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aprile 25, 2015
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I capelli del Mancio

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Quanto cambia le cose un gol. No, voglio dire, Icardi che segna – finalmente –  e ti ribalta la serata e l’umore, quando ormai ero incazzato con l’Inter tutta e con lui tipo Osvaldo a Torino, perchè palle per il 2-0 prima e per il 2-1 poi le aveva giá avute e le aveva sfruttate male, senza passarla quando doveva, o tirando male quando poteva. E sono cose che a un attaccante capitano, ovvio, ma perseverare era diabolico e non vincerla ‘sta partita era un peccato, un peccato grave. Non vincere dopo due mesi e rotti a San Siro. Non vincere contro una grande, dopo boh, mesi, molti mesi, moltissimi (mai quest’anno).

E allora mi montava la rabbia per quel gol preso in maniera così naturale, due passaggi tiro gol, cose che agli altri riescono bene e a noi quasi mai, forse perchè gli altri non hanno la difesa dell’Inter (e certo, l’abbiamo noi). E ogni volta che inquadravano Mancini guardavo quei capelli, stinti, nè carne nè pesce, sale pepe e cappuccino, e mi veniva naturale il parallelo con l’Inter irrisolta, scolorita, indescrivibile come i capelli del Mancio.

Poi segna Maurito su assist di Podolski, una roba che se esistesse l’accoppiata nel calcio l’avrebbero data a 100. E allora sono contento, il Milan ha fatto ridere Udine e noi abbiamo colto – la sera del 25 aprile, cioè dopo 8 mesi di campionato – la prima vittoria alto di gamma della stagione. E mi sento su di giri e confuso, come il coiffeur di Mancini di fronte a una vittoria insperata e a un’impetuosa ricrescita.

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