Settore Inter blog

Il sito non ufficiale dell'interismo moderno

ottobre 19, 2015
di settore
190 commenti

La politica delle piccole cifre

image

Volendo accontentarsi almeno di qualcosa, io mi accontento di essere (ri)diventato piacevolmente ingordo: rimirando la classifica dopo le partite del pomeriggio, sognavo il filotto, il bingo, l’ambo secco di una vittoria con i gobbi e di una vetta riconquistata mentre dappertutto si continua a parlare di squadre che non ci stanno davanti. E alla fine ho smadonnato a effetto domino, anche se è giusto così – un tempo ciascuno, un palo ciascuno – e si può andare a dormire con la coscienza abbastanza a posto.

La Juve al completo è più forte di quella con Padoin regista, e noi siamo stati più sfigati del Frosinone e ci siamo beccati la Juve al completo. Ma non c’è problema, non li abbiamo battuti ma abbiamo fatto un notevole upgrade rispetto ad alcuni recenti precedenti: non siamo stati inferiori, che era una sensazione insopportabile. Ce la siamo giocata, poteva andare meglio ma un pari con la Juve ci sta.

(secondo me il grado di anzianitá di una persona si misura dalla frequenza con cui usa la formula “ci sta” in relazione a una non-vittoria)

Bòn, non ho più niente da dire su questa partita. Anzi no, una cosa ci sarebbe, e si infratta dritta dritta nel filone del “Io sono io e voi non capite un cazzo”. È questa: perchè fare due cambi al 91′ quando si poteva farli mooooooolto prima, con l’obiettivo di mettere forze fresche dove più si soffriva e provare a rompere i coglioni ai gobbi e a far mangiare meno orociok ai supporter?

(Il Mancio è diabolico: dopo che ha piantato per bene i suoi paletti concettuali, alle sue pensate non è più possibile reagire con dei vaffanculo di default, ma si è tutti costretti a chiedersi “cos’è che io non capisco e invece lui sì?”)

Ricapitolando. Siamo secondi, per effetto di 5 vittorie nelle prime 5 e di due punti nelle successive tre partite (due in casa, mannaggia) che costituivano il mini-ciclo in cui si alzava l’asticella delle difficoltá. Ecco, diciamo che nel mini-ciclo Fiorentina-Samp-Juve non è che abbiamo proprio brillato, anche se a Genova abbiamo rimontato bene e con la Juve al completo abbiamo giocato alla pari. Resta l’inculata con la Fiorentina. Anomala, dice il Mancio. Anomala ma inculata, dico io. Vabbe’, punti di vista.

A essere stabilianti sono le cifre. Siamo secondi con la miglior difesa, 6 gol, di cui 4 presi nelle stessa partita (quindi cinque volte inviolati). Siamo secondi con uno dei peggiori attacchi, 8 gol, uno a partita, una miseria, solo quattro squadre peggio di noi, e tre di queste sono quartultima, penultima e ultima.

Ecco, non so cosa suggeriscano queste (piccole) cifre, ma a me suggeriscono una cosa che riguarda sempre la piacevole ingordigia di cui sopra: che possiamo migliorare. E poter migliorare dall’alto del secondo posto, come dire, è una bella cosa.

Adesso ci aspettano tre partite in otto giorni. Due trasferte – Palermo e Bologna – che una grande squadra, o almeno una squadra che se la vuole giocare, dovrebbe sapere/volere capitalizzare. E poi la Roma a San Siro. Ecco, facciamo che ci risentiamo dopo Bologna. E poi, a stretto giro, dopo Inter-Roma. Sará l’undicesima giornata, e le piccole cifre avranno un’altra fisionomia. E la fisionomia gliela dobbiamo dare noi. Solo noi.

share on facebook share on twitter