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settembre 9, 2014
di settore
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Il meglio (speriamo) deve ancora venire

Praticamente, quando ho saputo che all’evento oltrepadano “Goal a grappoli” – di cui ero indegnamente nel cast – sarebbe arrivato anche Mazzarri, ho avvertito in tempo reale Lorenzo, l’Uomo che non deve chiedere mai (il pettine) (lui è pettinato di natura).  Lorenzo è un interista dall’entusiasmo totale. Se gli dici: “Oh, domani a Pavia forse c’è l’amico immaginario del cognato di Andreolli”, lui ti dice “Vengo!”. E in effetti all’invito mazzariano mi risponde “Vengo!”, ma aggiunge:

“Imbottito di esplosivo”.

Del resto è così, il Miste non è ai massimi storici del gradimento. Vabbe’,  lo Zanetti delle raffinerie comunque è avvertito e posso recarmi sereno all’appuntamento in cui spero di poter rivolgere un paio di domandine all’uomo che guida l’Inter. E’ giovedì pomeriggio, ore 18.30. Nel luogo del convegno, in cui cominciano ad arrivare alla spicciolata vigneron e tifosi nerazzurri, vedo profilarsi in lontananza i Bee Gees della gufata: Lorenzo, Antonio e Marco. Tutti assieme non li vedevo dal Primo maggio, la notte della Grande gufata gobba pro Benfica, iniziata tra mille paure e finita rotolandosi per terra come bambini dell’asilo.

(qui va aperta una parentesi, perchè certe cose bisogna che si sappiano. Esattamente 100 giorni dopo la Grande gufata, il 10 agosto, a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, io mi rompevo il gomito e Lorenzo si strappava i gemelli. Ci siamo incontrati in ospedale, io in pigiama col braccio al collo e lui in bermuda con le stampelle, sembrava il raduno degli ex combattenti. Gufare contro il Male evidentemente ha il suo prezzo, e noi lo abbiamo pagato)

Benvenuti, gli dico. E loro mi rispondono con alcune frasi smozzicate che ricostruisco depurandole da parolacce e facendo uso di metafore e allocuzioni eleganti: “Grazie per averci invitato, amico nostro, ma siamo venuti qui sospinti da uno scarso entusiasmo perchè l’uomo attualmente responsabile della guida tecnica dell’Inter non ci convince appieno e nemmeno ci ispira una profonda simpatia come facevano molti dei suoi predecessori”. Antonio nota nella mia mano una copia del libro di Mazzarri: “Noooo cazzo, il libro noooo!” (è giusto anticiparvi che il suddetto supertifoso nel giro di un paio d’orette cambierà decisamente atteggiamento: basta saper aspettare).

Mazzarri arriverà in ritardo – proveniente da Appiano, secondo allenamento quotidiano, e frenato da un mezzo ingorgo – ma arriverà. Parla, risponde, replica, interloquisce. Poi la mia amica Lara, l’anchor woman de noantri, mi dà la parola, presentandomi amorevolmente come giornalista e bloggher nerazzurro, “lei mister li legge i blog?” e lui “No guardi, lo dico sinceramente, non ho nemmeno tempo di accendere il computer”, e io li volevo dirgli

Miste, lei non conosce i blog e nemmeno il blogghe?”

ma ho evitato polemiche personali e gli ho rivolto due domande serie.

1) Mister, lei – lo dice lei stesso – non è un gran comunicatore. Pensa di avere scontato questa cosa nel corso della sua carriera?”

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Erano le 20.08. Mazzarri inizia a guardarmi negli occhi e a rispondermi. Mi fisserà dritto fino alle 20.16. Otto minuti in cui sembravamo Giucas Casella contro Toni Binarelli.

Risposta (in sintesi): guardi, sì, sicuramente questa cosa l’ho pagata. Quando ero alla Reggina fui scartato da una grande squadra che mi voleva per meriti tecnici ma riteneva che non mi presentassi bene in panchina e davanti ai microfoni. Ma io sono fatto così, un po’ sono migliorato e forse posso migliorare ancora.

2) Mister, il suo libro si intitola “Il meglio deve ancora venire”, e noi tifosi glielo auguriamo perchè è anche una nostra speranza, cioè che nell’avventura di Mazzarri all’Inter il meglio debba ancora venire. Lei che sensazioni ha, che questo meglio stia arrivando?

Risposta (in sintesi): questa squadra e in fondo anche questa società stanno ripartendo daccapo, il monte ingaggi è passato da 220 a 80 milioni annui e questo vuol dire un sacco di cose. Serve pazienza, da parte di tutti, ed è necessario che anche voi media trasmettiate questo messaggio. Tutto l’ambiente nerazzurro deve armarsi di pazienza e remare dalla stessa parte.

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Alle 20.17 Mazzarri rivolge lo sguardo altrove per rispondere a un’altra domanda e io mi accascio sulla poltrona. Il dibattito si chiude e parte l’assalto a foto e autografo del Miste che, meno male, non si sottrae. In fila noto anche Antonio con il telefonino in mano: “Punto al selfie”. Ma come, faccio io, mi hai insultato per il libro e ora… “Punto al selfie! Punto al selfie! Arf! Arf!” Ha uno sguardo assatanato, che placherà solo dopo avere effettivamente fatto il selfie con Mazzarri.

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Mi sento più sereno. Ma in quel momento incrocio l’altro sguardo allucinato, quello di Lorenzo. “Adesso…” “No, non farlo!” gli dico io, pensando che stesse per farsi esplodere, “ci sono un sacco di bambini, non farlo!”. “Adesso gli chiedo dei calci d’angolo!” “No, non farlo, stai calmo, vieni, ti offro un Cruasè”, “Calci d’angolo! Calci d’angolo!”. Sembra Rutger Hauer, mi scosto e lo lascio passare.

Lorenzo si fa strada nella folla e si trova di fronte a Mazzarri. Mazzarri si trova di fronte Lorenzo. Io sto sudando tipo Nadal al quarto set. Lorenzo chiede:

“Mister, posso farle una domanda tecnica?”

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Oddio. Adesso le guardie nerazzurre lo stordiscono e lo portano via e me lo abbandonano vicino al casello di Casei Gerola con un gettone per chiamare a casa. E’ colpa mia, non dovevo invitarlo, è tutta colpa mia…

“Se posso risponderle, sì”, dice Mazzarri fissando la pettinatura di Lorenzo, che evidentemente gli ricorda qualcosa.

Oddio. (silenzio di tomba)

“Ecco: ma come è possibile che dei professionisti sbaglino i calci d’angolo?”. Seguono (Lorenzo) elenco dei calci d’angolo sbagliati e che ci sono costati caro, e (Mazzarri) risposta accorata alle rimostranze tecniche del tifoso.

Mi accascio di nuovo sulla sedia a riprendere fiato, poi mi faccio strada a colpi di gesso e appena finisce di rispondere a Lorenzo il Miste mi autografa il libro.

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Dopodichè la folla si sposta a fare un brindisi generale, brinda pure Mazzarri, e nonostante la folta presenza di vips (Sabrina Gandolfi, Civoli, Casarin, Pellegatti eccetera) la troupe di Inter channel punta verso di me:  “Possiamo intervistarti?”. Miste, ha visto il blogghe?

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