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Maggio 17, 2014
di settore
49 commenti

Gessati

nuova-maglia-inter-1Ne scrivo, inutilmente. Lo so e procedo comunque. L’inutilità di scrivere qualcosa sulla presunta nuova maglia dell’Inter – ne sono consapevole – è clamorosa. 1) Le anteprime che circolano in queste ore potrebbero essere un fake, o potrebbero essere solo un test, o potrebbero essere una versione provvisoria; 2) Comunque, che cazzo gliene frega alla Nike se a me non piacciono? 3) Che cazzo gliene frega alla Nike se anche – per assurdo – non piacessero a nessuno? Per una affascinante e imprescrutabile legge del marketing e della psicologia criminale umana, più una maglia è – non diciamo brutta – anomala, più la vendono. L’orripilante (per me) maglia camouflage del Napoli è stata venduta a carrettate. Giusto per fare un esempio. E che dire delle seconde maglie creative del Barcellona, con colori che non esistono in natura? Due estati fa ero a Barcellona e continuavo a incontrare bambini e presunti adulti vestiti con il completo fluo del Lecce. Minchia ‘sti leccesi, dicevo tra me e me, sono dappertutto. Poi sono andato al Camp Nou e mi sono reso conto che il completo fluo del Lecce era la seconda maglia del Barcellona presentata tre giorni prima, e la gente  era in coda alle casse per prendersi quella. E che dire, per tornare a casa nostra, della terza maglia cinese rossa? “Sacrilegio”, tuonammo tutti. Solo 15 giorni dopo ero circordato da gente possibilista (“Sai che non è male?”), per poi scoprire nei mesi successivi che anche molti amici – gente che pensavo avesse anche le mutande nerazzurre – l’avevano presa (“Sai che in fondo è bella?”) e ci avevano fatto anche degli investimenti (“Sai che ne ho prese due ufficiali e 17 tarocche?”).

Quindi, perchè cazzo me la prendo se gira sui siti una presenta prima maglia dell’Inter che sembra un gessato di Al Capone, una tenuta tempo libero dei Godfellas, una maglietta Fila di Bjorn Borg in negativo? In sè è mica brutta. Anzi, forse è bella. Fosse vero, fosse davvero vero, ecco, il problema è che questa bella maglietta della Nike che ci spaccerranno a 80 euri a botta

non è una maglia dell’Inter.

Stop, punto. Non ha “strisce regolari nere e azzurre”. Peggio: non ha le strisce. Non ha le strisce! E sarebbe la seconda maglia opinabile dopo quella di quest’anno, che non aveva l’azzurro ma un blu beccamorto che con il sudore diventava un accrocchio scuro e cangiante che non si poteva vedere, dai, ammettiamolo. Passiamo dal macchione blu a un gessatino da fighetto che non ha senso, non ha storia, non ha Inter. A me non importa una sega se il Milan indosserà un codice a barre rossonero, che mi importa di fare un confronto con l’abbigliamento dei cacciaviti? A me piacciono le maglie normali. Voglio le strisce. Allargale, smilzale, fanne ciò che vuoi. Ma il gessato no, ti prego. E voglio l’azzurro, quel colore un po’ accesso, sapete, ricordate? Nero e azzurro. In strisce regolari.

Vabbe’, ma alla Nike (vedi punto 2) che cazzo gliene frega se a me non piacciono?

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