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agosto 24, 2015
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La domenica perfetta

“Papi, ma ti risulta che il Milan ha preso Balotelli?”

Ero spiaggiato sul divano intorno alle tre del pomeriggio, ignaro dei fatti del mondo esterno; il telefonino non sapevo dove fosse, l’iPad lo vedevo in lontananza, e ho fatto un gesto quasi demodè: ho acceso il Televideo. Il Televideo. Tipo quando dici: ah, è ancora vivo? Ecco, non mi ricordavo che esistesse, il Televideo. Con un riflesso pavloviano chiamo la pagina 201 e in effetti c’è la cosa di Balotelli.

Ecco, io ero giá contento così. Balotelli che torna al Milan. Bingooooo.

Poi, verso le otto di sera, realizzo che i maggiordomi dell’Udinese si sono sbagliati a segnare un gol al Made of Latta Stadium e non sono riusciti a farsene segnare nemmeno uno nonostante una naturale tensione.

Ed ero già contento così, elevato al quadrato. Una domenica giá di un certo livello.

Ma doveva ancora giuocare l’Inter. Particolare non da poco. Reduce da un trionfale precampionato. Ma che io ho saltato a piè pari, quindi per me quasi vergine. Dopo la Juve inculata in casa alla prima di campionato e dopo il Milan che tratta il ritorno di Balotelli, ecco, io non osavo chiedere troppo.

E infatti il primo tempo se ne scorre via liscio, cioè bruttino, con Icardi schierato acciaccato che esce dopo un quarto d’ora e un pensiero che avanza – 15 minuti di campionato e giá una cazzata, bella Mancio – e un tiki taka che serve solo ad aumentare la cifra del possesso palla, la mia passione, il possesso palla delle mie palle fruste.

Keep calm.

Il secondo tempo mi acchiappa. La Juve ha perso (muahahahahahahah), il Milan perde, il Napoli perde, e noi non vinciamo contro l’Atalanta in undici, poi nemmeno con l’Atalanta in dieci, e a me sale l’ansia, ma tu guarda che cazzo di occasione, a sole trentasette giornate dalla fine, ma tu guarda, tira!, lancia!, passa!, guarda!, merda!

Cioè: mi sto appassionando.

Un anno fa ero sulla stessa sedia a guardare le gambe storte di M’Vila e la punta unica schierata contro lo Stjarnan, e adesso son qui che friggo come un ragazzino con l’ormone pendulo, dalla!, stringi!, allarga!

No, scusa: stringi o allarga?

Ma che cazzo ne so, basta che segnate perchè il tempo non allarga, stringe, e io voglio che salutiamo la capolista con tre punti di vantaggio su Juve e Milan, quindi  mettetela dentro – di coscia,  di anca, di culo, di cazzo, giuro, non ne faccio una questione estetica, voglio solo vincere questa partita del menga.

Al minuto 93, quasi 94, accade l’imponderabile.

Praticamente accade che la palla arriva al più buono in campo e, magicamente, l’Atalanta – che fin lì aveva fatto le barricate – si spalanca. No scusa, è innaturale. Invece di andar in nove sul più buono, non ci va nessuno.

JoJo ha la palla e io vedo lo spiraglio.

“Mettila a giro, mettila a giro!”

E Jovetic la mette a giro, in effetti.

“Gaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”.

E niente, siamo primi. Juve e Milan sono ultimi. Jovetic è fortissimo. E tu pensa che mi sarei accontentato di Balotelli al Milan. La domenica perfetta. Ho aspettato fino alla mezzanotte la ciliegina sulla torta. E cioè che per un errore di battitura dell’Iban qualcuno accreditasse sul mio conto una ventina di milioni di euro. Non è successo. Pazienza, mi accontento di una partita vinta al 93mo, di un giocatore fortissimo, di Juve e Milan nei bassifondi, di una pioggerella fresca, di una birra davanti al tabellone della classifica a sole 37 giornate dalla fine, delle dichiarazioni vagamente lisergiche di un allenatore che finalmente si spettina. Ecco, di cose così.

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