Settore Inter blog

Il sito non ufficiale dell'interismo moderno

aprile 4, 2015
di settore
169 commenti

Il castigo dei bimbominkia

Cominciamo col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile @inter #interparma

Quando venerdì ho letto il tweet di Andrea Ranocchia, ho 1) mandato affanculo il medesimo, e 2) ho immaginato – per quanto fosse impegnativo farlo – che non avremmo vinto, perchè 3) questo tweet è di per sè un indizio preciso su quanto siamo inguaiati.

Nell’ordine, il nostro capitano è un bimbominkia che copincolla una frase a effetto alla vigilia di Inter-Parma, cioè la modestissima partita della sua squadra contro l’ultima in classifica giá retrocessa, giá avviata al fallimento, vittima di una situazione penosa e senza uno straccio di certezza sul futuro. La frase è di San Francesco di Assisi e con Inter-Parma non c’entra un emerito cazzo. Sarebbe bello pensare che Ranocchia non stesse pensando a Inter-Parma quando ha fatto il copincolla, ma l’hashtag non lascia spazio a dubbi. Quindi ha usato una frase clamorosamente sovradimensionata per introdurre una delle più insignificanti partite del campionato.

Cominciamo col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile… Cioè, è una bella citazione se stai per affrontare il Bayern o il Barcellona, è una frase suggestiva se giochi il ritorno di coppa e devi rimontare (ecco, sarebbe stata una bella frase prima del Wolfsburg), ma se presenti la partita col Parma con un aforisma del genere, i casi sono due:

o non capisci una sega delle citazioni, del web e della vita, oppure hai talmente l’acqua alla gola che ti tocca tirare fuori una frase del genere prima di una partita con una squadra di morti viventi, ancorchè più dignitosi di te e dei tuoi compagni.

Le parole sono importanti (anche questo è un aforisma, caro Andrea, e non di un santo), e quindi questo tweet segna un altro capitolo della deludente storia di quest’anno, quella di una squadra che si cerca ma non si trova, del suo ambizioso ma quasi impotente allenatore e del suo capitano bimbominkia che copia male e incolla peggio, come la gran parte dei suoi compagni, che una ne fanno e cento (anzi, nessuna) ne pensano. Un tweet da poverini, una partita da poverini, una squadra di poverini.

Dal punto di vista pratico, vincere o pareggiare (o anche perdere, figuriamoci) con il Parma non cambia niente alla tua sbalestrata stagione. Dal punto di vista morale (uh, parola grossa) un po’ sì, cambia, è una questione di amor proprio, di professionalitá, di interismo. Niente, non pervenuto. Il capitano che incita l’ambiente e i propri compagni a sorprendersi a fare l’impossibile (cioè battere il Parma: questo è essere preveggenti) mette il sigillo a tutta questa cacca fumante.

Caro Andrea, ti rispondo così:

Fai attenzione a come pensi e a come parli, perché può trasformarsi nella profezia della tua vita.

Sai di chi è questa frase? È di San Francesco. Era quella dopo la tua, la prossima volta guarda bene prima di far copincolla: magari risparmi l’inculata concettuale a noi e il castigo di Pasqua a voi. Che a spaccar le pietre dovrebbero mandarvi, altro che a giocare a palla: un allenamento alla Pinetina il giorno di Pasqua è una carezza, la carezza di San Francesco sulle vostre povere testoline.

image

share on facebook share on twitter