del personaggio. Cioè, era Totti, mica uno di quegli animali da terza serie sudamericana.

Solita domanda di controllo: chi giocò come centrale difensivo?

Cordoba e Materazzi. Uè, eravamo contati e con altri 17 giorni da paura davanti. Ramiro uscì già nel primo tempo, entrò Samuel che per fortuna era almeno in panchina.

Preciso. Cioè, è proprio un libro serio.

Sì, certo. Vabbe’, insomma, no. Anzi, sì.

(5-continua)

COMUNICAZIONI DELL’AUTORE. (il virus ha boicottato alcune importanti espressioni della cultura di questo disgraziato Paese: il film di Nanni Moretti, la mostra di Raffaello e il mio libro. Pazienza. Il libro di carta per qualche giorno ancora non c’è, si troverà presto online o direttamente dall’editore e in libreria arriverà solo a Pavia e provincia, perché abbiamo voluto dare la precedenza a questo popolo già pesantemente fiaccato dal Pm10, dalle zanzare e dalle nutrie. Per i più evoluti tra voi, la versione eBook è già disponibile tipo su Ibs, Amazon, Mondadori Store, Kobo, Librerie.Coop, Hoepli, Il Libraccio e siti del genere o, se volete darvi un tocco internescional, nientemeno che su Barnes&Noble – quando cazzo mai vi ricapita di ordinare un libro da Barnes&Noble? – e BajaLibros.com. Tornando ai feticisti della carta, per ingannare il tempo potete scrivere a giorgio.macellari@alice.it e avrete tutte le info) (cioè, ve lo spedisce anche, quando ce lo avrà) (dietro pagamento, immagino. Ma non sono affari miei)

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