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maggio 3, 2015
di settore
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Difficoltà

Diciamo che abbiamo una certa difficoltà con le squadre che si chiudono molto e non ti fanno giocare, e anche con le squadre che si chiudono molto e poi cercano sporadicamente di incularti in contropiede, perchè – ammettiamolo – abbiamo una certa difficoltà nell’attaccare squadre che si chiudono a riccio e poi ripartono e abbiamo comunque una certa difficoltà nel gestire mentalmente un’iniziativa di novanta minuti contro una squadra che si chiude e poi riparte, anche perchè abbiamo – è evidente, diobono – una certa difficoltà a dare la giusta continuità al gioco del centrocampo in raccordo con l’attacco proprio in virtù delle peculiari difficoltà insite in una partita in cui la squadra avversaria pensa soprattutto a difendersi

(e nel frattempo ti distrai e pensi alle difficoltà che hai con le squadre che ti aggrediscono, e anche con squadre che un po’ ti aggrediscono e un po’ si difendono, e questo ti crea dei dubbi esistenziali, sportivi, tecnici, tattici, morali, etici, psicologici, psichiatrici, luddisti e fist fucking)

ma non disegna di attaccare una volta mediamene ogni quarto d’ora, cosa che ti mette in difficoltà soprattutto a livello di attenzione e concentrazione, e se poi va davvero vicino all’inchiappettarti ti mette in difficoltà a livello di autostima, perchè tu sei lì che attacchi un po’ così per novanta minuti – e hai una certa difficoltà, questo va detto – e quelli ne approfittano e ripartono e tirano e prendono pali, mica sempre, vabbe’, una volta ogni quarto d’ora, anche venti minuti, e ora io sfido chiunque a non avere una certa difficoltà a gestire questa situazione psicologicamente ingenerosa rispetto ai tuoi sforzi,

oddio, sforzi,

ecco, ho una certa difficoltà – io, non la squadra – a definirli sforzi, diciamo tentativi, diciamo tensione – ma tensione in quel senso, di tendere, non di tensione nel senso del sistema nervoso – ecco, perchè poi subentra la tensione – quella vera, lo so, questo passaggio è difficile – e manca l’ultimo passaggio – sto avanzando nel ragionamento prendendo l’ultima parola della frase precedente, non so se si nota – e quindi vaffanculo. Adesso subentra anche una certa difficoltà (mia) a valutare con serenità la classifica (nostra), no, per dire, bastava vincere col Chievo e (non lo voglio dire) (e non voglio vedere, non voglio sentire, svegliatemi il primo giugno, no, niente, non voglio sentire, lalalalalalalalalalalalalala).

Diciamo che abbiamo una certa difficoltà. Con le squadre. In generale. E bòn.

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