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Dicembre 23, 2014
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Con una certa soddisfazione, alcune testate salutano – dopo il ritorno di “Pazza Inter” – il ritorno della pazza Inter: quella che va sotto di due reti e poi pareggia con la Lazio, che poi è la stessa squadra che va in vantaggio e poi si smarrisce e perde 2-1 con l’Udinese, e la stessa che va in svantaggio e poi rischia il tracollo con una squadra dalla dubbia sede sociale e poi vince 2-1 in Coppetta League, e la stessa che fa un mucchio di cazzate da almeno due mesi e tutta l’Italia è soddisfatta perchè l’Inter è pazza e  regala soddisfazioni a chiunque.

Tra novembre a dicembre l’Inter ha giocato dieci partite (tre con Mazzarri e sette con Mancini): sette in campionato e tre in Europetta League. Il bilancio è pessimo (2 vittorie, 5 pareggi, 3 sconfitte), e catastrofico se si considera il solo campionato (1 vittoria, 3 pareggi, 3 sconfitte). L’ultima partita di ottobre fu anche l’ultima vittoria in casa in campionato, rigorino all’ultimo minuto e ciao Samp. Sono passate nove settimane e sembrano nove mesi. Non solo perchè nel frattempo è addirittura cambiato l’allenatore, ma perchè dopo Inter-Samp – era la nona giornata – eravamo a un punto dal terzo posto e a “soli” sette dal primo e, in un certo senso, il mondo ancora ci sorrideva nonostante qualche punto buttato nel cesso e partite apocalittiche tipo Cagliari e Fiorentina.

E’ incredibile che sette partite dopo, pur avendo raccolto sei punti in due mesi, avendo perso più partite del Sassuolo, avendo preso più gol di 14 squadre su venti (due gol a partita nei due mesi demmerda), la situazione non sia del tutto compromessa. Il terzo posto è a sei punti – anche perchè lá davanti si balla il minuetto, un passo avanti e uno indietro – e se solo avessimo vinto con l’Udinese (ok, con i se e con i ma, certo, ok… ma stavamo vincendo in tranquillitá, no?) saremmo a tre punti pur con il nostro carico di partite di merda, di sprechi orribili e di equivoci da cui non usciremo mai. In un campionato che dal terzo posto in giù é una chiavica, noi – incredibile – possiamo ancora dire la nostra.

Punti di riferimento: ancora zero. Siamo quelli del primo tempo con l’Udinese o quelli del primo tempo con la Lazio? Siamo quegli sbandati del secondo tempo con l’Udinese o quegli arrapati del secondo tempo con la Lazio? Siamo arrivati al panettone e siamo una massa informe da cui esce tutti e il contrario di tutto, Kovacic che la mette al volo da 20 metri e Felipe Anderson che va due volte in porta col pallone, e via così, pazza Inter, verso l’infinito e oltre, sì, oltre il decimo posto e prima del dodicesimo.

Ora c’è il pandoro, poi la Juve (si gioca in Italia, quindi è probabile che ci faccia il culo) (ma noi siamo la pazza Inter, occhio). Dopodichè si staglieranno all’orizzonte il mercato di gennaio e una ventina abbondante di partite da giocare, più il Celtic. Può succedere di tutto, ma non chiedetemi cosa nè come: al 22 di dicembre non ci ho ancora capito un cazzo.

 

 

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