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ottobre 5, 2015
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Il Mancese del Grillo

E’ pieno di marchesi del Grillo, nowadays. Calderoli lo ha citato alla lettera in Senato, parlando di Grasso, e Mancini lo ha di fatto evocato in conferenza stampa, parlando di se stesso: loro sono loro, e gli altri non sono un cazzo. Il Mancio è stato chiaro: si è strarotto i coglioni di gente attorno che critica le sue scelte, la sue formazioni, la sue bizzarre pensate: tutta gente – oh, ha detto proprio così – che non capisce una fava di calcio, compresi gli ex calciatori. Io, in qualitá di ex casellante, potrei al limite scrivere dei post su quanto è cara l’autostrada in Val d’Aosta, o su quanto cavolo ci stanno mettendo ad allargare il raccordo di Bereguardo. Sul centrocampo dell’Inter posso tuttalpiù esprimere un’opinione, rassegnandomi al fatto che possa essere condivisa o meno dal volgo, ma che – secondo il teorema del Mancio – è una cagata a prescindere.

No, cioè, mi ha messo in soggezione. Quindi cosa cazzo scrivo? Oppure me ne fotto: scrivo cose che so essere a perdere, o che vanno a incasellarsi direttamente tra le minchiate, e non mi offendo. Massì, farò così. Quindi ci metto il disclaimer: tutto quanto segue è frutto dell’opinione personale di uno che non è nato a Jesi, non ha il ciuffo sale e pepe con riflessi dorati e non ha mai giocato in serie A. Ergo: uno che non capisce un cazzo.

Vabbe’, senza offesa, dico che siamo tornati nella normalitá. Come concetto positivo, voglio dire. Considerato in linea teorica, un pareggio a Genova con la Samp è un risultato che ci sta. Per cui, su sette partite l’unica vera toppata resta quella di sette giorni prima, per sanguinosa che possa essere stata. A Genova, piuttosto, non mi è piaciuta l’oretta di Subbuteo a cui ho assistito: se giochi trotterellando come i trentatrè trentini, gli altri è facile che ti inculino (parere rozzo e personale, del resto faccio parte dei 59.999.999 che ci capiscono poco). L’unico che sembra avere un’idea anche atletica del calcio (del tipo: rincorro per 60 metri l’avversario senza chiedere un premio ad hoc tramite il procuratore) è Perisic, e quindi sono contento che abbia segnato.

Lassù qualcuno ci ama: non vedevo un essere umano sbagliare un gol giá fatto dai tempi del campetto, quando un mio amico tirò alto da mezzo mezzo metro a porta vuota tra lo sconcerto generale. Grazie Correa per questo dejavù. Forse l’Inter brutta e cinica delle prime cinque giornate ne avrebbe approfittato per vincere – era un segno divino, diciamolo -, mentre l’Inter brutta e cinica di oggi (diciamo così perchè non capiamo) non ha approfittato della congiuntura positivissima e il gol lo ha preso.

Comunque abbiamo rimediato e portato a Milano il culo ancora discretamente tonico. Siamo secondi, ma per il resto d’Italia siamo giá scomparsi da tutto – classifica, pronostici -, non esistiamo più – si parla solo di Fiorentina, Napoli e Roma, e di una Juventus risorta e rilanciata (io la vedo sempre a destra in classifica, ma forse non ci vedo un cazzo) – e pur non capendoci un cazzo mi sento di dire: cazzo, meglio così.

(mi scuso vivamente per l’eccessivo ricorso a ‘sto cazzo)

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